{"id":37601,"date":"2020-07-13T13:51:33","date_gmt":"2020-07-13T11:51:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=37601"},"modified":"2020-07-13T13:51:33","modified_gmt":"2020-07-13T11:51:33","slug":"crescere-al-museo-fermati-e-leggi-viaggiatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/crescere-al-museo-fermati-e-leggi-viaggiatore\/","title":{"rendered":"#Crescere al Museo \/ Fermati e leggi, viaggiatore"},"content":{"rendered":"<p>Valentina Uglietti, nata a Milano nel 1990, si trasferisce nel 2010 a Parma per studiare Lettere e Archeologia ed entra in contatto per la prima volta con i Musei Civici di Reggio Emilia per svolgere il suo lavoro di tesi triennale riguardante le epigrafi etrusche. Negli anni successivi prosegue i suoi studi a Bologna e, parallelamente, svolge il Servizio Civile Volontario a Reggio Emilia, sempre in museo. La sua tesi di laurea rispecchia i suoi due interessi, la ricerca scientifica e la divulgazione: infatti, si occupa di studiare alcune epigrafi funerarie romane inedite e progetta, insieme ai Servizi educativi dei Musei Civici, in occasione della mostra \u201cOn the Road. Via Emilia 187 a.C.-2017\u201d, <a href=\"\/?page_id=35516\"><strong>una serie di storie \u201ca bivi\u201d<\/strong><\/a> (simili ai <em>libri-game<\/em>) ambientate nel territorio reggiano tra il III sec. a.C. e il II d.C.<\/p>\n<p>Nel 2019 inizia il dottorato in \u201cScienze Storiche e Archeologiche. Memoria, Civilt\u00e0 e Patrimonio\u201d e svolge la sua ricerca nell\u2019ambito <strong>della musealizzazione e della divulgazione<\/strong> del patrimonio epigrafico, esaminando quindi come i reperti che presentano iscrizioni antiche, generalmente monumenti funerari, lapidi, ecc., vengono esposti e raccontati ai visitatori nei musei: a tale proposito recentemente ha collaborato con lo staff Comunicazione dei Musei Civici alla scrittura di una mostra virtuale per Google Arts &amp; Cultures, progetto internazionale cui i Musei Civici di Reggio Emilia collaborano fin dal 2013 ed \u00e8 a riguardo di queste sue attivit\u00e0 di ricerca che vogliamo porle qualche domanda.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 hai scelto di focalizzare la tua tesi di dottorato sulla comunicazione e divulgazione delle epigrafi antiche?<\/strong><\/p>\n<p>Il tema alla base della mia ricerca \u00e8 la difficolt\u00e0 da parte del pubblico di capire e di conseguenza apprezzare le collezioni lapidarie dei nostri musei, uno straordinario patrimonio che cos\u00ec molto spesso \u00e8 poco frequentato e poco amato da parte dei visitatori.<\/p>\n<p>E i motivi sono tanti: perch\u00e9 le epigrafi sono scritte in lingue che non si usano pi\u00f9, perch\u00e9 si tratta di oggetti di per s\u00e9 non preziosi, spesso frammentari, poco attrattivi, muti. Ma il fatto \u00e8 che muti non lo sono assolutamente, anzi! L\u2019archeologo impara fin dal primo di anno di universit\u00e0 che il suo mestiere consiste nel fare le \u201cgiuste domande\u201d ai reperti, nel trarre cio\u00e8 da ogni oggetto e dal suo contesto di ritrovamento pi\u00f9 notizie possibili allo scopo di ricostruire il passato. Le epigrafi, questi testi incisi che ci arrivano dal passato, sono l\u00ec, da centinaia o migliaia di anni, e rispondono con la loro voce, in attesa che qualcuno stia a sentire il loro messaggio. Io mi sono occupata di epigrafia fin dalla prima tesi di laurea triennale perch\u00e9 sento molto il fascino di queste \u201cvoci\u201d dal passato, di questa possibilit\u00e0 di riprendere un dialogo con persone che non ci sono pi\u00f9 da molto tempo. Lavorando in museo e raccontando, facendomi mediatrice di quelle voci, provo molta soddisfazione soprattutto nel constatare che \u00e8 possibile coinvolgere le persone e portarle non solo ad ascoltare, ma anche a volerne sapere di pi\u00f9, ad appassionarsi ai temi della storia antica.