306_archeologia

306 – ARCHEOLOGIA AL TEMPO DEL COLERA

Il 30 marzo del 1855 durante lavori agricoli venivano alla luce presso Montecchio le strutture di un edificio di età romana. Avuta notizia della scoperta, don Gaetano Chierici si preoccupò di effettuare due sopralluoghi sul terreno dei rinvenimenti, per compiervi osservazioni e misurazioni. Chierici si adoperava perché non andasse disperso un gruzzolo di monete romane e una dozzina di statuette in bronzo raffiguranti divinità, che auspicava potessero costituire il primo nucleo del costituendo museo di Reggio Emilia. Per ottenere questo risultato, volle coinvolgere il Comune di Reggio e mons. Celestino Cavedoni, massima autorità del Ducato in campo antichistico. Tanta operosità non avrebbe prodotto purtroppo i risultati sperati, vuoi perché la disponibilità di Cavedoni era soltanto apparente, vuoi soprattutto perché proprio in quei giorni si diffuse una terribile epidemia di colera. Il primo decesso si verificò a Reggio il 13 luglio dell’anno seguente. In pochi giorni la malattia si sarebbe propagata con conseguenze devastanti, resistendo a qualsiasi profilassi. La fase di più intensa virulenza del morbo sarebbe durata sino agli inizi del mese di agosto. Fra i comuni del territorio reggiano fu proprio Montecchio il più colpito. In questa congiuntura era impensabile che Chierici potesse occuparsi della sorte dei bronzetti. In quei frangenti Chierici non volle far mancare la sua assistenza alle alunne delle Scuole del Gesù, di cui era cappellano, che a causa della pestilenza si trovavano senza ricovero e sussidi, respinte dalle famiglie, le più povere della città. Vedendole mendicare per le strade, volle vigilare su di loro, cercando l’aiuto di persone benestanti. Espostosi al contagio senza alcuna precauzione, fu lui stesso colpito dalla malattia. La pestilenza fu dichiarata debellata il 30 settembre. Gli eventi di quella terribile estate avevano però resi vani gli sforzi di Chierici per assicurare le statuine di Montecchio ad una collezione pubblica. (R.M.)
DOVE Museo “G. Chierici” di Paletnologia

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