{"id":36413,"date":"2020-06-02T11:38:16","date_gmt":"2020-06-02T09:38:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=36413"},"modified":"2024-09-16T13:44:21","modified_gmt":"2024-09-16T11:44:21","slug":"perunnuovomuseo-il-museo-per-lambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/perunnuovomuseo-il-museo-per-lambiente\/","title":{"rendered":"#PerunNuovoMuseo \/ Il Museo per l&#8217;Ambiente"},"content":{"rendered":"<p><strong>5 Giugno 2020. Giornata mondiale dell\u2019ambiente<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Museo per l&#8217;Ambiente: una visione transdisciplinare\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quale poteva essere l\u2019impatto di un uomo preistorico sulla natura che lo circondava? Quanto era pesante l\u2019impronta ecologica di un antico romano? L\u2019inquinamento prodotto durante la prima rivoluzione industriale era paragonabile a quello attuale?<\/p>\n<p>Sono domande che possono aiutare a riflettere sulla problematica del rispetto per l\u2019ambiente e dell\u2019individuazione degli stili di vita pi\u00f9 sostenibili, attraverso l\u2019analisi, il confronto e la scelta delle azioni e degli approcci migliori riferiti al contesto in cui si vive.<br \/>\nIn un museo che da tempo sfrutta la <strong>transdisciplinarit\u00e0<\/strong> per affrontare i temi pi\u00f9 delicati e significativi come appunto quello della sostenibilit\u00e0 ambientale, la possibilit\u00e0 di avere a disposizione collezioni afferenti a diverse discipline (artistiche, archeologiche, storiche e naturalistiche) \u00e8 sicuramente una risorsa importantissima, non solo per avviare confronti e approfondimenti, ma per osservare le cose contemporaneamente da pi\u00f9 punti di vista e intrecciare i loro significati. Questo avviene ai Musei Civici di Reggio Emilia.<\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 ad esempio soffermare sulle <strong>selci<\/strong> lavorate del <strong>Museo Chierici<\/strong>, per ragionare sull\u2019industria litica preistorica e instaurare connessioni con l\u2019attuale sfruttamento minerario e la realizzazione di cave, ma anche si possono osservare i <strong>sepolcri<\/strong> dell\u2019et\u00e0 del rame e pensare al ruolo dei metalli nella storia dell\u2019uomo, comprendendo la devastazione ambientale causata dalla ricerca metallifera in Congo e in altri stati africani.<br \/>\nUn esempio questo di come una collezione ottocentesca si riveli assolutamente contemporanea nell\u2019innescare confronti e riflessioni di portata globale.<\/p>\n<p>Anche i reperti dei <strong>nativi americani<\/strong> diventano uno strumento potente ed evocativo nel momento in cui ci raccontano del rispetto dell\u2019uomo per la natura, dalla quale ottengono tanto, ma alla quale restituiscono nella stessa misura, se non altro in forma di simboli e riti di ringraziamento.<br \/>\nNon molto diversamente del resto da quello che fanno le trib\u00f9 degli <strong>indios<\/strong> amazzonici quando si preoccupano di non uccidere con le <strong>frecce<\/strong>, ma solo tramortire, gli uccelli dai colori variopinti, delle cui magnifiche <strong>penne<\/strong> si adornano il corpo.<br \/>\nUn rispetto questo di cui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 traccia appena si ragiona sulla caccia grossa e la pesca intensiva, pratiche anche legali, ma sicuramente non pi\u00f9 sostenibili in un mondo che dovrebbe essere sempre pi\u00f9 coscienzioso e che si considera civilizzato.<br \/>\nLe <strong>collezioni zoologiche<\/strong> aiutano a ragionare su questo e su come il concetto di scienza sia cambiato nei secoli, dai necessari esperimenti pionieristici su <strong>anfibi<\/strong> e <strong>rettili<\/strong> ad opera dell\u2019abate <strong>Spallanzani<\/strong> e di cui si conservano ancora tracce nella collezione che porta il suo nome, ai trofei di caccia del <strong>barone Franchetti<\/strong>, restituiti alla scienza di inizio XX secolo, nel patrio museo reggiano.