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Ludovico Ariosto ed il generale di Napoleone

Nella prima sala del Museo del Tricolore è esposto il ritratto di un generale napoleonico. E’ un uomo non più giovane, col volto affilato, gli occhi vivaci, l’espressione leggermente incupita e porta i capelli raccolti in un codino a dimostrare il suo convinto repubblicanesimo. Si tratta di Sesto Alessandro Francesco Mioillis, generale comandante la I divisione di cavalleria leggera, già distintosi nei fatti d’armi del 1796-97, poi divenuto governatore di Mantova. Mioillis oltre che eminente soldato era coltissimo ed amava la poesia. A Mantova come governatore promosse l’erezione di un obelisco in onore di Virgilio. Anche a Reggio non volle essere di meno. Giunto nella nostra città, come governatore, il 13 Vendemmiatore dell’anno IX (5 Ottobre 1800), Mioillis, dopo aver fatto innalzare in Ghiara un “albero della libertà” , ordinò che il successivo giorno XX (13 Ottobre) si celebrassero festeggiamenti in onore di tre illustri concittadini: Ludovico Ariosto, Lazzaro Spallanzani, Agostino Paradisi. Il giorno fissato, nella piazza comunale ornata con addobbi e corone di quercia, fu innalzata una grande scenografia progettata dagli architetti Marchelli e Paglia. La Guardia Civica tirata a lustro e con fucili prestati dai francesi si esibì in evoluzioni militari. In serata nella Sala Municipale gran banchetti e recita di componimenti poetici. Sino all’ultimo restauro era, a fatica, ancora leggibile il nome Ariosto dipinto sull’architrave della porta d’accesso.
Mioillis volle anche fare innalzare un monumento al poeta. Venne scelto il luogo: la prima rotonda del pubblico passeggio (Viale Umberto I). Domenico Marchelli presentò il progetto. Purtroppo non c’erano i soldi. Si decise di porre la prima pietra e di salvaguardare il luogo prescelto circondandolo di fittoni di pietra e catene. Nel giro di poche settimane i fittoni, che erano d’intralcio alla circolazione, vennero divelti e le catene, che erano di ferro, vennero rubate. All’architetto Marchelli non rimase che denunciare l’accaduto. Nel frattempo Mioillis non avendo, da repubblicano coerente, accettato l’elezione Di Napoleone a I console cadde in disgrazia. Lo si inviò ad organizzare i rifornimenti per le truppe coloniali. Con Mioillis cadde in disgrazia anche il progetto di monumento all’Ariosto.

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