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Il museo per la scuola


Confortati dal lungo e consolidato rapporto di adesione che il mondo della scuola ha garantito alle attività didattiche dei nostri Musei, abbiamo deciso, in occasione della programmazione del programma per il nuovo anno scolastico, di articolare in modo diverso le nostre proposte.
Obiettivo del cambiamento è offrire agli insegnanti nuovi stimoli che, a partire dalla valorizzazione della particolarità dei nostri Musei, li aiutino a una più complessiva visione del contesto generale della loro programmazione consentendo nello stesso tempo ai giovani allievi di trovare risposte più adeguate alla formazione e sviluppo della loro personalità.
Nell’articolarsi, in un unico contesto spaziale, di collezioni riferite ai più diversi ambiti specialistici (dalle scienze naturali all’arte, dall’archeologia alla storia, ma anche alla tecnica, alle arti minori, etc.) attraverso tutti i tempi (dalla preistoria ai nostri giorni) e le più diverse civiltà, i Musei di Reggio Emilia si pongono oggi come luogo esemplare in cui sperimentare un diverso approccio ai saperi, basato non sulla separatezza degli specialismi e la rigida proposizione di un ordine cronologico inteso in senso progressista ma come un più articolato spazio di relazioni aperto a diverse esplorazioni cognitive.
Alle tradizionali partizioni (Arte e storia / Archeologia / Etnografia / Scienze naturali ) abbiamo sostituito tre principali percorsi ( Tempo / Natura / Arti ) che ci hanno consentito di articolare in modo nuovo la mappa delle nostre proposte, non a caso visualizzate secondo la tipologia della carta stratigrafica, con riferimento al paesaggio naturale, alle sedimentazioni archeologiche, ai diversi collegamenti suggeriti dal mobile medium dell’acqua.
Nasce un nuovo atlante dei saperi, in cui si dissolvono i classici limiti disciplinari, emerge una nuova complessità fatta di passaggi plurimi, scambi e cortocircuiti tra argomenti che sembravano lontani, intrecci da cui nascono nuove traiettorie di pensiero e di possibili esperienze.
Viste nel loro insieme le proposte di collegamenti denunciano la loro provvisorietà e parzialità, si aprono a diverse alternative che potranno essere assunte nei prossimi anni, o liberamente portate avanti dagli insegnanti nel loro lavoro in classe, evidenziano, nel loro rifiuto a porsi come strutture fisse, l’obiettivo di mantenere viva una energia irrequieta e mobile all’ascolto dei ragazzi e delle loro esigenze.
In questo rinnovato rapporto con la scuola e l’educazione il museo riscopre e attualizza uno degli elementi fondanti della sua mission e diventa, così come auspicava Bacone, “un luogo in cui generare fatti nuovi e non in cui dimostrare vecchie verità”.

Il dipartimento didattico dei Musei Civici di Reggio Emilia