<\/p>\n<p>\u00c8 doveroso, nell\u2019ottica di responsabilit\u00e0 oggettiva e impatto sostenibile, approfondire nascita e sviluppo dell\u2019agricoltura, pratica che ha segnato per sempre il rapporto uomo\/natura e che ha modificato i reciproci ruoli di dipendenza.<br \/>\nIn questo contesto, la <strong>centuriazione<\/strong> e la trasformazione del territorio attraverso le grandi opere di disboscamento e di bonifica durante il <strong>periodo romano<\/strong> sono la base di un climax il cui vertice \u00e8 la devastazione della foresta amazzonica che si sta perpetrando in sud America.<br \/>\nTra le <strong>collezioni pittoriche<\/strong>, l\u2019analisi dei quadri degli artisti reggiani dell\u2019800 permette di ricostruire gli stili di vita di una societ\u00e0 vincolata al paesaggio naturale quasi incontaminato e ai frutti della sua terra; quelli del \u2018900 consentono invece di indagare le pratiche sapienti della agricoltura emiliana, ancora intimamente legate al necessario rispetto della terra, sfruttata sempre in un modo sostenibile, tra <strong>filari di viti<\/strong> e <strong>animali da cortile<\/strong>. E proprio tra gli animali domestici ospitati nella sala di zoologia si pu\u00f2 affrontare la complessa relazione dell\u2019allevamento che da invenzione scaturita in seguito allo sviluppo agricolo diventa al giorno d\u2019oggi una pratica troppo spesso intensiva, che diminuisce i numeri della biodiversit\u00e0 animale al pari di quella vegetale solo per il profitto legato all\u2019aumento della produttivit\u00e0.<br \/>\nMolti, tra le collezioni zoologiche, gli esempi di animali \u201ccostruiti\u201d dall\u2019uomo: <strong>cane, gallina, maiale<\/strong>&#8230; ottenuti trasformando, attraverso la selezione artificiale, le forme originali, ad uso delle esigenze alimentari umane.<br \/>\nI reperti pi\u00f9 significativi per parlare degli incredibili danni che l\u2019uomo, attraverso tutte le forme di inquinamento legate al <strong>petrolio<\/strong>, sta arrecando all\u2019ambiente, sono paradossalmente i pi\u00f9 antichi: <strong>fossili<\/strong> di milioni e milioni di anni che si sono formati in tempi lunghissimi e che si stanno molto velocemente esaurendo nel sottosuolo terrestre. In nome della dea Energia, in poco pi\u00f9 di un secolo l\u2019uomo ha quasi esaurito le scorte che la natura ha predisposto in oltre 300 milioni di anni&#8230;<\/p>\n<p>Al <strong>Palazzo dei Musei di Reggio Emilia<\/strong>, le vetrine e le sale sono quindi uno strumento potente per analizzare l\u2019evoluzione degli stili di vita nelle varie epoche e per capire come l\u2019impatto dell\u2019uomo sulla natura stia arrivando a un punto di non ritorno. Per evitare il quale occorre lasciarsi ispirare da chi \u00e8 venuto prima di noi e, magari, farsi aiutare dalle incredibili collezioni civiche.<\/p>\n<p><em>Riccardo Campanini<\/em><br \/>\n<em>Responsabile Progetti Educativi<\/em><br \/>\n<em>Musei Civici di Reggio Emilia<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/CaDelPino-030.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-36428 size-full\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/CaDelPino-030.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1280\" \/><\/a>Foto: Carlo Vannini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>5 Giugno 2020. Giornata mondiale dell\u2019ambiente Il Museo per l&#8217;Ambiente: una visione transdisciplinare\u00a0 Quale poteva essere l\u2019impatto di un uomo preistorico sulla natura che lo circondava? [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":36416,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2,1],"tags":[],"class_list":["post-36413","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","category-notizie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36413","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36413"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36413\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48669,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36413\/revisions\/48669"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}