{"id":36583,"date":"2020-06-05T21:05:36","date_gmt":"2020-06-05T19:05:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=36583"},"modified":"2020-06-05T21:05:36","modified_gmt":"2020-06-05T19:05:36","slug":"perunnuovomuseo-i-coralli-sentinelle-del-clima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/perunnuovomuseo-i-coralli-sentinelle-del-clima\/","title":{"rendered":"#PerunNuovoMuseo \/ I coralli, sentinelle del clima"},"content":{"rendered":"<p><strong>8 Giugno 2020. Giornata mondiale degli Oceani<\/strong><\/p>\n<p><strong>I coralli, sentinelle del clima<\/strong><\/p>\n<p>Visitando al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia la Collezione naturalistica di <strong>Lazzaro Spallanzani<\/strong>, colpisce la grande abbondanza di forme di vita marine, che occupano undici dei ventuno armadi nei quali si dipana il percorso. Appassionato lettore del <strong>\u201cgran libro della natura\u201d<\/strong>, Spallanzani alternava la docenza di Storia Naturale all\u2019Universit\u00e0 di Pavia a lunghi viaggi, motivati dalla necessit\u00e0 di arricchire di reperti il Museo dell\u2019Ateneo, in realt\u00e0 occasione per condurre vere spedizioni scientifiche, nel corso delle quali raccoglieva reperti, realizzava esperimenti, annotava minuziosamente osservazioni e dati.<\/p>\n<p>Tra questi furono molti i <strong>viaggi marini<\/strong>, dalla laguna veneta a Rimini, da Portovenere a Marsiglia, l\u2019avventurosa navigazione da Venezia a Costantinopoli, e quella tra i vulcani delle due Sicilie. Viaggi che gli permisero di approfondire l\u2019anatomia dei pesci, di studiare il potere elettrico della torpedine, la riproduzione delle anguille, l\u2019occhio del polpo e la locomozione dei ricci di mare. Il tutto volto alla realizzazione di una Storia naturale del mare, che tuttavia non riusc\u00ec a portare alle stampe.<br \/>\nGruppo di organismi cui rivolse una attenzione particolare fu quello degli <strong>Antozoi<\/strong>, letteralmente <strong>&#8220;fiori animali&#8221;<\/strong> (dal greco \u03ac\u03bd\u03b8\u03bf\u03c2 , fiore, e \u03b6\u03ce\u03b1, animali, una vasta classe di invertebrati marini, costituiti di piccoli polipi singoli o radunati in colonie, che include coralli, anemoni di mare, pennatule.<br \/>\nL\u2019interesse di Spallanzani era legato alla natura \u2018di transizione\u2019 di questi organismi, all\u2019epoca chiamati alternativamente Zoofiti, o Piantanimali, e Litofiti, piante pietrificate, per sottolinearne la natura ambigua tra Regno animale, Regno vegetale e Regno minerale.<br \/>\nSpallanzani si applic\u00f2 ad una osservazione sistematica e scientifica di questi organismi, ne afferm\u00f2 la natura esclusivamente animale, e ne raccolse numerosi esemplari, esaltandone la bellezza con l\u2019accurata disposizione su fulcri dorati.<\/p>\n<p>I <strong>coralli<\/strong>, producendo carbonato di calcio sotto forma di calcite, sono attivi bio-costruttori, in particolare nelle acque limpide e calde delle aree tropicali. A loro si deve l\u2019esistenza di alcuni degli habitat pi\u00f9 ricchi di colore, vita e biodiversit\u00e0 degli oceani, le barriere coralline.<br \/>\nIl riscaldamento globale sta tuttavia portando drammaticamente l\u2019attenzione su questi abitanti dei mari e degli oceani. Le barriere coralline sono particolarmente fragili e in condizioni di temperature elevate vanno incontro ad un processo definito \u201cbleaching\u201d, sbiancamento.<br \/>\nIl colore caratteristico di ogni specie di corallo \u00e8 infatti dato da alghe unicellulari fotosintetizzanti, note come zooxanthellae, che vivono in simbiosi con i polipi. Il colore del corallo \u00e8 tanto pi\u00f9 intenso quanto maggiore \u00e8 la concentrazione di questo microorganismo, la cui funzione principale \u00e8 quella di produrre, tramite la fotosintesi, nutrimento per i polipi.