{"id":39185,"date":"2021-01-30T09:52:52","date_gmt":"2021-01-30T08:52:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=39185"},"modified":"2021-01-30T09:52:52","modified_gmt":"2021-01-30T08:52:52","slug":"crescerealmuseo-la-scuola-in-museo-work-in-progress","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/crescerealmuseo-la-scuola-in-museo-work-in-progress\/","title":{"rendered":"#CrescerealMuseo \/ La Scuola IN Museo: work in progress."},"content":{"rendered":"<p>Insieme all\u2019esperienza della scuola in Museo proseguono anche le occasioni di confronto e di dialogo con insegnanti e bambini. Dopo i primi mesi abbiamo cominciato a raccogliere, attraverso questionari e momenti di scambio, le impressioni degli attori coinvolti. Il progetto, per la sua natura sperimentale e per la novit\u00e0 che riveste sia per gli educatori del museo sia per le scuole, necessita di riscontri, conferme e messa in discussione di azioni e pensieri fatti. In particolare le riflessioni e lo sguardo degli insegnanti sono necessari e preziosi, un punto di vista imprescindibile per continuare ad interrogarsi su questa esperienza, per riflettere su quello che sta succedendo e per cominciare a valutare la possibilit\u00e0 di fare di questo progetto una buona pratica in cui il museo diventa estensione della scuola. Non solo appuntamento occasionale e sporadico quindi, ma un luogo vissuto da bambini, ragazzi e insegnanti come un naturale prolungamento della loro aula.<br \/>\nTre insegnanti dell\u2019istituto comprensivo Manzoni hanno condiviso con noi alcune considerazioni rispondendo a tre domande che vogliono essere una prima riflessione generale. Santina Abate, insegnante della scuola G. Pascoli (classe 4^), Elisabetta Bedogni, della scuola A. Negri (classe 2^), Vincenzo Moncada, della scuola A. Bergonzi (classe 5^).<\/p>\n<p><strong>In seguito alla settimana passata in museo, come ti sembra che i ragazzi abbiano vissuto l&#8217;esperienza?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Santina Abate:<\/strong> \u201cL&#8217;esperienza di scuola aperta vissuta al museo \u00e8 stata molto apprezzata dai bambini della 4^ della scuola primaria G. Pascoli. Hanno, anche se solo per qualche giorno, abbandonato i loro banchi scolastici per immergersi in questo luogo di cultura e fare esperienza dal vivo di vari temi che, affrontati solo sui libri, sarebbero risultati di certo poco accattivanti e meno interessanti.<br \/>\nI bambini si sono rivelati non solo visitatori ma \u201cattori\u201d nell\u2019atto di apprendere i vari fenomeni, sperimentando, scoprendo, dando significato e costruendosi un\u2019opinione personale sugli argomenti trattati.<br \/>\nStimolanti sono stati anche i laboratori creativi in cui gli alunni si sono cimentati in attivit\u00e0 manuali scoprendosi tutti \u201ccapaci\u201d, ci\u00f2 ha sicuramente favorito l&#8217;autostima di alcuni.\u201d<\/p>\n<p><strong>Elisabetta Bedogni:<\/strong> \u201cI miei bambini hanno vissuto intensamente la settimana al museo perch\u00e9 sono stati coinvolti e si sono lasciati coinvolgere da proposte didattiche complete e stimolanti.<br \/>\nSi \u00e8 rivelata sicuramente molto utile la prima giornata di esplorazione degli spazi museali perch\u00e9 i bambini hanno potuto formarsi un\u2019idea generale di quante sezioni e reperti fossero contenuti e, durante le giornate successive, hanno potuto soddisfare le curiosit\u00e0 suscitate dalla prima visita.<br \/>\nL\u2019esperienza della settimana al museo \u00e8 tuttora viva in loro, sia per le dinamiche laboratoriali che hanno vissuto, sia per l\u2019approccio interdisciplinare che hanno potuto esperire concretamente e di cui emergono ancora tracce.<br \/>\nNella mia classe, in particolare, avendo vissuto l\u2019esperienza proprio all\u2019inizio dell\u2019anno, \u00e8 stato poi possibile iniziare un percorso di approfondimento interdisciplinare che sta tuttora continuando e che \u00e8 proprio partito dagli stimoli raccolti dopo la settimana al museo.