{"id":39744,"date":"2021-03-23T13:12:21","date_gmt":"2021-03-23T12:12:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=39744"},"modified":"2021-03-23T13:12:21","modified_gmt":"2021-03-23T12:12:21","slug":"museopop-la-nave-sepolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/museopop-la-nave-sepolta\/","title":{"rendered":"#MuseoPOP \/ La nave sepolta"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019immaginario del cinema e del pubblico gli archeologi sono spesso personaggi d\u2019azione che passano molto pi\u00f9 tempo a fuggire dai nemici o risolvere enigmi per salvarsi la vita, che non sugli scavi e nelle biblioteche.<br \/>\nFa eccezione il lungometraggio \u201cLa nave sepolta\u201d, diretto da Simon Stone, interpretato da Carey Mulligan, Ralph Fiennes, Lily James, Ben Chaplin, e prodotto da Netflix, che racconta lo scavo archeologico di Sutton Hoo in modo realistico e attendibile, ispirandosi all\u2019omonimo romanzo di John Preston (editrice Salani, 2021).<\/p>\n<p>Il sito, risalente al VI e VII secolo d.C., ha restituito i resti di una nave funeraria e moltissimi manufatti di grande valore archeologico e artistico che hanno finalmente gettato nuova luce sul regno dell\u2019Anglia orientale e sul periodo altomedievale inglese, spesso percepito al confine tra leggenda e storia.<\/p>\n<p>Lo scavo inizi\u00f2 nel 1938 sul terreno di propriet\u00e0 della vedova Edith May Pretty, sul quale gi\u00e0 da tempo correvano voci di \u201ctesori sepolti\u201d: la donna decise quindi di rivolgersi all\u2019Ipswich Museum, ed ottenne la collaborazione di Basil Brown, un ex proprietario terriero locale e archeologo autodidatta ma molto competente, che lavorava per il museo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/03\/Basil-Brown-front-and-Lt.-Cmdr.-J.-K.-D.-Hutchison-sullo-scavo-da-un-filmato-depoca.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-39745\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/03\/Basil-Brown-front-and-Lt.-Cmdr.-J.-K.-D.-Hutchison-sullo-scavo-da-un-filmato-depoca-480x327.jpg\" alt=\"\" width=\"464\" height=\"316\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #54595d;\">Basil Brown e\u00a0 J. K. D. Hutchison sullo scavo, da un filmato d&#8217;epoca<br \/>\nfoto <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:SHIP_MED.jpg\">Harold John Phillips family<\/a>, Public domain, via Wikipedia<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quasi subito ci si rese conto dell\u2019importanza della scoperta, quindi lo scavo prosegu\u00ec sotto la guida di diverse istituzioni e archeologi esperti, per riuscire a completare i lavori nell\u2019imminenza della seconda guerra mondiale: nel 1940 lo scavo venne chiuso e tutta la zona fu accuratamente ricoperta per proteggerla, e l\u2019ampio terreno venne addirittura utilizzato per esercitazioni con veicoli militari. In seguito la signora Pretty decise di donare i ritrovamenti alla nazione per condividerne il significato e il valore con tutti.<br \/>\nGli oggetti pi\u00f9 importanti sono attualmente esposti al British Museum di Londra, e tra questi spicca il bellissimo elmo che nasconde nelle fattezze di un guerriero un uccello con le ali spiegate.<br \/>\nGli altri reperti sono visibili all\u2019Ipswich Museum, mentre presso il sito \u00e8 allestito un Centro Visitatori con ricostruzioni e repliche.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/03\/Sutton_Hoo_helmet_2016-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-39751 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/03\/Sutton_Hoo_helmet_2016-1.png\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"404\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #54595d;\">Elmo da Sutton Hoo<br \/>\n<\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sutton_Hoo_helmet_2016.png\"><span style=\"color: #54595d;\">British Museum<\/span><\/a>, <span style=\"color: #54595d;\">Public domain, via Wikimedia Commons<br \/>\n<\/span><\/em><em><span style=\"color: #54595d;\">foto<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sutton_Hoo_helmet_2016.png\"><span style=\"color: #54595d;\">Geni<\/span><\/a><span style=\"color: #54595d;\">\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/03\/Sutton.Hoo_.ShoulderClasp2.RobRoy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-39774\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/03\/Sutton.Hoo_.ShoulderClasp2.RobRoy-480x320.jpg\" alt=\"\" width=\"371\" height=\"248\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #54595d;\">Fermaglio per abiti in oro e granati, lavorato a cloisonn\u00e8, da Sutton Hoo<\/span><\/em><br \/>\n<em><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sutton.Hoo.ShoulderClasp2.RobRoy.jpg\"><span