{"id":37851,"date":"2020-09-03T09:03:35","date_gmt":"2020-09-03T07:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=37851"},"modified":"2024-09-13T12:04:45","modified_gmt":"2024-09-13T10:04:45","slug":"art-ad-virus-eros-e-sessualita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/art-ad-virus-eros-e-sessualita-2\/","title":{"rendered":"Art Ad.Virus |  Eros e sessualit\u00e0_Archeologia"},"content":{"rendered":"<p><em>Frammento di cratere a figure rosse di provenienza attica, dal pozzo del settore centrale del sito etrusco di Servirola (San Polo d\u2019Enza).<\/em><\/p>\n<p>Un satiro ebbro, simbolo della forza fecondatrice della natura, insegue con un otre pieno di vino sulle spalle una menade sfuggente. Scene di questo tipo ricorrono frequentemente nell\u2019arte vascolare greca. Parte del <em>thiasos,<\/em> questi personaggi sono spesso raffigurati assieme ai sileni e alle ninfe mentre accompagnano allegramente Dioniso in cortei durante i quali si lasciano andare a danze e canti. Talvolta li vediamo impegnati in approcci di tipo erotico, con satiri villosi che rincorrono menadi nel tentativo di un contatto sessuale, o in danze orgiastiche, alludendo ad una sorta di \u201cfelicit\u00e0 dionisiaca\u201d che \u00e8 anche \u201cfelicit\u00e0 erotica\u201d.<br \/>\nL\u2019erotismo associato alla sfera religiosa \u00e8 una costante in antichit\u00e0: diverse divinit\u00e0, sia greche che romane, sono specificamente legate all\u2019esigenza di propiziare fertilit\u00e0 ed \u00e8 quindi naturale ritrovare nell\u2019iconografia cultuale simboli fallici o forme di ritualit\u00e0 orgiastica, tipiche soprattutto del dionisismo; divinit\u00e0 come Afrodite ed Eros, connesse all\u2019ambito del godimento sessuale, sono spesso coinvolte in scene mitologiche di fornicazione, adulterio e sodomia.<br \/>\nIl fatto che parte consistente di queste immagini sia riconducibile alla religione non \u00e8 per\u00f2 necessariamente indice di una libert\u00e0 sessuale anarchica; al contrario vi erano delle regole ben precise da seguire. Poniamo un esempio: la rappresentazione di scene di uomini barbuti (adulti) nell\u2019atto di un approccio nei confronti di uomini sbarbati (giovani), ha generato nel pensiero contemporaneo collettivo un luogo comune sulla disinibizione greca, associata frequentemente alla libert\u00e0 di esprimere la propria sessualit\u00e0. Ma era veramente cos\u00ec nella realt\u00e0? Spesso si parla di omosessualit\u00e0 nell\u2019antica Grecia sottintendendo erroneamente una forma di libert\u00e0 nella scelta di chi amare e ci si dimentica di come lo sviluppo sessuale dell\u2019individuo seguisse delle tappe istituzionalizzate, scandite e regolamentate all\u2019interno di un complesso sistema pedagogico (pederastia) che prevedeva la formazione dell\u2019individuo sotto molteplici aspetti: non solo sessuale ma anche etico-culturale.<br \/>\nLo sviluppo dei giovani aveva inizio nel ginnasio, dove trascorrevano la maggior parte del proprio tempo per migliorare le proprie qualit\u00e0 fisiche e morali. Ogni <em>er\u00f2menos<\/em> (l\u2019amato) veniva poi affidato ad un <em>erast\u00e8s<\/em> (l\u2019amante) che si occupava della sua educazione e che gli trasmetteva quei valori di virt\u00f9 e sapere che avrebbero consentito all\u2019adolescente di diventare un perfetto cittadino adulto inserito nella <em>polis<\/em> e di sposarsi con una donna. Questo tipo di educazione riguardava anche la sfera femminile: le fanciulle prendevano parte ai gruppi corali o alle cerchie private (la pi\u00f9 nota \u00e8 quella di Saffo) al fine di acquisire tutte le qualit\u00e0 che erano normalmente richieste alla donna (grazia e bellezza) e che servivano a suscitare l\u2019interesse dell\u2019uomo. Al termine di questo periodo venivano avviate al matrimonio eterosessuale, unica forma di unione legittimamente consentita al di fuori di tale sistema pedagogico.