{"id":36832,"date":"2020-06-16T10:51:48","date_gmt":"2020-06-16T08:51:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=36832"},"modified":"2020-06-16T10:51:48","modified_gmt":"2020-06-16T08:51:48","slug":"il-pozzo-ferrari-corbelli-a-rivaltella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/il-pozzo-ferrari-corbelli-a-rivaltella\/","title":{"rendered":"#PerunNuovoMuseo \/ Il pozzo Ferrari Corbelli a Rivaltella"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il pozzo Ferrari Corbelli a Rivaltella<\/strong><\/p>\n<p>Tra il 1856 e 1862 con l\u2019utilizzo delle pi\u00f9 avanzate tecnologie del tempo, un pozzo per la ricerca di acqua viene spinto alla strabiliante profondit\u00e0 di 682 metri, a Rivaltella.<br \/>\nPromotore dell\u2019impresa \u00e8 il patrizio reggiano Luigi Ferrari Corbelli, latifondista di larghe vedute, le cui vaste propriet\u00e0 comprendono gli ex possedimenti ducali di Rivalta e Rivaltella.<br \/>\n\u00c8 in atto nel periodo, da parte di diversi imprenditori reggiani, lo sforzo di modernizzare l\u2019agricoltura e anche il Corbelli, che ha molto viaggiato ed \u00e8 sensibile alle potenzialit\u00e0 della tecnica, si impegna a promuovere il progresso civile ed industriale nella gestione del proprio latifondo.<br \/>\nSi dota di moderne infrastrutture, come il ponte sul Crostolo in elementi componibili di ferro e ghisa (progetto dell\u2019ingegner Schlegel di Milano) per collegare le sue propriet\u00e0 alla strada del Cerreto<br \/>\nOpera una razionale sistemazione agraria dei terreni, seguendo gli insegnamenti degli agronomi reggiani Filippo Re e Claudio Fossa, e potenziando la coltivazione della vite e del gelso.<br \/>\nSi propone di sopperire alla carenza d\u2019acqua per l\u2019irrigazione con lo scavo di un pozzo artesiano, spronato in questo dai successi ottenuti in altre regioni d\u2019Italia e all\u2019estero.<br \/>\nSi reca quindi personalmente in Belgio e Francia per esaminare i pi\u00f9 moderni impianti di perforazione e acquista a Parigi le macchine e gli attrezzi necessari. Assolda due tecnici esperti e alla met\u00e0 di novembre del 1856, a breve distanza dalla Villa di Rivaltella, ha inizio lo scavo del pozzo.<br \/>\nLe difficolt\u00e0 non tardano a presentarsi: un primo tentativo si arresta a 83 metri di profondit\u00e0, per il franamento delle pareti, un secondo deve fermarsi a 95 m.<br \/>\nIl terzo tentativo, iniziato il 9 novembre 1857, prosegue fino a buona parte del 1860 e raggiunge la ragguardevole profondit\u00e0 di 677,5 metri. Qui la \u201cforza motrice a braccia d\u2019uomo\u201d \u00e8 ormai insufficiente all\u2019impresa e il lavoro viene sospeso.<br \/>\nL\u2019acqua tuttavia non \u00e8 ancora stata trovata. Il pozzo intercetta solo vene di scarsa importanza, con tracce di petrolio e risalite di metano, che aumentano con la profondit\u00e0. Sotto i 500 metri l\u2019acqua presente \u00e8 oltretutto salata.<br \/>\nLuigi Ferrari Corbelli tuttavia non si arrende: informato delle nuove macchine a vapore, ordina in Belgio due appositi motori e fa riprendere lo scavo, ma gennaio 1862 l\u2019opera, grandiosa quanto infruttuosa, deve essere abbandonata per insormontabili difficolt\u00e0 tecniche, alla profondit\u00e0 di 682 metri.<br \/>\nCommenta il geologo Pietro Doderlein: \u201cQuesto gigantesco tentativo, che disgraziatamente and\u00f2 fallito dal lato industriale, riesc\u00ec per\u00f2 profittevole alla scienza, dappoich\u00e9 rese palesi i terreni e le condizioni stratigrafiche che dominano le pianure dell\u2019Emilia\u201d.<br \/>\nA ricordo dell\u2019impresa rimangono la stratigrafia del pozzo e una campionatura dei terreni attraversati, donati da Luigi Ferrari Corbelli al Gabinetto di Storia Patria del Museo Civico di Reggio Emilia.<br \/>\nLa stratigrafia, compilata sulla base del diario dello scavo dall\u2019ing. Romualdo Caselli, amministratore di casa Corbelli, riporta le principali notizie sul pozzo e sui terreni attraversati. La campionatura, conservata in un quadretto a scomparti, \u00e8 costituita da 39 cubetti di terreno con impresso il numero d\u2019ordine e la profondit\u00e0 di rinvenimento e, sul retro, lo stemma di casa Corbelli. In due scatolette sono conservati alcuni reperti fossili.<\/p>\n<p><em>Silvia Chicchi<\/em><br \/>\n<em>Responsabile collezioni naturalistiche\u00a0<\/em><br \/>\n<em>Musei Civici di Reggio Emilia<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/campioni-corbelli_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36848 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/campioni-corbelli_-220x222.jpg\" alt=\"\" width=\"511\" height=\"515\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Foto: Campionatura dei diversi terreni attraversati nello scavo del pozzo artesiano di Rivaltella<br \/>\nfatto eseguire da Luigi Ferrari corbelli tra il 1856 e il 1862. Dai depositi dei Musei Civici di Reggio Emilia, ora a Palazzo dei Musei nella mostra &#8220;Gaetano Chierici. Metodo e scienze all&#8217;origine degli studi di preistoria&#8221;. Ph.: Carlo Vannini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pozzo Ferrari Corbelli a Rivaltella Tra il 1856 e 1862 con l\u2019utilizzo delle pi\u00f9 avanzate tecnologie del tempo, un pozzo per la ricerca di acqua [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":36848,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-36832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36832\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}