Reggio Gentile.
Tracce di storia in città
Venerdì 30 Luglio, ore 21.00
Sala del Tricolore
Piazza Prampolini, 1
DEI DELITTI E DELLE PENE.
LE VITTIME DELLA (IN)GIUSTIZIA
A cura dell'Associazione Guide Turistiche di Reggio Emilia e Provincia
Relatore Andrea Semeghini
Venerdì 30 Luglio, alle
ore 21.00, si terrà l'appuntamento conclusivo del ciclo di visite guidate itineranti "
Reggio Gentile. Tracce di storia in città" dal titolo "
DEI DELITTI E DELLE PENE. LE VITTIME DELLA (IN)GIUSTIZIA". Il ritrovo è previsto presso la
Sala del Tricolore (Piazza Prampolini, 1).
Il passato di una città è la sua vera anima; tutto ciò che nel corso dei secoli è accaduto fra le sue mura ha contributo a dare forma e sostanza all'identità collettiva, definendone in certi casi lo stesso carattere, nelle azioni come nelle reazioni.
Se un certo passato, visibile nelle tracce edilizie, artistiche e urbanistiche risulta più immediato e diretto da cogliere, un altro invece tende a sfuggire, poiché immateriale e incapace da solo di lasciare un chiaro segno di sé, senza l'aiuto della memoria dei cittadini, di ogni epoca e tempo. Di questo passato, ogni strada, piazza, palazzo o persino scorcio è stato un tempo muto testimone e oggi ne è custode altrettanto quieto: sono gli eventi e le persone che hanno contraddistinto la storia di Reggio, alcuni ricordati nei nomi delle vie, delle piazze o dal modo popolare di chiamare un certo luogo della città; altri quando non sono stati completamente dimenticati, sono ridotti a una sbiadita targa in pietra bianca, addossata a muri esterni di edifici.
Esistono fatti che la città, o meglio la memoria dei cittadini, tende a tenere celati nell'ombra del tempo trascorso sebbene non vi siano motivi di vergogna; forse accade per una sorta di pudore, per una tendenza inconsapevole a far giungere dal passato solo gli eventi più rimarchevoli.
Se non stupiscono più di tanto i pochi accenni alla sede e alla storia dell'Inquisizione reggiana, completamente dimenticato è il nome di Gabrina degli Albeti, nel medioevo condannata per stregoneria, forse in assoluto la prima donna in Italia, accusata di muovere le mogli contro i mariti. Assieme a lei anche una serie di fatti di sangue che coinvolsero nobili, cittadini di spicco ed anche artisti fra Cinquecento e Ottocento: l'omicidio del conte Gian Paolo Boiardo, che vide fra gli accusati addirittura il pittore Lelio Orsi, quelli del conte Orazio Guicciardi ad opera di un brigante e del medico Michelangelo Morini, ucciso forse per rivalità professionale.
Ancora più lontano, o forse bisognerebbe dire nascosto, è il ricordo dell'ultima famiglia di boia che ha vissuto e operato nella città di Reggio: i Pantani (o Pantoni) che pure risiedevano in pieno centro.
Andrea Semeghini
La partecipazione all'iniziativa ha un costo di € 3 ed è senza obbligo di prenotazione.
Info:
Musei Civici di Reggio Emilia
Palazzo S. Francesco – Via Spallanzani, 1
tel: 0522 456477 uffici Musei Civici
tel: 0522 456816 Musei Civici di Palazzo S. Francesco