style=\"color: #54595d;\">British Museum<\/span><\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/2.5\"><span style=\"color: #54595d;\">CC BY-SA 2.5<\/span><\/a>,<span style=\"color: #54595d;\"> via Wikimedia Commons, foto <\/span><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sutton.Hoo.ShoulderClasp2.RobRoy.jpg\"><span style=\"color: #54595d;\">RobRoy<\/span><\/a><\/em><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">Figure centrali della vicenda sono la proprietaria del terreno, Edith May Pretty, e Basil Brown: nel film sono evidenti \u00e8 evidente la dedizione e la vasta conoscenza dell\u2019archeologo, che coinvolge anche gli abitanti del villaggio e la signora Pretty, spesso presente sullo scavo nonostante la salute precaria, decisa a difendere il valore culturale e universale della scoperta.<\/span><\/p>\n<p>Il contatto con il passato che emerge dal terreno suscita in tutti emozioni e domande, su se stessi e sulla propria vita, ma anche sui legami con il passato e su quello che lasceremo a chi verr\u00e0 dopo di noi.<br \/>\nNaturalmente viene mostrato anche l\u2019entusiasmo e il lavoro quotidiano degli archeologi, anche se con qualche \u201clicenza cinematografica\u201d: in una scena il responsabile degli scavi affida a Margaret \u201cPeggy\u201d Piggott il compito di scavare nella parte pi\u00f9 delicata della nave, proprio per la sua corporatura leggera e minuta. Questa scena \u00e8 solo illustrativa di uno dei problemi tecnici che si presentano quotidianamente nello scavo di un sito, perch\u00e9 in realt\u00e0 la Piggott venne ingaggiata in quanto archeologa esperta.<br \/>\nAllo stesso modo le et\u00e0 di alcuni personaggi sono state alterate per esigenze di casting o per aumentare l\u2019effetto drammatico: Edit Pretty e suo figlio sono interpretati da attori molto pi\u00f9 giovani (rispetto all\u2019et\u00e0 che avrebbero avuto all\u2019epoca) e questo consente di raccontare in modo pi\u00f9 efficace il rapporto affettivo che si crea tra loro e Basil Brown.<\/p>\n<p>Attraverso una serie di scene significative il film mette in evidenza sia la drammaticit\u00e0 del momento storico, che sospender\u00e0 le vite di tutti i protagonisti, ma fa anche emergere le loro fragilit\u00e0: alcuni momenti mostrano il matrimonio gi\u00e0 in crisi di Peggy Piggott, o il rapporto tra Brown e la propria moglie, che lo supporta e lo incoraggia anche a costo di non vivere vicino a lui per lunghi periodi.<br \/>\nRaccontando inoltre i conflitti con gli archeologi professionisti, e il loro atteggiamento spesso arrogante, il film tenta anche di restituire parte del merito a Basil Brown, il cui contributo fu oscurato per anni in quanto privo di un curriculum convenzionale.<br \/>\nLa vicenda \u00e8 raccontata con grande pacatezza e un\u2019atmosfera poetica e quasi incantata, sorretta da una bellissima fotografia e inquadrature che spaziano nel paesaggio, ma anche lunghi primi piani degli attori per coglierne tutta l\u2019intensit\u00e0: solo la colonna sonora a volte risulta un po\u2019 invadente.<\/p>\n<p>Anche i momenti finali in cui la scoperta viene presentata al pubblico sono velati da una atmosfera riflessiva, che vuole comunque ricordare le persone e il loro grande lavoro necessario per conservare e riportare alla luce la storia, perch\u00e9 possa essere patrimonio di tutti e fonte di ispirazione per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #54595d;\">Immagine di copertina \u00a9 Netflix 2021<\/span><\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.britishmuseum.org\/collection\/galleries\/sutton-hoo-and-europe\">Visita virtuale alla sala del British Museum che ospita i reperti dello scavo, con Google Arts &amp; Culture<\/a><\/strong><\/p>\n<hr>\n<p>[embedyt]https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3N5l0HstJGE[\/embedyt]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><a href=\"\/?page_id=38553\">Chiara Ferretti<\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019immaginario del cinema e del pubblico gli archeologi sono spesso personaggi d\u2019azione che passano molto pi\u00f9 tempo a fuggire dai nemici o risolvere enigmi per salvarsi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":39792,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-39744","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39744","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39744"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39744\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39744"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39744"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39744"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}