{"id":40966,"date":"2021-05-28T15:04:20","date_gmt":"2021-05-28T13:04:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=40966"},"modified":"2024-09-16T15:08:03","modified_gmt":"2024-09-16T13:08:03","slug":"ispirazionemuseo-intervista-a-nicola-manzan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/ispirazionemuseo-intervista-a-nicola-manzan\/","title":{"rendered":"#IspirazioneMuseo \/ Intervista a Nicola Manzan"},"content":{"rendered":"<p>Nicola Manzan \u00e8 violinista e polistrumentista, svolge collaborazioni in studio e dal vivo con band e artisti nazionali ed internazionali, ha scritto e registrato colonne sonore per cortometraggi e lungometraggi e da oltre quindici anni \u00e8 attivo con il progetto di musica sperimentale denominato BOLOGNA VIOLENTA. Recentemente \u00e8 uscita \u201cLa Citt\u00e0 del Disordine. Storie di vita dal manicomio San Lazzaro\u201d, sua opera originale con la quale ha messo in musica le vite di alcuni pazienti dell\u2019ex Ospedale San Lazzaro grazie ad un <strong><a href=\"\/?page_id=39852\">progetto promosso da Musei Civici e Ausl\/Biblioteca Carlo Livi<\/a><\/strong> per la valorizzazione del Museo di Storia della Psichiatria di Reggio Emilia. Gli abbiamo quindi fatto alcune domande su questa sua esperienza:<\/p>\n<p><strong>Storie di cronaca, vite vere o presunte tali: raccontare la normalit\u00e0 della diversit\u00e0, cosa vuol dire per te?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nDal mio punto di vista siamo sempre portati a pensare che la nostra presunta normalit\u00e0 sia la stessa che vivono anche le persone che ci circondano. Ovviamente siamo consci del fatto che questo non rispecchi la realt\u00e0, ma tendenzialmente crediamo che il nostro sia una sorta di standard comune a tutti.<br \/>\nLa \u201cdiversit\u00e0\u201d dovrebbe essere invece il punto centrale da cui partire per relazionarsi agli altri.<br \/>\nRaccontare la \u201cnormalit\u00e0 della diversit\u00e0\u201d \u00e8 per me un modo di porre l\u2019attenzione proprio su questo aspetto, ovvero sul fatto che molto spesso ci sono situazioni che rendono la vita delle persone una sorta di sfida continua con la realt\u00e0, con la societ\u00e0 e nelle relazioni col prossimo.<br \/>\nMettere in musica un certo tipo di storie \u00e8 per me molto importante perch\u00e9, partendo da situazioni al limite, come nel caso dei pazienti di cui ho trattato nel mio ultimo disco, ci si ritrova a pensare che la presunta normalit\u00e0 che siamo abituati a percepire, di fatto non esista. Porre l\u2019accento sulla diversit\u00e0 fa s\u00ec che si possa avere un approccio pi\u00f9 empatico nella relazione con gli altri e col mondo che ci circonda. Per quel che mi riguarda la normalit\u00e0 non esiste, ma si viene a creare, in un certo qual modo, quando rappresenta l\u2019insieme delle diversit\u00e0 di tutti.<\/p>\n<p><strong>In ambito lavorativo, quali sono state le tue esperienze pi\u00f9 formative?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nHo avuto la fortuna, nella mia carriera, di potermi confrontare con realt\u00e0 molto diverse da cui ho cercato di trarre ogni volta un insegnamento che mi potesse aiutare ad essere un musicista e un professionista migliore.<br \/>\nSicuramente lo studio del violino \u00e8 stata un\u2019esperienza fondamentale, cos\u00ec come l\u2019aver suonato per anni con orchestre classiche e in formazioni cameristiche. Questo ha fatto s\u00ec che il mio approccio al mondo della musica \u201cleggera\u201d fosse fin dal principio basato su una grande consapevolezza di ci\u00f2 che stavo facendo, sia dal punto di vista compositivo, che performativo. Ci\u00f2 che ho imparato da questa esperienza \u00e8 che nulla deve essere lasciato al caso, dallo studio delle parti, fino all\u2019esecuzione dal vivo, che deve essere la massima espressione di un musicista.<br \/>\nUn\u2019altra esperienza che mi ha segnato molto \u00e8 stata quella del mio progetto Bologna Violenta: stanco di molte dinamiche tipiche delle band rock, ho deciso per una volta di fare tutto da solo, mettendomi in gioco completamente, proponendo una musica di difficile ascolto e portandola dal vivo ovunque ne avessi la possibilit\u00e0. Questo mi ha fatto crescere molto, mi ha responsabilizzato e mi ha reso consapevole dei miei limiti e delle mie qualit\u00e0, perch\u00e9 la vita stessa del progetto per dieci anni \u00e8 stata tutta sulle mie spalle, nel bene e nel male.