\u201d<\/p>\n<p><strong>Vincenzo Moncada:<\/strong> \u201cI ragazzi erano &#8216;carichi&#8217; gi\u00e0 prima di iniziare l\u2019esperienza, sembrava dovessero partire per un viaggio, per una gita. Cambiare luogo di lavoro li ha stimolati ad un apprendimento pi\u00f9 vivace. Al museo lo hanno subito dimostrato: i loro occhi erano pieni di curiosit\u00e0 e meraviglia di fronte ai reperti archeologici, agli animali imbalsamati, alle vetrine piene di oggetti del passato, l\u2019attenzione prestata e gli interventi effettuati erano colmi di interesse. Per alcuni era la prima volta al museo per altri no, ma tutti sono stati catturati dal luogo un po\u2019 magico, dalla possibilit\u00e0 di poter esplorare le varie stanze quasi in autonomia, potendosi soffermare ad osservare, a disegnare, a studiare le cose per loro pi\u00f9 interessanti.<br \/>\nOgni giorno i bambini sono entrati pieni di aspettative, pensando a cosa avrebbero sperimentato e le proposte laboratoriali effettuate hanno colmato le loro attese. La partecipazione alle attivit\u00e0 \u00e8 avvenuta sempre con entusiasmo e voglia di fare, c\u2019erano tante mani alzate che richiedevano la parola o che si contendevano l\u2019inizio di un laboratorio.<br \/>\nPoter &#8216;abitare&#8217; il museo ha permesso ai bambini di conoscere gli spazi, di orientarsi, di prendere coscienza del passato attraverso situazioni ludiche di apprendimento. La scoperta di alcune leggi della fisica attraverso il gioco \u00e8 stata un\u2019esperienza interessante che ha facilitato la comprensione di concetti difficili e che sicuramente \u00e8 rimasta impressa nella mente di ognuno. Ne \u00e8 stata la prova la rielaborazione di questa esperienza, fatta in classe a distanza di tempo, con i ragazzi, anche quelli solitamente pi\u00f9 distratti, che sono intervenuti in modo preciso per raccontare con ricchezza di particolari.<br \/>\n\u00c8 stata apprezzata anche la presenza di giovani guide museali, specializzate nelle diverse tematiche, che hanno saputo coinvolgere tutti gli alunni, imparandone a riconoscere le peculiarit\u00e0 e interagendo con loro con pazienza e rispetto dei tempi e delle capacit\u00e0 di ognuno.\u201d<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli aspetti che ritieni pi\u00f9 innovativi di questo progetto?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Santina Abate:<\/strong> \u201cLa possibilit\u00e0 di &#8216;abitare&#8217; il museo, viverci, conoscerne gli spazi, muoversi al suo interno sapendosi orientare alla ricerca di oggetti reali, lo ha reso pi\u00f9 accattivante rispetto all&#8217;idea che tutti hanno di questo luogo, svecchiandone l&#8217;immagine di stantio e chiuso.<br \/>\nI <em>setting<\/em> moderni e dinamici si sono rivelati molto funzionali rispetto alle attivit\u00e0 pi\u00f9 disparate, rendendolo un ambiente vivace e confortevole, adatto all\u2019apprendimento.\u201d<\/p>\n<p><strong>Elisabetta Bedogni:<\/strong> \u201cRitengo che questo progetto si sia rivelato vincente sia perch\u00e9 ha sicuramente fatto nascere nei bambini l\u2019idea che si pu\u00f2 fare scuola anche al di fuori degli spazi tradizionali, sia perch\u00e9 ha mostrato loro un\u2019idea di scuola pi\u00f9 completa e stimolante. \u00c8 vero che in questi anni, grazie alle nuove tecnologie, la didattica ha assunto connotati pi\u00f9 diretti e vicini al mondo dei bambini, consentendo in &#8216;tempo reale&#8217; di mostrare loro concetti o idee che prima si potevano solo vedere su un libro o che venivano spiegati oralmente, tuttavia la possibilit\u00e0 di &#8216;toccare con mano&#8217; gli apprendimenti \u00e8 stata possibile solo all\u2019interno del museo stesso.<br \/>\nNegli anni passati le giornate laboratoriali al museo hanno sempre fatto parte della mia proposta didattica, risultando un utile strumento per introdurre un nuovo argomento o per approfondire un argomento gi\u00e0 noto. Poter invece &#8216;vivere&#8217; dentro al museo un\u2019intera settimana ha permesso di fare del museo la quotidianit\u00e0 della vita scolastica, permettendo ai bambini di abitare un\u2019aula ben pi\u00f9 grande di quella in cui trascorrono l\u2019intero anno scolastico.