{"id":40047,"date":"2021-03-29T10:47:49","date_gmt":"2021-03-29T08:47:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=40047"},"modified":"2021-03-29T10:47:49","modified_gmt":"2021-03-29T08:47:49","slug":"crescerealmuseo-encode-workshop-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/crescerealmuseo-encode-workshop-2021\/","title":{"rendered":"#CrescerealMuseo \/ ENCODE Workshop 2021"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>Un\u2019occasione per far conoscere le iscrizioni reggiane a un gruppo internazionale di studenti e studiosi<\/strong><\/p>\n<p>Collaboratrice dei Musei Civici di Reggio Emilia, Valentina Uglietti \u00e8 laureata in Lettere e Archeologia con una tesi che ha avuto come oggetto di studio alcune epigrafi funerarie romane del museo reggiano.<br \/>\nSeguendo i suoi interessi relativi alla comunicazione del patrimonio antico, nel 2019 ha iniziato il dottorato presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna in \u201cScienze Storiche e Archeologiche. Memoria, Civilt\u00e0 e Patrimonio\u201d e svolge la sua ricerca nell\u2019ambito della musealizzazione e divulgazione del patrimonio epigrafico: esamina quindi come i reperti che presentano iscrizioni antiche vengono esposti e raccontati ai visitatori nei musei. Fra le azioni sperimentate, durante il periodo di lockdown generato dalla emergenza Covid-19, ha collaborato con lo staff Comunicazione dei Musei Civici alla scrittura di due mostre virtuali per il progetto internazionale <em>Google Arts &amp; Cultures.<br \/>\n<\/em>Recentemente \u00e8 stata coinvolta come trainer nell\u2019ambito di un importante workshop internazionale che si \u00e8 tenuto &#8211; tra 26 al 29 gennaio 2021 &#8211; presso il dipartimento di \u201cStoria Culture Civilt\u00e0\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna sia in presenza che online ed \u00e8 di questa sua esperienza che le chiediamo di parlarci:<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Partecipare a un progetto internazionale, di cosa si \u00e8 trattato e come \u00e8 nata l\u2019occasione per svolgere un workshop che riguardasse le epigrafi reggiane? <\/b><\/p>\n<p>Il <em>Digital Greek and Latin Epigraphy Workshop<\/em> \u00e8 stato il primo evento del progetto <a href=\"https:\/\/site.unibo.it\/encode\/it\/project\">ENCODE<\/a>: un partenariato strategico triennale (2020-2023) Erasmus+, finanziato dall&#8217;Unione Europea, che conta sei partner tra i quali l\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Alla base del progetto c\u2019\u00e8, come sempre, un \u201cproblema\u201d da risolvere: all\u2019interno delle scienze che si occupano delle scritture antiche esiste un grande divario tra le competenze tradizionali umanistiche e le skills informatiche e digitali che servono per fare ricerca, insegnare e lavorare nel campo. Lo scopo del progetto \u00e8 costruire un \u201cponte\u201d per mettere in comunicazione i due tipi di competenza.<br \/>\nA gennaio si \u00e8 tenuta la prima conferenza internazionale del progetto, cui \u00e8 seguito un <a href=\"https:\/\/site.unibo.it\/encode\/en\/agenda\/epidoc-workshop\">workshop<\/a> rivolto a studenti e studiosi di epigrafia latina e greca. Nel corso del workshop docenti e specialisti hanno presentato esperienze concrete di lavoro e i partecipanti hanno potuto esercitarsi su casi di studio nell&#8217;ambito dei progetti EDR-EAGLE e dello standard Epidoc.<br \/>\nIo sono stata coinvolta come trainer nella prima giornata, dedicata all\u2019<a href=\"http:\/\/www.edr-edr.it\/default\/index.php\">Epigraphic Database Roma<\/a> (EDR). \u00c8 stata una esperienza estremamente formativa per me e per questo sono grata agli organizzatori del workshop, alle professoresse Alice Bencivenni (UNIBO) e Silvia Orlandi (UNIROMA1), alla professoressa Daniela Rigato e alla dottoressa Manuela Mongardi (UNIBO) che mi hanno voluta coinvolgere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>In particolare in cosa \u00e8 consistito il tuo lavoro e come \u00e8 stato svolto date le misure per il contenimento del contagio da Covid-19? <\/b><\/p>\n<p>\u00c8 necessario fare una premessa. EDR \u00e8 un database online che <a href=\"http:\/\/www.edr-edr.it\/it\/present_it.php\">contiene