<br \/>\nCito brevemente altre due esperienze fondamentali, ovvero la tourn\u00e9e coi Baustelle e quella con Il Teatro Degli Orrori: in entrambi i casi si trattava della vera e propria realizzazione di un sogno, ovvero suonare davanti a moltissime persone ogni sera, con uno staff tecnico che avevo sempre sognato, con tutte le difficolt\u00e0, ma soprattutto le comodit\u00e0 del caso. Ho passato anni a sperare di riuscire un giorno ad andare in tour, ma mai avrei pensato di arrivare a questi livelli.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 stato collaborare con una istituzione culturale pubblica?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nPer me \u00e8 stata un\u2019esperienza nuova che speravo un giorno di poter affrontare. Il mondo musicale underground \u00e8 spesso \u201cvittima\u201d di pressapochismi e di un approccio al limite dell\u2019hobbismo, cosa che mi ha sempre dato un discreto fastidio. Il fatto di poter lavorare con un\u2019istituzione pubblica, dove niente \u00e8 lasciato al caso e ogni cosa dev\u2019essere fatta al meglio \u00e8 stata per me l\u2019ennesima possibilit\u00e0 di migliorarmi e di conoscere un mondo diverso, per quanto per certi versi affine al mio, perch\u00e9 sempre di cultura si tratta. Sentirmi un professionista tra professionisti mi ha dato lo stimolo giusto per fare ancora meglio del solito sotto molti punti di vista, oltre a quello della semplice composizione o registrazione di un disco. Inoltre la possibilit\u00e0 di affrontare tematiche diverse dalle solite con cui ero abituato ad avere a che fare e con modalit\u00e0 differenti, mi ha messo nella condizione di poter fare un ennesimo passo in avanti nella mia carriera di musicista e di professionista del mondo della cultura.<\/p>\n<p><strong>Come sta andando? Come ha reagito il tuo pubblico?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nDevo ammettere che sta andando bene. Se da un lato sono sempre stato convinto della qualit\u00e0 di ci\u00f2 che stavo facendo, dall\u2019altro non sapevo se il mio pubblico, abituato a cose molto diverse da queste, avrebbe apprezzato o capito questo disco. Devo dire che invece la risposta \u00e8 stata davvero forte, soprattutto da parte di chi si aspettava da me qualcosa di molto pi\u00f9 vicino ai dischi di Bologna Violenta: sono stati molti i casi di persone che mi hanno scritto stupite, ma molto affascinate e soprattutto entusiaste una volta ascoltato i brani. In cuor mio era esattamente ci\u00f2 che speravo, ma non ero sicuro che questo potesse accadere.<br \/>\nOra stanno per iniziare i concerti e spero di riuscire a far conoscere questo progetto a quante pi\u00f9 persone possibili.<\/p>\n<p><strong>Quali progetti hai per il futuro?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nInnanzitutto ci sono i concerti: dopo un anno e mezzo di stop quasi totale, sento che la gente ha voglia di andare a vedere uno spettacolo dal vivo, quindi al momento sono concentrato su questo.<br \/>\nInoltre sto lavorando molto come turnista, produttore e arrangiatore in studio, collaborando con molti artisti di vario tipo; sto cercando di far s\u00ec che questo tipo di attivit\u00e0 diventi ancora pi\u00f9 centrale nella mia vita di musicista, perch\u00e9 il lavoro in studio di registrazione e soprattutto la parte creativa della questione mi hanno sempre dato grandi soddisfazioni e trovo sempre molto stimolante mettere le mani su brani sempre diversi e far s\u00ec che gli artisti che mi commissionano i lavori siano soddisfatti del risultato, una volta che riascoltano i loro pezzi.<br \/>\nPoi un giorno ricomincer\u00f2 a scrivere musica mia, ma per il momento voglio rimanere concentrato sul mio ultimo disco, che \u00e8 appena uscito e che ha bisogno di molte attenzioni.<\/p>\n<p><a href=\"\/?page_id=38550\"><em>Georgia Cantoni<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nicola Manzan \u00e8 violinista e polistrumentista, svolge collaborazioni in studio e dal vivo con band e artisti nazionali ed internazionali, ha scritto e registrato colonne sonore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":48727,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-40966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40966"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40966\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48728,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40966\/revisions\/48728"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}