<br \/>\n\u00c8 indubbio che durante la settimana al museo le giornate erano scandite dalla curiosit\u00e0 verso i laboratori che ci sarebbero stati proposti, per\u00f2 fin dai primi giorni i bambini hanno saputo crearsi una propria &#8216;routine scolastica&#8217;, apprezzando i vari momenti dall\u2019inizio alla fine della mattinata e vivendoli tutti nella loro specificit\u00e0. Ecco allora che era un momento di festa quando ci ritrovavamo al mattino davanti al portone grigio dell\u2019ingresso e tutti insieme aspettavamo di entrare nel cortile e &#8216;affrontare&#8217; le numerose scale che ci portavano nella nostra meravigliosa aula-laboratorio al terzo piano, attraversando un insolito e silenzioso museo, in cui gli oggetti quasi ci salutavano al nostro passaggio\u2026 Cos\u00ec come fin da subito era &#8216;naturale&#8217; lasciare gli zaini vicini al muro, prendere il libro e sederci sui gradoni di legno, dove potevamo scegliere come sederci, purch\u00e9 rispettassimo i &#8216;bolloni blu&#8217; del distanziamento! Ed era veramente una gioia ascoltare di nascosto le conversazioni tra i bambini che, sottovoce, si chiedevano quale spazio del museo avrebbero &#8216;visitato&#8217; quella mattina e quali meraviglie avrebbero scoperto.<br \/>\nA tutto ci\u00f2 si aggiunge, indiscutibilmente, l\u2019approccio interdisciplinare che le proposte museali e l\u2019abitare gli spazi del museo stesso hanno messo in campo.<br \/>\nDurante la settimana al museo, con i laboratori proposti dagli esperti, le discipline si sono fuse e &#8216;confuse&#8217; continuamente pur rimanendo riconoscibili e richiedendo l\u2019utilizzo delle conoscenze\/competenze proprie di ciascuna, ma le proposte attuate hanno anche permesso di vivere concretamente e in modo naturale l\u2019esperienza di intrecciarle e cogliere da ciascuna le abilit\u00e0 che servivano per una precisa attivit\u00e0 proposta.<br \/>\nI bambini della mia classe sono ancora molto piccoli per essere in grado di cogliere metacognitivamente le capacit\u00e0 di confronto e collegamento che hanno messo in atto durante l\u2019esperienza fatta, tuttavia queste abilit\u00e0 &#8216;sono state sollecitate&#8217; e tuttora noto con piacere che emergono anche nei momenti pi\u00f9 impensabili.<br \/>\nDa ultimo, ma non per importanza, ritengo che l\u2019esperienza al museo abbia permesso di utilizzare un &#8216;linguaggio comune&#8217; che va al di l\u00e0 della competenza linguistica verbale di ciascuno perch\u00e9 \u00e8 stata un\u2019esperienza immersiva completa che non richiedeva necessariamente la padronanza della lingua italiana: la molteplicit\u00e0 dei linguaggi (soprattutto non verbali) che l\u2019abitare il museo ha naturalmente fatto emergere ha consentito a ciascun bambino di fare propria l\u2019esperienza vissuta, rendendola unica per s\u00e9 e per il proprio percorso formativo.\u201d<\/p>\n<p><strong>Vincenzo Moncada:<\/strong> \u201cLa frequenza prolungata di un luogo consente di &#8216;affezionarsi&#8217; a ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 dentro, diventa come di propriet\u00e0 per cui si cerca di rispettare sia l\u2019ambiente, sia ci\u00f2 che riesce a trasmettere. Una settimana al museo coinvolge tutti, bambini, insegnanti e famiglie, diventa un modo per diffondere la cultura sia direttamente che indirettamente attraverso il racconto, il passaggio di informazioni tra alunni e insegnanti, tra alunni e genitori.<br \/>\nIl museo con la vivacit\u00e0 dei bambini si anima ma allo stesso tempo restituisce tranquillit\u00e0, senso di responsabilit\u00e0, fiducia.<br \/>\n\u00c8 stato importante poter progettare il percorso tenendo conto delle esigenze didattiche e poterlo adattare alla nostra realt\u00e0 scolastica. In una settimana si sono affrontate diverse tematiche attraverso laboratori e attivit\u00e0 che hanno riguardato quasi tutte le materie scolastiche.