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361 – VOI NON SIETE PAPA PERCHÉ…


Entrando nella Galleria Fontanesi non si può non notare il ritratto di un austero cardinale. Il porporato, di tre quarti, in un tripudio di vesti cremisi, ha interrotto lo scrivere: ci osserva, in una mano tiene la penna con l’altra solleva la pagina di un volume. In basso a sinistra, uno stemma ci assicura sull’identità del personaggio. E’ il Cardinale Domenico Toschi. Sul bracciolo della sedia si legge, faticosamente, la firma dell’autore: “Ottavio Leoni 1604”.
Domenico Toschi nasce a Castellarano nel 1535. A 10 anni è a Roma a studiare presso uno zio monsignore. Gli studi lo avviano alla carriera giuridico – amministrativa: giovanissimo, partecipa a importanti missioni diplomatiche a Vienna e Milano. Toschi, dopo aver servito Sigismondo d’Este, entra nella curia del Cardinale Cesi; ottenuta la laurea a Pavia nel 1562, per conto di questo cardinale ricopre il ruolo di governatore di Bologna. Il conclave del 1590 vede il nostro giurista come segretario. La sua carriera è ormai inarrestabile: auditore di stato, governatore di Roma, vescovo di Tivoli ed infine, nel 1599, cardinale. Toschi, che incardina le scelte del Concilio di Trento in uno schema giuridico, muore a Roma nel 1620 e viene sepolto in San Pietro in Montorio. Una splendida cappella nella Cattedrale, ove hanno lavorato l’architetto Rainaldi, lo scultore Bonvicino ed i pittori Cavalier d’Arpino, Pomarancio, Passignano lo ricorda a Reggio. Nel Conclave del 1605, dal quale uscì Papa Paolo V Borghese, Toschi aveva raccolto su di se i voti di quasi tutti gli elettori. Il cardinal Baronio, forse per invidia, rammentò come il Toschi usasse sovente espressioni grevi. “Vultisne creare papam qui in omni verbo priapum misces?” (Volete eleggere Papache ad ogni parola aggiunge c…o?). Così Toschi perse la Tiara. Ad un collega Cardinale, che ipocritamente si rammaricava, Toschi rispose “Io non sono Papa perché a degh coioun, voi non siete Papa perché a sii coioun. Comunque stem alegher che som cardinali”. Le sottigliezze diplomatiche, l’abilità giuridica, l’attitudine alle mediazioni curiali non avevano intaccato la sana e schietta vitalità del Cardinale reggiano. (A. M.)
DOVE: Galleria Fontanesi

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