Il tè delle Muse – Tra fiumi instabili, paludi e cambiamento climatico. Il paesaggio di età romana tra Secchia ed Enza

18 Mar 2018, 16.00 Palazzo dei Musei


Il tè delle Muse
Tra fiumi instabili, paludi e cambiamento climatico. Il paesaggio di età romana tra Secchia ed Enza
Mauro Cremaschi

Gli approfondimenti intorno alla mostra ON THE ROAD. Via Emila 187 a.C. – 2017 proseguono con un nuovo interessante appuntamento che vede protagonista il geologo Mauro Cremaschi.
Docente presso l’Università di Milano è titolare della cattedra di Geografia, fisica e geomorfologia. Ha iniziato la sua carriera come assistente geologo presso i Musei Civici di Reggio Emilia e da anni dirige scavi archeologici su incarico della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna. Ha preso parte per problemi di geomorfologia, geoarcheologia e paleoclimatologia, a numerose missioni archeologiche italiane all’estero e dal 2005 è direttore della missione congiunta italo – siriana a Palmira.

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La via Emilia appare l’esito di una progettazione mirata a garantirne stabilità geomorfologica a lungo termine.

Sull’attraversamento del Crostolo ha avuto un peso rilevante il fattore antropico, poiché il corso del torrente è stato mantenuto artificialmente al di fuori della città con due differenti corsi uno ad est ed uno ad ovest della città oltre che, probabilmente, attraverso un canale collegato all’alveo occidentale che passava per il centro cittadino e che aveva verosimilmente la funzione di mitigare le piene del torrente.

Le difficoltà di ricostruire il percorso di età Romana della via Emilia in rapporto all’Enza risiedono nella incertezza che ancora permane nella ubicazione di Tannetum. È probabile che l’Enza percorresse ancora il suo alveo protostorico lungo il paleoalveo di Praticello almeno fino ad età repubblicana e solo successivamente, in età Imperiale o ancora successivamente, nella tarda antichità, l’alveo si posizionasse sul dosso che ancora percorre attualmente. Resta aperta l’interpretazione delle pile di ponte databili ad età Romana e verosimilmente sottese ad un tratto di via Emilia che correva decisamente a Nord, che, pur messe in luce dall’attuale alveo dell’Enza, potrebbero essere in relazione ad un corso d’acqua più occidentale.

Al contrario, il corso del Secchia appare stabile per millenni in corrispondenza dell’attraversamento della via Emilia e solo a Nord di essa si avranno dissesti e problemi idraulici a partire dalla tarda antichità.

Tra Secchia ed Enza non sono noti finora gravi episodi di dissesto riferibili alla strada ed ai suoi attraversamenti in età Romana: viene ricostruito solo il ponte sul fiume Secchia distrutto da un incendio. Gli episodi di maggior dissesto che influiscono anche sul percorso della strada, sembrano concentrarsi piuttosto in età tarda, tra il V ed il VI secolo AD, sia a causa della dissoluzione del sistema di controllo territoriale di età Romana, a causa del periodo di instabilità climatica nel quale si inserisce il noto episodio del Diluvium di Paolo Diacono.

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L’evento si inserisce nel più ampio progetto “2200 anni lungo la Via Emilia” promosso dai tre Comuni di Modena, Reggio Emilia e Parma, dalle Soprintendenza Archeologia di Bologna e di Parma, dal Segretariato Regionale Beni, Attività culturali e Turismo, e dalla Regione Emilia – Romagna.

 

 

 

 

 

L’iniziativa è ad ingresso gratuito e senza obbligo di prenotazione

Info:

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0522 456816 Palazzo dei Musei, via Spallanzani, 1
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