{"id":37341,"date":"2020-07-06T10:00:27","date_gmt":"2020-07-06T08:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=37341"},"modified":"2020-07-06T10:00:27","modified_gmt":"2020-07-06T08:00:27","slug":"perunnuovomuseo-ascoltare-il-racconto-degli-oggetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/perunnuovomuseo-ascoltare-il-racconto-degli-oggetti\/","title":{"rendered":"#PerunNuovoMuseo \/ Ascoltare il racconto degli oggetti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ascoltare il racconto degli oggetti<\/strong><\/p>\n<p><em>Dalla mostra \u201cFor Inspiration Only\u201d a oggi, un percorso di narrazione che accompagna la trasformazione di Palazzo dei Musei<\/em><\/p>\n<p>Giunta ormai alla sua conclusione, la riqualificazione di Palazzo dei Musei \u00e8 diventata nel tempo un\u2019occasione per aprire una riflessione pi\u00f9 approfondita sul ruolo e le potenzialit\u00e0 della principale istituzione museale cittadina.<\/p>\n<p>Oggi viene chiesto a Palazzo dei Musei di interpretare, all\u2019interno della sua comunit\u00e0, sempre pi\u00f9 un\u00a0ruolo di <strong>laboratorio di connessione<\/strong> che, partendo dalle sue collezioni storiche, e quindi dal suo <em>io<\/em> pi\u00f9 profondo, possa favorire pensiero critico e nuova creativit\u00e0, sorgenti di futuro. Di essere un luogo che utilizza il suo patrimonio, eccezionale per la sua vastit\u00e0 spazio temporale e per la sua complessit\u00e0 relazionale, per affrontare le questioni del nostro tempo. Un luogo fatto per guardare, ascoltare e trovare ispirazione, simultaneamente fonte di esperienza e tramite di conoscenza.<\/p>\n<p><strong>Prove generali di Museo<\/strong><br \/>\nCos\u00ec \u00e8 iniziato un percorso di sperimentazione, guidato dall\u2019architetto Italo Rota, fatto di diverse fasi espositive, che, dapprima nel 2010 con la mostra nel cantiere di Palazzo dei Musei <em>\u201cL\u2019amore ci divider\u00e0. Prove generali di un museo\u201d<\/em> e poi nel 2012 con la mostra <em>\u201cGli oggetti ci parlano\u201d<\/em> ai Chiostri di San Pietro, ha portato a coniugare alla funzione del conservare l\u2019emozione dell\u2019immaginare, del narrare, dell\u2019ispirare curiosit\u00e0, meraviglia, creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Il percorso intrapreso ha puntato a rafforzare l\u2019identit\u00e0 del Palazzo dei Musei, luogo indice della rete museale cittadina, a mettere in valore l\u2019eccezionalit\u00e0 delle sue collezioni storiche e la complessit\u00e0 delle sue sedimentazioni e a definire il suo nuovo rapporto con la citt\u00e0.\u00a0Partendo dall\u2019essenza del museo, gli oggetti, si \u00e8 iniziato a ricostruire un filo rosso che collega il vecchio con il nuovo, le collezioni storiche con il museo dell\u2019oggi che si apre alla complessit\u00e0 e alla contaminazione della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 2014 \u00e8 stata poi realizzata la prima grande mostra del nuovo corso iniziato dalla ristrutturazione di Palazzo dei Musei e delle sue collezioni affidata alla cura dell\u2019architetto Italo Rota.<\/p>\n<p>La mostra <em>\u201cFor Inspiration Only\u201d<\/em> \u00e8 stata caratterizzata dalla installazione di <strong>pi\u00f9 di trecento oggetti inediti<\/strong> appartenenti al patrimonio esistente nei depositi dei Musei Civici proposti in una specifica rilettura, non solo in termini espositivi ma soprattutto in termini di narrazione e partecipazione.\u00a0<em>For Inspiration Only<\/em> (2014) ha voluto lanciare una nuova metodologia interdisciplinare, caratterizzata da un forte senso del <strong>dialogo tra le collezioni<\/strong> ed un forte impulso del museo come generatore di creativit\u00e0: al centro dell\u2019installazione non erano solo gli oggetti ma anche, e prima di tutto, le storie che essi raccontano, per offrire punti di vista alternativi ai rigidi ordinamenti di carattere cronologico, geografico o tipologico, e individuare <strong>nuove traiettorie esplorative<\/strong>.