Modello di lituo in bronzo. S. Ilario d'Enza. VI-V secolo a.C.

Il "pozzo del centro" a Servirola (S. Polo d'Enza). V secolo a.C.

Statuina di cervo in bronzo. Il Castetto presso Regnano. V secolo a.C.

Bronzetti votivi schematici da Casale di Rivalta. V secolo a.C.

Offerente femminile in bronzo. Servirola (S. Polo d'Enza). Fine del VI secolo a.C.

Ciotola con dedica a Vei. Servirola (S. Polo d'Enza). V secolo a.C.

Ciotola con dedica a Rat. Servirola (S. Polo d'Enza). V secolo a.C.

Ex voto anatomici. Servirola (S. Polo d'Enza). V secolo a.C.

Etruschi, “fra tutti i popoli il più religioso"

Gentes ante omnes alias eo magis dedita religionibus, quod excelleret arte colendi eas. Un popolo più di ogni altro dedito alle pratiche del culto, in quanto primeggiava nel coltivarle. Questa testimonianza di Tito Livio dimostra il ruolo giocato dalla religione, dalle pratiche e dalle istituzioni ad essa legate nella società etrusca. In Etruria fra VII e VI secolo a.C. le comunità si strutturano in collettività urbane. Coerentemente a questo processo, anche nel campo della religione ai culti gentilizi, che avevano come oggetto gli antenati e come luogo deputato la tomba, si affiancano e progressivamente si sostituiscono culti propri all’intera comunità cittadina. Ad essi, in un tessuto urbano rinnovato, vengono ora consacrati spazi appartenenti all’intera comunità: la piazza e l’acropoli; mentre in campo architettonico inizia a svilupparsi un tipo di edificio che si distingue dalle abitazioni private e che sancisce con la sua monumentalità il primato della religione civica sui culti domestici: il tempio. Anche le espressioni della devozione individuale assumono connotazioni diverse dal passato. La manifestazione più evidente è costituita dal fenomeno dei depositi votivi. Ogni sorta di beni poteva essere dedicata agli dei. Si consacravano animali ed alimenti; si donavano pezzi di metallo e opere d’arte. Oppure i fedeli lasciavano nei santuari oggetti che esplicitassero il legame con le divinità venerate o che esprimessero il ricordo del proprio atto di devozione, o la richiesta o il ringraziamento per una grazia impetrata. Fin da epoca antica si riscontra in Etruria una chiara distinzione delle preferenze per il materiale impiegato negli ex-voto: nell’Etruria padana e in quella settentrionale prevale il bronzo; nell’Etruria centro-meridionale e campana è più diffusa la terracotta. Le funzioni dei sacerdoti sono testimoniate dalle insegne del loro potere, come il frammento di modello di lituo, in bronzo, da Sant’Ilario d’Enza, l’insegna di un augure.
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