<br \/>\nQuando la temperatura aumenta, i microorganismi non sono pi\u00f9 in grado di svolgere efficacemente la fotosintesi e produrre nutrimento e vengono espulsi dai polipi. La struttura calcarea assume cos\u00ec una colorazione pi\u00f9 pallida o addirittura completamente bianca e in assenza dell&#8217;unica fonte di nutrimento, i polipi sono destinati a morire. Dove maggiori sono gli effetti del riscaldamento globale pi\u00f9 intensa \u00e8 l\u2019incidenza dello sbiancamento.<br \/>\nEsiste inoltre un delicato equilibrio tra la temperatura dell\u2019acqua e lo scambio di anidride carbonica tra l\u2019atmosfera e l\u2019oceano. L\u2019oceano \u00e8 in grado di assorbire parte dell\u2019aumento di CO2 nell\u2019atmosfera, contrastando in parte l\u2019effetto serra. Ma la maggior concentrazione di anidride carbonica disciolta rende l\u2019acqua oceanica pi\u00f9 acida, riducendo inoltre la concentrazione del carbonato di calcio, necessario ai coralli per costruire il proprio scheletro. Anche l\u2019acidificazione degli oceani \u00e8 quindi chiamata in causa per lo stato di grande sofferenza delle barriere coralline, mettendo a sua volta in pericolo la vita di questi organismi e la loro possibilit\u00e0 di riprendersi dopo fasi di sbiancamento che si ripetono ormai ad intervalli sempre pi\u00f9 ravvicinati.<br \/>\nLa <strong>Giornata mondiale degli Oceani<\/strong> deve quindi far riflettere a come l\u2019incidenza dell\u2019uomo e dei suoi stili di vita sui cambiamenti climatici abbiano conseguenze che si concatenano, finendo per incidere non solo sulle forme di vita marine, ma anche sulle attivit\u00e0 e la sicurezza stessa delle popolazioni che vivono lungo le coste. Le barriere coralline sono paradisi per molte specie ittiche e la loro salute garantisce la pesca, cos\u00ec come il turismo. Sono anche dighe naturali contro i marosi e l&#8217;innalzamento del livello dei mari, e sono circa 62 milioni le persone che vivono appena un metro sopra il livello del mare, protetti dalle barriere.<\/p>\n<p>Il <strong>corallo rosso mediterraneo<\/strong> ammirato e studiato da Lazzaro Spallanzani fa, viceversa, parte di un gruppo di coralli che non costruisce barriere, ma vive in ambienti scarsamente illuminati come le pareti e le grotte al di sotto dei 20 metri di profondit\u00e0. Non arrivando abbastanza luce solare, non pu\u00f2 sfruttare la simbiosi con le alghe (che non potrebbero effettuare la fotosintesi) per ricavare nutrimento. Infatti i polipi estesi non sono colorati, ma appaiono bianchissimi. Le ramificazioni si presentano invece di un caratteristico colore rosso vivo, dovuto probabilmente alla presenza di carotenoidi. Il corallo mediterraneo non va quindi incontro a processi di sbiancamento, ma non \u00e8 una consolazione: proprio la bellezza del suo duraturo colore lo ha reso vulnerabile, come amb\u00ecto materiale per ornamenti, oggetto di una pesca troppo rapida per la sua capacit\u00e0 di rigenerarsi, che lo ha portato all\u2019estinzione in tanti luoghi del nostro mare.<\/p>\n<p><em>Silvia Chicchi<\/em><br \/>\n<em>Responsabile collezioni naturalistiche\u00a0<\/em><br \/>\n<em>Musei Civici di Reggio Emilia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-36588 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/vetrina15-055Ph.C.Vannini.jpg\" alt=\"\" width=\"628\" height=\"916\" \/><br \/>\nFoto: Museo Spallanzani, la vetrina dei coralli, Musei Civici di Reggio Emilia. Ph.: Carlo Vannini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>8 Giugno 2020. Giornata mondiale degli Oceani I coralli, sentinelle del clima Visitando al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia la Collezione naturalistica di Lazzaro Spallanzani, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":36598,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2,1],"tags":[],"class_list":["post-36583","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","category-notizie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36583"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36583\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}