<\/p>\n<p><strong>Come hai strutturato il tuo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>La mia ricerca \u00e8 finalizzata a trovare un modo per \u201cricucire\u201d la comunicazione tra le epigrafi antiche e il visitatore moderno. Creare un ponte tra i due poli della comunicazione, riempiendo tutti quei \u201cvuoti\u201d che la rendono molto difficile. Una parte del mio lavoro di ricerca \u00e8 strettamente sperimentale, elaboro strumenti di divulgazione sia digitali che analogici e poi raccolgo dati su come viene accolto lo strumento che ho deciso di sperimentare, il suo gradimento da parte dei visitatori. In questo ho la fortuna di poter portare avanti questa ricerca in collaborazione con due musei civici eccezionali per storia, patrimonio ed entusiasmo nel metterlo a disposizione del pubblico, il Museo Civico Archeologico di Bologna e i Musei Civici di Reggio Emilia.<\/p>\n<p>Il periodo di<em> lockdown<\/em> a causa della situazione di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha messo in risalto una straordinaria opportunit\u00e0 attivata gi\u00e0 da tempo dai Musei di Reggio Emilia, che in quel momento si \u00e8 rivelata essere una risorsa molto importante, ovvero il far parte del progetto <em>Google Arts &amp; Cultures<\/em>. Tutto il piano delle collezioni storiche di Palazzo dei Musei \u00e8 interamente visitabile attraverso la<em> Street view<\/em> e questo chiaramente ha ricadute di diverso tipo, a cominciare dalla possibilit\u00e0 che hanno i Musei di essere visitati in remoto anche da pubblici molto lontani fisicamente, per finire con il mio lavoro di ricerca, che ho potuto continuare da casa mia passeggiando virtualmente tra le mie \u201camate pietre\u201d senza problemi e consultando cos\u00ec i materiali anche durante il periodo di chiusura del museo. Proprio nel periodo di chiusura, insieme allo staff di Comunicazione dei Musei, mi sono occupata di portare a termine la stesura dei testi della story <a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/exhibit\/fermati-e-leggi-viaggiatore\/SQJCa6tlmVXZKA\">\u201c<strong>Stop and read, wayfarer \/ Fermati e leggi, viaggiatore<\/strong>\u201d<\/a>, una <em>virtual exhibition<\/em> sulla piattaforma di <em>Google Arts<\/em> che unisce alla passeggiata nel Portico dei Marmi e alle fotografie in alta definizione l\u2019approfondimento di alcuni temi del mondo romano a partire dalle parole stesse degli antichi abitanti di <em>Regium Lepidi<\/em>: inaugurata il 18 maggio ha riscosso un grande successo in termini di visualizzazioni a riprova di quanto importante sia stato per il pubblico avere a disposizione un certo tipo di risorsa nel momento del <em>lockdown.<\/em><\/p>\n<p><strong>Hai ancora progetti in questo ambito? Pensi che ci possano essere sviluppi in futuro per utilizzare queste tecnologie?<\/strong><\/p>\n<p>Per la mia tesi di dottorato continuer\u00f2 a collaborare con i Musei Civici di Reggio Emilia ed \u00e8 gi\u00e0 in programma una nuova <em>virtual exhibition<\/em>, ma non voglio rovinare la sorpresa! Sono profondamente convinta dell\u2019importanza della materialit\u00e0 dei reperti archeologici, credo che non si debba tentare di sostituire l\u2019<strong>esperienza fisica della visita in museo<\/strong>, con le suggestioni che l\u2019esercizio di ognuno dei cinque sensi pu\u00f2 dare. Sono anche convinta che queste tecnologie offrano <strong>potenzialit\u00e0 differenti<\/strong>, <strong>che si sommano<\/strong> come valore aggiunto alle potenzialit\u00e0 comunicative dei reperti. Ed \u00e8 proprio nella somma, e non nella sottrazione, che vedo il cammino dei Musei e delle tecnologie digitali.<\/p>\n<p><em>Georgia Cantoni<\/em><br \/>\n<em>Responsabile comunicazione\u00a0<\/em><br \/>\n<em>Musei Civici di Reggio Emilia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valentina Uglietti, nata a Milano nel 1990, si trasferisce nel 2010 a Parma per studiare Lettere e Archeologia ed entra in contatto per la prima volta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":37602,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-37601","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37601"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37601\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}