<\/p>\n<p>Inoltre, tutti i cittadini e tutti i visitatori sono stati invitati ad accostare e aggiungere alle storie narrate dagli oggetti i propri vissuti e le proprie esperienze, accumulando narrazioni sconosciute e originali a quelle pi\u00f9 note documentate dalla storia gi\u00e0 depositata e scritta. \u00c8 in questo modo che il progetto espositivo, ridando vita a oggetti che appartengono alla storia della citt\u00e0, li ha rilanciati nella dimensione dell\u2019oggi e della <strong>partecipazione collettiva<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Brevi di cronaca dai Musei Civici<\/strong><br \/>\nDa questa raccolta di storie \u00e8 stato poi tratto un libro, <em>100+1 brevi di cronaca dai Musei Civici di Reggio Emilia<\/em>, con il quale si \u00e8 voluto dare alle stampe centouno storie emblematiche che parlano di Reggio Emilia, delle vicende minime e dei grandi eventi che hanno attraversato la storia cittadina, dei personaggi piccoli e di quelli illustri che hanno avuto a che fare con la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Dal capodoglio, uno dei simboli del museo civico, agli aneddoti riguardanti la vita del pi\u00f9 anarchico dei collezionisti reggiani, Luigi Parmiggiani, alla falange del dito di Ludovico Ariosto, alle sete volute in citt\u00e0 da Lucrezia Borgia, alle camicie rosse dei garibaldini reggiani, alla lapide funeraria di una regina caduta in disgrazia, sono nate <strong>nuove favole cittadine<\/strong> per ricordare che la lunga storia di una comunit\u00e0 \u00e8 tessuta da brevi fili intrecciati tra loro in cui gli <strong>oggetti sono i nodi che fissano<\/strong> gli eventi nella nostra memoria, personale e collettiva.<\/p>\n<p><strong>Oggetti all\u2019Orecchio<\/strong><br \/>\nOggi, al termine del percorso in cui in un rinnovato allestimento al secondo piano troveranno nuova voce le collezioni archeologiche e la pinacoteca, <strong>altre dodici storie inedite<\/strong> scritte da Attilio Marchesini si aggiungono a questa raccolta e sono poste all\u2019attenzione del pubblico, ad un ascolto attento, <strong><a href=\"\/?p=37358\">interpretate dalla voce di Laura Pazzaglia <\/a><\/strong>\u00a0con il coordinamento artistico e concept di Maria A. Listur (produzione: MA-L\u00c0pro per Musei Civici di Reggio Emilia).<\/p>\n<p>Si continua cos\u00ec ad arricchire la <strong>collezione virtuale di storie<\/strong> del museo, grazie a una lunga ricerca fatta con l\u2019intento di recuperare il pi\u00f9 possibile quei frammenti di passato che compongono quello che siamo oggi e cos\u00ec <em>\u201cUn ingegnere eclettico collezionista\u201d<\/em>, <em>\u201cIl tricolore, la notte e le donne nel Risorgimento reggiano\u201d<\/em>, <em>\u201cVola colomba bianca vola\u201d<\/em>, <em>\u201cLa \u2018Vergine gravida\u2019\u201d<\/em>, <em>\u201cAbbo del Museo\u201d<\/em>, <em>\u201cBibbianthal\u201d<\/em>, <em>\u201cPars mea Deus\u201d<\/em>, <em>\u201cIl male che non c\u2019\u00e8\u201d<\/em>, <em>\u201cUn vero soldato\u201d<\/em>, <em>\u201c\u2018Secondo l\u2019affezion che il dir ci sprona\u2019\u201d<\/em>, <em>\u201cSan Rocco e \u2018l\u2019Ala d\u2019oro\u2019\u201d<\/em>, <em>\u201cNon sempre le statue sono immobili\u201d<\/em> sono le storie che verranno prossimamente raccontate per continuare a far parlare gli oggetti ma, soprattutto, per imparare ad ascoltarli.<\/p>\n<p><em>Georgia Cantoni<\/em><br \/>\n<em>Responsabile comunicazione<\/em><br \/>\n<em>Musei Civici di Reggio Emilia<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-37353 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/07\/VAN273.jpg\" alt=\"\" width=\"1038\" height=\"673\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Foto: Un particolare dell&#8217;allestimento della mostra &#8220;For Inspiration Only&#8221; a cura di Italo Rota. PH.: Carlo Vannini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascoltare il racconto degli oggetti Dalla mostra \u201cFor Inspiration Only\u201d a oggi, un percorso di narrazione che accompagna la trasformazione di Palazzo dei Musei Giunta ormai [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":37351,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-37341","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37341","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37341"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37341\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}