<br \/>\nNonostante ci\u00f2, \u00e8 comunque innegabile che gli antichi greci fossero meno disinibiti nell\u2019uso della sessualit\u00e0 in relazione ai culti e alle rappresentazioni artistiche, poich\u00e9 estranei alla censura, alla vergogna e al senso di colpa nati solo in seguito con il cristianesimo. Questa censura si \u00e8 manifestata e si manifesta tuttora anche nello studio della materia: in passato i manufatti con scene e motivi erotici venivano classificati come \u201cosceni\u201d e ancora oggi risulta problematico approcciarvisi per motivi di ricerca scientifica. Etichettare come indecenti immagini ed oggetti legati a rituali religiosi o alla sfera della prosperit\u00e0 e della buona sorte (ad esempio amuleti a forma di genitali), risulta estremamente limitativo e improprio.<\/p>\n<p><em>Martina Ciconte<\/em><br \/>\n<em>Maria Chiara Mastroianni<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/6-01631.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-37856 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/6-01631-480x326.jpg\" alt=\"\" width=\"605\" height=\"411\" \/><\/a><\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA<\/p>\n<p>C. CALAME, <em>L\u2019amore in Grecia<\/em>, Bari, 1983<br \/>\nE. PELLEGRINI, <em>Eros nella Grecia arcaica e classica<\/em>, iconografia e iconologia, Roma, 2009<br \/>\nC. JOHNS, <em>L\u2019eros nell\u2019arte antica, sesso o simbolo?<\/em>, Roma, 1992<br \/>\nF. BARONE, <em>Educazione e pederastia nell\u2019Atene di Platone<\/em>, in Pedagogia e vita, 3-4, pp. 156-172, 2009<\/p>\n<p><em>&#8212;<\/em><\/p>\n<p><em>Art Ad.Virus \u00e8 un progetto nato e ideato con la congiunzione di diversi eventi pi\u00f9 o meno inaspettati: l\u2019evolversi della pandemia da Covid, il sopravvivere della cultura (e dell\u2019arte) nel mezzo di questa e l\u2019elezione di Parma (e anche Reggio Emilia e Piacenza) come Capitale Italiana della Cultura 2020+2021. Di fronte a questa situazione, abbiamo capito quanto fosse importante che la cultura non restasse al suo posto, ma uscisse dai luoghi a questa deputati, chiusi per il lockdown; abbiamo quindi scelto alcune tematiche che si susseguiranno con scadenza mensile, ognuna delle quali approfondita in relazione ai diversi ambiti dell\u2019arte figurativa: pittura scultura, archeologia, performances, cinema e tanti altri. Perch\u00e9 questo nome? Ci siamo ispirati alla figura lavorativa dell\u2019Art Advisor, a cui abbiamo preferito sostituire parte del nome con un termine attualissimo: virus. \u00c8 in realt\u00e0 un augurio: di farci contagiare inaspettatamente dall\u2019arte e dalla cultura che Reggio Emilia e il suo territorio offrono.<\/em><\/p>\n<p><em>Art Ad.Virus \u00e8 un progetto a cura di Martina Ciconte, Chiara Eboli, Benedetta Incerti, Maria Chiara Mastroianni, Lorenzo Zanchin del Servizio civile volontario<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Frammento di cratere a figure rosse di provenienza attica, dal pozzo del settore centrale del sito etrusco di Servirola (San Polo d\u2019Enza). 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