\u201d<\/p>\n<p><strong>La Scuola IN Museo \u00e8 nata in risposta ad esigenze legate all\u2019emergenza pandemica. Pu\u00f2 aver senso ipotizzare di replicare il progetto anche negli anni scolastici futuri?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Santina Abate:<\/strong> \u201cLa scuola &#8216;G. Pascoli&#8217; \u00e8 adiacente al centro cittadino verso il quale ci muoviamo facilmente e da sempre il Museo \u00e8 meta delle nostre uscite didattiche. Le collezioni, le raccolte, la variet\u00e0 dei laboratori, la competenza degli operatori sono veri punti di forza.<br \/>\nIn questo particolare momento storico, abbiamo colto al volo l&#8217;opportunit\u00e0 di &#8216;vivere&#8217; il museo. Immergersi in quell\u2019atmosfera \u00e8 stata un\u2019esperienza sicuramente emozionante, e sono proprio le emozioni a rendere interessante qualsiasi attivit\u00e0.<br \/>\nPerch\u00e9 replicare il progetto? Per dare occasione a tutti i bambini di fruire di stimoli diversi, di conoscere il territorio e le sue risorse, di avvicinarsi alla conoscenza attraverso l&#8217;esperienza diretta in un ambiente alternativo e accattivante.\u201d<\/p>\n<p><strong>Elisabetta Bedogni:<\/strong> \u201cSono assolutamente convinta che se questo progetto potesse venire ripetuto, al di l\u00e0 dell\u2019emergenza sanitaria che lo ha visto nascere, potrebbe risultare ancora pi\u00f9 formativo ed efficace.<br \/>\nCome ho gi\u00e0 espresso precedentemente, ritengo che l\u2019esperienza di abitare il museo per un\u2019intera settimana consenta di unire la routine scolastica, che \u00e8 fatta sia di apprendimenti che di relazioni, con l\u2019efficacia dei laboratori proposti dal museo stesso, in una &#8216;prospettiva linguistica&#8217; comune a tutti. Al di l\u00e0 della valenza assolutamente indubbia dei laboratori didattici proposti che, grazie alla co-progettazione, sono risultati efficacemente rispondenti alle esigenze didattiche ed esperienziali delle singole classi coinvolte, credo che l\u2019abitare il museo abbia permesso un\u2019apertura mentale che una singola giornata di laboratorio sicuramente non consente. Mi spiego meglio: anche la semplice possibilit\u00e0 di &#8216;passeggiare&#8217; tra le stanze del museo, per raggiungere uno spazio piuttosto che un altro, tutti i giorni, pi\u00f9 volte al giorno, ha permesso ai bambini di soffermarsi liberamente su ci\u00f2 che pi\u00f9 li colpiva e, nello stesso tempo, ha suscitato in loro cos\u00ec tante curiosit\u00e0 che non sarebbe sufficiente un intero anno di scuola per rispondere a tutte!<br \/>\nAbitare il museo un\u2019intera settimana permette, infatti, di sentirlo come un ambiente &#8216;conosciuto e vivo&#8217;, in cui ci si orienta facilmente e si possono scoprire ogni giorno cose nuove che, anche se sono state sempre l\u00ec, non si erano colte prima. E ci\u00f2, a mio avviso, favorisce lo sviluppo di un percorso di apprendimento completo che potr\u00e0 essere poi continuamente sostenuto una volta rientrati nelle consuete aule scolastiche.\u201d<\/p>\n<p><strong>Vincenzo Moncada:<\/strong> \u201cSarebbe molto interessante poter ripetere questa esperienza anche in futuro per la sua valenza istruttiva ed educativa. Le lezioni al museo come punto di partenza per sviluppare conoscenze o di arrivo per sperimentare e verificare ci\u00f2 che si \u00e8 acquisito sarebbero di stimolo per attivare un percorso di apprendimento pi\u00f9 accattivante e proficuo. I bambini resterebbero attratti e affascinati da queste esperienze concrete riuscendo a fissarne i contenuti e facendoli diventare parte del loro bagaglio culturale.\u201d<\/p>\n<p><a href=\"\/?page_id=38862\"><em>Riccardo Campanini<\/em><\/a><br \/>\n<a href=\"\/?page_id=38864\"><em>Chiara Pelliciari<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Insieme all\u2019esperienza della scuola in Museo proseguono anche le occasioni di confronto e di dialogo con insegnanti e bambini. 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