quasi 10.000 schede<\/a> di iscrizioni romane: uno strumento utilissimo anche in tempi \u201cnormali\u201d, ma che si \u00e8 rivelato particolarmente necessario in quest\u2019ultimo anno nel quale le Universit\u00e0 e le Biblioteche sono state spesso chiuse. Dietro a questo enorme progetto ci sono decine di schedatori che, unendo la loro opera al lavoro di supervisione e coordinamento dei responsabili, contribuiscono a far crescere il numero di iscrizioni disponibili online. L\u2019esercitazione non aveva quindi il solo scopo di raccontare il progetto, ma di mettere i partecipanti nelle condizioni di poter lavorare attivamente creando nuove schede. A ognuno di loro \u00e8 stato dato un account per accedere al database e un dossier con tutte le informazioni (fotografia, articoli di bibliografia) per schedare due epigrafi. Si \u00e8 scelto di lavorare sulle epigrafi romane di Bologna e di Reggio Emilia. Il mio compito, oltre al supporto nel corso delle esercitazioni, era quello di presentare il lapidario dei Musei Civici di Reggio Emilia: raccontarne la storia e presentarne le epigrafi pi\u00f9 interessanti, in modo da fornire ai partecipanti qualche informazione di contesto. Non potendo portare i partecipanti di persona in museo, mi sono attrezzata diversamente: ho prodotto un breve video di visita virtuale al lapidario e ho mostrato la pagina dei Musei sulla piattaforma <a href=\"https:\/\/artsandculture.google.com\/partner\/musei-civici-di-reggio-emilia?hl=it\">Google Arts &amp; Culture<\/a>. Anche per il Museo Civico Archeologico di Bologna \u00e8 stato realizzato un video analogo.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che niente pu\u00f2 sostituire la visita dal vivo, con tutte le emozioni che pu\u00f2 suscitare, ma \u00e8 altrettanto vero che grazie a questa forma di didattica online \u00e8 stato possibile accogliere studenti e studiosi da diversi paesi del mondo e far loro conoscere una realt\u00e0 come quella di Reggio Emilia, con la speranza sempre viva che questo sia da stimolo per un futuro ritorno in carne e ossa!<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Quali sono gli sviluppi futuri? <\/b><\/p>\n<p>Al momento una grande parte del patrimonio epigrafico di Reggio Emilia \u00e8 gi\u00e0 presente su EDR, grazie a un lavoro di schedatura iniziato nel 2018 condotto sotto la supervisione del professor Mennella, cui si sono aggiunte le schede inserite in occasione del workshop. Tra i miei prossimi passi ci sar\u00e0 il completamento di questo lavoro con l\u2019inserimento delle iscrizioni mancanti e la revisione delle schede dei reperti epigrafici presenti nel <a href=\"http:\/\/www.municipio.re.it\/catalogomuseo\/musei.nsf\/ArcheologiaE?OpenForm\">Catalogo online delle collezioni archeologiche dei Musei Civici<\/a>. Questo prezioso strumento infatti permette a tutti gli interessati di conoscere singolarmente gli oggetti conservati nel museo e viene annualmente implementato con nuovi record. La mia intenzione \u00e8 di inserire nel campo \u201cBibliografia\u201d di ogni scheda anche il numero identificativo della scheda EDR, che in un grande numero di casi rimanda con un link al sito dei Musei. In questo modo i due database possono virtualmente \u201cparlarsi\u201d fornendo a tutti gli utenti il maggior numero di informazioni possibili su ogni epigrafe reggiana.<\/p>\n<p>Volete fare una prova? Cliccate su <a href=\"http:\/\/www.edr-edr.it\/edr_programmi\/res_complex_comune.php?lang=it&amp;ver=simp\">questo link<\/a>: e inserite nel primo campo di ricerca, che si chiama \u201cschedae numerus\u201d il codice EDR130702.<\/p>\n<p><em><a href=\"\/?page_id=38550\">Georgia Cantoni<\/a><\/p>\n<p><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019occasione per far conoscere le iscrizioni reggiane a un gruppo internazionale di studenti e studiosi Collaboratrice dei Musei Civici di Reggio Emilia, Valentina Uglietti \u00e8 laureata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":40111,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-40047","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40047"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40047\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}