{"id":37449,"date":"2020-07-08T13:51:08","date_gmt":"2020-07-08T11:51:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=37449"},"modified":"2020-07-08T13:51:08","modified_gmt":"2020-07-08T11:51:08","slug":"perunnuovomuseo-cabinet-of-curiosity-das-buch-der-wunderkammern-cabinents-des-merveilles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/perunnuovomuseo-cabinet-of-curiosity-das-buch-der-wunderkammern-cabinents-des-merveilles\/","title":{"rendered":"#PerunNuovoMuseo \/ Cabinet of Curiosity"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cabinet of Curiosities<\/strong><br \/>\n<strong>Das Buch der Wunderkammern, Cabinents des Merveilles<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 recentemente uscito un importante volume di Massimo Listri, pubblicato dalla casa editrice Taschen, che accompagna alla scoperta di alcuni di quegli episodi collezionistici, che tra XVI e XVII secolo sono stati definiti in Europa Wunderkammern, Cabinet of curiosities, Cabinets des merveille. Un percorso che, attraverso una documentazione fotografica di altissimo livello e di grande formato, si snoda tra Austria, Danimarca, Inghilterra, Svezia, Germania, Francia e Italia e che include un capitolo dedicato alla Collezione di Lazzaro Spallanzani conservata ai Musei Civici di Reggio Emilia.<\/p>\n<p>Tra la fine del Medioevo e il Rinascimento, come illustrato nella prefazione di Antonio Paolucci, nasce in Italia presso principi ed umanisti, a Firenze come a Ferrara, a Mantova, come a Venezia e Roma, la consuetudine, quasi l\u2019esigenza, di rappresentarsi tramite un personale <i>studiolo<\/i>, una stanza privata, intima, in cui vengono disposti <i>naturalia, artificialia <\/i>e <i>mirabilia<\/i>:<i> <\/i>oggetti rari, preziosi o curiosi, <i> <\/i>dipinti, testimonianze archeologiche, reperti etnografici, esemplari zoologici, pietre e minerali, produzioni dell\u2019ingegno e dell\u2019arte, libri. Ne erano esempi, tra gli altri, gli studioli di Federico da Montefeltro ad Urbino, di Isabella d\u2019Este nel Palazzo ducale di Mantova, di Francesco I de\u2019 Medici a Palazzo Vecchio a Firenze, di Alfonso d\u2019Este a Ferrara. Un modello collezionistico \u201connicomprensivo e onnivoro\u201d, scrive Paolucci. che trover\u00e0 la sua pi\u00f9 alta espressione nelle collezioni dei Gabinetti di Curiosit\u00e0 che verranno tra realizzati tra XVI e XVII secolo dalle famiglie regnanti di Europa. Collezioni private in cui al senso del bello e allo stupore, alla rarit\u00e0 e preziosit\u00e0, si accompagna l\u2019esigenza di un ordinamento sistematico, come specchio e rappresentazione del mondo nella sua interezza, che prelude alla nascita del moderno concetto di Museo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/07\/listri-5_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-37466 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/07\/listri-5_-480x305.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"365\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quando nel XVIII secolo si attua la definitiva separazione tra museo umanistico e museo scientifico, tra <i>naturalia<\/i> e <i>artificialia<\/i>, l\u2019esigenza di ordine e classificazione viene fatta propria dai Musei di Storia Naturale, nell\u2019intento di restituire in una stanza, in linea con il pensiero enciclopedico, una immagine completa e continua del mondo naturale. Uno sguardo circolare, che abbraccia il visitatore, coniugando tuttavia il rigore metodico al piacere per l\u2019occhio, alla preziosit\u00e0 ed eleganza dell\u2019esposizione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si presenta ancora oggi al visitatore dei Musei Civici di Reggio Emilia la Collezione di Lazzaro Spallanzani, raccolta realizzata dallo scienziato nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo per la propria abitazione di Scandiano. Proprio per la sua funzione \u2018privata\u2019, la raccolta spallanzaniana pu\u00f2 ancora accostare, ai reperti scientifici ed istruttivi, oggetti d\u2019arte e di arredo, ricordi personali e curiose manipolazioni, presentando forti elementi di richiamo agli studioli e alle wunderkammern del passato.<br \/>\nPer questo motivo, e per essersi integralmente conservata nella sua consistenza settecentesca, la Collezione Spallanzani ha meritato un capitolo nell\u2019elegante volume di Massimo Listri, accanto alla wunderkammer del castello di Ambras, al Tesoro dei Granduchi a Firenze, alla Gr\u00fcnes Gew\u00f6lbe di Dresda, al castello di Rosenborg a Copenaghen, e altre prestigiose collezioni europee. Scrigni di preziosi oggetti in cui il materiale naturale, avorio, ambra, cristallo di rocca, nautilus o corallo, appare lavorato e reinterpretato in manufatti di alto artigianato artistico e dove la sistematica disposizione di reperti naturalistici si fa arte.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/taschen.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-37122 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/06\/taschen-480x630.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"630\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Silvia Chicchi<\/em><br \/>\n<em>Responsabile collezioni naturalistiche<\/em><br \/>\n<em>Musei Civici di Reggio Emilia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cabinet of Curiosities Das Buch der Wunderkammern, Cabinents des Merveilles E\u2019 recentemente uscito un importante volume di Massimo Listri, pubblicato dalla casa editrice Taschen, che accompagna [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":37514,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-37449","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37449"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37449\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}