{"id":36949,"date":"2020-06-22T10:34:59","date_gmt":"2020-06-22T08:34:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=36949"},"modified":"2020-06-22T10:34:59","modified_gmt":"2020-06-22T08:34:59","slug":"museidellemeraviglie-il-tricolore-la-sua-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/museidellemeraviglie-il-tricolore-la-sua-storia\/","title":{"rendered":"#MuseidelleMeraviglie \/ Il Tricolore: la sua storia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Tricolore: la sua storia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Verde, bianco e rosso<\/strong> sono i colori che da oltre due secoli fanno da sfondo alla nostra storia e che hanno simbolicamente abbracciato anche questo difficile periodo, da cui con orgoglio stiamo lentamente uscendo. Il <strong>mese di giugno<\/strong> rende omaggio alla Repubblica e accentua la riflessione sulle lotte per la libert\u00e0 e l&#8217;indipendenza d&#8217;Italia che i colori nazionali hanno incoraggiato, ieri e ancora oggi. E come celebrarli al meglio se non attraverso il <strong>Museo del Tricolore<\/strong>, custode e portavoce della storia della nostra bandiera e dei colori che hanno dato forza a generazioni di italiani.<\/p>\n<p>Il <strong>Tricolore<\/strong> ha avuto origine negli ultimi anni del Settecento e trae ispirazione da quello francese, con cui ne condivide gli ideali di libert\u00e0, uguaglianza e fraternit\u00e0. Il blu della bandiera francese \u00e8 sostituito dal verde, mutuato con ogni probabilit\u00e0 dal tradizionale colore delle uniformi della Guardia Civica milanese, mentre il bianco e il rosso erano gi\u00e0 presenti nello stemma comunale di Milano. I tre colori, usati nelle coccarde, nelle insegne militari e nelle uniformi degli eserciti al fianco di Napoleone, assumono sempre pi\u00f9 il significato di \u201ccolori italiani\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 con la nascita della Repubblica Cispadana che i colori compariranno per la prima volta in una bandiera nazionale: nell&#8217;attuale <strong>Sala del Tricolore<\/strong> il 7 gennaio 1797 il Congresso Cispadano di Reggio approva la mozione di Giuseppe Compagnoni di Lugo che \u00absi renda universale lo stendardo o Bandiera di tre colori, Verde, Bianco e Rosso\u00bb. Il Tricolore diviene vessillo di uno Stato, simbolo del popolo e della libert\u00e0. Qualche mese pi\u00f9 tardi, il 29 giugno 1797, dall\u2019unione delle repubbliche Cispadana e Transpadana nasce la Repubblica Cisalpina rappresentata anch\u2019essa dal Tricolore \u00abdi tre Bande parallele all\u2019Asta, la prossima all\u2019asta, verde, la successiva bianca, la terza rossa\u00bb.<\/p>\n<p>Con la trasformazione della Repubblica Cisalpina in Repubblica Italiana nel 1802 viene ridefinita la forma della bandiera rendendola quadrata \u00aba fondo rosso, in cui \u00e8 inserito un rombo a fondo bianco, contenente un altro quadrato a fondo verde\u00bb.<\/p>\n<p>Rimasta in vigore fino al 1814, con la Restaurazione degli antichi regimi i colori nazionali vengono messi al bando. Questa fase vede sorgere una nuova generazione di patrioti italiani che, sotto il simbolo del Tricolore, continueranno a battersi per l\u2019unit\u00e0 del nostro paese. Come testimonianza della continua fede nell\u2019unione e nell\u2019indipendenza d\u2019Italia, al <strong>Museo del Tricolore<\/strong> sono custoditi i ritratti di Ciro Menotti, fautore dei moti del 1830-1831, Giuditta Sidoli Bellerio, vedova del patriota reggiano Giovanni Sidoli e compagna e fedele collaboratrice di Giuseppe Mazzini, di cui si custodisce il ritratto realizzato da Gaetano Chierici. Sono in esposizione numerosi fazzoletti e sciarpe indossati e sventolati durante i moti del 1848-1849 e raffigurazioni dei diversi modelli del Tricolore adottati in quegli anni. Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto ordina che il suo esercito adotti la bandiera tricolore italiana con sovrapposto lo stemma sabaudo; in seguito all&#8217;insurrezione palermitana in marzo viene deliberata la nuova bandiera siciliana che vede al centro del tricolore l&#8217;emblema della Trinacria; la Repubblica Veneta stabilisce come propria bandiera ufficiale il tricolore con l\u2019aggiunta della figura del leone di San Marco e anche il Granducato di Toscana, sollecitato dagli eventi liberali, giunse all&#8217;adozione del tricolore con lo stemma granducale incorporato; nel 1849 l&#8217;Assemblea Costituente romana dichiara decaduto il potere temporale del pontefice, proclama la Repubblica e adotta come bandiera il Tricolore accompagnato dall&#8217;aquila romana sulla cima dell&#8217;asta.<\/p>\n<p>Il 25 marzo 1860 un regio decreto determina le caratteristiche della nuova bandiera che vede l&#8217;aggiunta di una corona sopra lo stemma sabaudo, modello confermato anche dopo la proclamazione del Regno d&#8217;Italia il 17 marzo 1861. Questa bandiera parteciper\u00e0 ai successivi eventi fondamentali della storia italiana rimanendo pressoch\u00e9 immutata sino al referendum del <strong>2 giugno 1946<\/strong> che sancisce la nascita dello stato repubblicano. Il Tricolore fu adottato dalla Repubblica Italiana a partire dal 19 giugno 1946 come sancito dal decreto presidenziale che recita: \u00ab[\u2026] la bandiera nazionale \u00e8 formata da un drappo rettangolare, distinto verticalmente in tre sezioni uguali rispettivamente dei colori verde, bianco e rosso. Il drappo deve essere alto due terzi della sua lunghezza, e i tre colori vanno distribuiti anzidetto, in guisa che il verde sia aderente all&#8217;inferitura\u00bb. Questa configurazione di forma e colori fu poi confermata dall\u2019Assemblea Costituente il 24 marzo 1947 con l\u2019articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana: \u00abLa bandiera della Repubblica \u00e8 il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni\u00bb.<\/p>\n<p><em>Martina Mariani<br \/>\nUniversit\u00e0 degli Studi di Parma<br \/>\ntirocinante del corso in &#8220;Giornalismo, cultura editoriale e comunicazione multimediale&#8221;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-36952 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/00000107.jpg\" alt=\"\" width=\"399\" height=\"541\" \/><br \/>\nFoto: Riproduzione della bandiera della repubblica Cispadana, a cura di Ugo Bellocchi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Tricolore: la sua storia Verde, bianco e rosso sono i colori che da oltre due secoli fanno da sfondo alla nostra storia e che hanno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":36965,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2,1],"tags":[],"class_list":["post-36949","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","category-notizie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36949","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36949"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36949\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}