{"id":36839,"date":"2020-06-16T11:34:26","date_gmt":"2020-06-16T09:34:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=36839"},"modified":"2020-06-16T11:34:26","modified_gmt":"2020-06-16T09:34:26","slug":"quando-i-romani-sconfissero-i-celti-e-colonizzarono-lemilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/quando-i-romani-sconfissero-i-celti-e-colonizzarono-lemilia\/","title":{"rendered":"#UnlibrounAutore \/ Quando i Romani sconfissero i Celti  e colonizzarono l\u2019Emilia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b><strong>Quando i Romani sconfissero i Celti e colonizzarono l&#8217;Emilia<\/strong><br \/>\n<\/b><\/span><\/span><br \/>\n<em>Intervista a Mauro Poletti, autore del libro di divulgazione storica \u00abLa frontiera padana\u00bb, presentato il 19 gennaio scorso nell\u2019ambito del T\u00e8 delle Muse, che narra la storia della conquista della valle del Po da parte di Roma e del complesso progetto di trasformazione del territorio della nostra regione realizzato dal console Marco Emilio Lepido<\/em><\/p>\n<p>Con notevole concorso di pubblico nell\u2019ambito del T\u00e8 delle Muse \u00e8 stato presentato il 19 gennaio scorso ai Musei Civici il libro \u00abLa frontiera padana. L\u2019avvincente storia della conquista e della colonizzazione romana della valle del Po\u00bb, edito da Consulta. L\u2019autore Mauro Poletti e lo storico e archeologo Nicola Cassone hanno illustrato nel corso dell\u2019incontro i contenuti di quest\u2019opera di divulgazione storica che racconta come i Romani sono riusciti ad impossessarsi della Pianura Padana dopo anni di battaglie sanguinose contro i Celti Cisalpini, tra la fine del terzo secolo e l\u2019inizio del secondo a. C., per poi dedicarsi ad un\u2019imponente opera di trasformazione del territorio e di colonizzazione, in particolare dell\u2019area cispadana a sud del Po, corrispondente all\u2019attuale Emilia-Romagna.<br \/>\nNella sua prefazione all\u2019opera Cassone sottolinea che \u201cun periodo storico cruciale, ben indagato dagli specialisti, \u00e8 forse per la prima volta narrato al grande pubblico in maniera lineare e facilmente comprensibile\u201d.<br \/>\nA Mauro Poletti abbiamo rivolto alcune domande sul suo libro.<\/p>\n<p><strong>Da che cosa \u00e8 nato il suo interesse per queste vicende tanto lontane nel tempo? Perch\u00e9 ha deciso di dedicare ad esse un testo divulgativo?<\/strong><br \/>\n\u00abSono nato sulla via Emilia, tra Reggio Emilia e Parma, ed essendo appassionato di storia ho intrapreso alcuni anni fa una ricerca per conoscere il contesto storico in cui era stata costruita la strada consolare ed erano state fondate le citt\u00e0 sul suo percorso. Mi sono cos\u00ec imbattuto in una storia affascinante, trascurata per\u00f2 dai testi scolastici, che meritava a mio parere di essere conosciuta da un pubblico ampio di lettori. Si \u00e8 trattato di una vera e propria epopea grazie alla quale la pi\u00f9 grande pianura italiana \u00e8 stata integrata nell\u2019Italia romana.<br \/>\nHo quindi deciso di scrivere un libro di divulgazione storica che ancora mancava sull\u2019argomento. Ho scelto un taglio narrativo ed un linguaggio accessibili al pubblico dei non specialisti, ma ho cercato nel contempo di non scadere nella banalizzazione e nella superficialit\u00e0 dei contenuti attraverso l\u2019utilizzo il pi\u00f9 possibile rigoroso delle fonti letterarie antiche e dell\u2019ampia mole di saggi dedicati all\u2019argomento dagli storici e archeologi pi\u00f9 autorevoli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 che ha trovato di affascinante in questa storia?<\/strong><br \/>\n\u00abIn primo luogo il suo intreccio con la grande storia dell\u2019Italia e del Mediterraneo. Dopo la prima conquista della Pianura Padana da parte di Roma tra il 225 e il 222 a.C,, Boi e Insubri, le principali trib\u00f9 celtiche padane sconfitte, si erano alleate prontamente con Annibale con l\u2019obiettivo di liberare la valle del Po dall\u2019occupazione romana. La loro disponibilit\u00e0 ad allearsi coi Cartaginesi era risultata decisiva per scatenare nuovamente da parte punica una nuova guerra contro Roma. Senza la discesa in campo al suo fianco delle bellicose popolazioni celtiche stanziate nella Val Padana l\u2019avventura del condottiero cartaginese nella penisola italica non avrebbe potuto nemmeno essere tentata.<br \/>\nLa guerra per il possesso della Pianura Padana si era cos\u00ec intrecciata con quella tra Roma e Cartagine per il dominio nel Mediterraneo. Anche se i Cartaginesi alla fine del lungo conflitto erano stati sconfitti, Boi e Insubri erano riusciti nel loro intento ed erano di nuovo tornati padroni della pi\u00f9 vasta pianura della penisola. Furono necessarie ai Romani nuove e ripetute campagne militari per piegare i Celti Cisalpini e conquistare definitivamente la valle del Po.<br \/>\nTerminata la guerra, Roma aveva avviato la colonizzazione del territorio conquistato, limitata per\u00f2 alla sola area cispadana, dando vita a una stagione straordinaria di profonda trasformazione del suo territorio\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/Via-Emilia-e-colonie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-36857 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/Via-Emilia-e-colonie-480x281.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"281\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Quali caratteristiche di quest\u2019opera di trasformazione la spingono ad affermare che si \u00e8 trattato di un momento storico straordinario?<\/strong><br \/>\n\u00abL\u2019impresa progettata dai Romani era per molti aspetti inedita. Essi avevano gi\u00e0 fondato diverse colonie nel centro-sud della penisola ma per la prima volta programmarono di costruire un vero e proprio sistema di colonie, collegate da una strada, la via Emilia, che attraversava un\u2019intera regione, dall\u2019Adriatico al Po.<br \/>\nE portarono a termine il progetto in pochi anni, costruendo la strada, fondando le nuove colonie (o rifondandole come nel caso di Piacenza) e modificando il territorio attraverso la sua centuriazione, dopo averlo in parte bonificato e disboscato: un\u2019opera che ha cambiato per sempre la regione conferendole alcuni dei caratteri che ancora oggi la contrassegnano.<br \/>\nIl protagonista assoluto di questo complesso processo fu senza dubbio il console Marco Emilio Lepido che condens\u00f2 nella sua persona le eccezionali capacit\u00e0 di governare, programmare e investire con una visione di lungo termine di cui hanno dato prova i Romani\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/Copertina-La-frontiera-padana_web.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-36855 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/Copertina-La-frontiera-padana_web-440x640.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"640\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando i Romani sconfissero i Celti e colonizzarono l&#8217;Emilia Intervista a Mauro Poletti, autore del libro di divulgazione storica \u00abLa frontiera padana\u00bb, presentato il 19 gennaio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":36859,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-36839","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36839","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36839"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36839\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}