{"id":41595,"date":"2021-08-27T13:53:40","date_gmt":"2021-08-27T11:53:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=41595"},"modified":"2024-09-17T10:26:52","modified_gmt":"2024-09-17T08:26:52","slug":"crescerealmuseo-scuola-in-museo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/crescerealmuseo-scuola-in-museo\/","title":{"rendered":"#CrescerealMuseo \/ Scuola in Museo"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><strong><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">1.<\/span><\/span> Introduzione<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">All&#8217;inizio dell\u2019anno scolastico 2020-21, nell\u2019ottica di favorire un minore carico di flussi e numero di studenti nei plessi durante le mattinate, garantendo un migliore distanziamento in funzione della pandemia, l\u2019Istituto \u201cA. Manzoni\u201d di Reggio Emilia ha potuto \u201cabitare\u201d due locali dedicati presso i Musei Civici della citt\u00e0, nella cornice di un pi\u00f9 vasto e vincente progetto dell\u2019amministrazione comunale coordinato da Officina Educativa. Gli spazi, che si caratterizzano come ambienti dinamici e con arredi innovativi e flessibili oltre che esteticamente stimolanti, ospitano a turno tutto l\u2019istituto comprensivo: le classi, dalla primaria alla secondaria di primo grado, si alternano infatti per una settimana all\u2019anno nelle loro aule museali, in una \u201ccittadinanza provvisoria\u201d che ha potuto essere riempita di significati e si \u00e8 fatta occasione di crescita educativo-didattica e ibridazione tra competenze della scuola e degli esperti dei musei.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questo contributo vuole essere una breve presentazione di un\u2019esperienza stimolante che rappresenta una vera alleanza educativa tra istituzione scolastica e territorio, nata da una situazione emergenziale ma divenuta occasione di sperimentazione fattiva per un curricolo verticale che si \u00e8 posto come obiettivo primario la crescita reciproca: per la scuola, supportata dal comune, l\u2019occasione imperdibile di misurarsi con spazi sfidanti per la didattica, luoghi deputati alla cultura e alla conoscenza non formale; per la didattica museale, la possibilit\u00e0 di avere gruppi di studenti all\u2019interno del museo con una continuit\u00e0 mai sperimentata prima. Per entrambi, inoltre, la possibilit\u00e0 di coprogettare percorsi laboratoriali, unici per il contesto creatosi, ha significato la ridefinizione di ruoli, <i>expertise <\/i>e metodologie, alla scoperta di nuove trasversalit\u00e0 e di prospettive comuni.<\/span><\/span><\/p>\n<p><b style=\"text-align: justify; font-family: Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-48780 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/Scuola-IN-Museo-2-480x270-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/Scuola-IN-Museo-2-480x270-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/Scuola-IN-Museo-2-480x270-1.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/b><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>2. I contesti<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In considerazione del dialogo stretto che da ormai 50 anni \u00e8 instaurato con le scuole del territorio, i Musei Civici di Reggio Emilia aprono le porte a classi e studenti con il progetto <\/span><\/span>\u201c<span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Scuola IN Museo\u201d per sperimentare nuove modalit\u00e0 educative in cui la meraviglia e la bellezza si offrono come strumenti per l\u2019apprendimento.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019iscrizione \u00abper l\u2019utile di chi studia e per la meraviglia di chi entra\u00bb, che dall\u2019Ottocento accoglie i visitatori all\u2019ingresso, testimonia un legame storico tra musei e didattica. Una relazione che il Museo ha sviluppato nel corso degli anni e ha trasformato in una profonda vocazione, fino a riconoscerla oggi come vera e propria <i>mission <\/i>istituzionale, e che ogni anno porta oltre 25 000 tra bambini e ragazzi a partecipare alle proposte educative e ai progetti speciali che vengono strutturati con e per le scuole. Il progetto \u201cScuola IN Museo\u201d vive proprio della peculiarit\u00e0 delle collezioni che spaziano dalle scienze all\u2019archeologia all\u2019arte, con un particolare riferimento al dialogo che intessono con il territorio. Si tratta di un vero e proprio museo dei musei, che raccoglie ed espone raccolte storiche in costante relazione con i temi contemporanei, anche in virt\u00f9 del nuovo intervento di riallestimento in atto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Lo staff dei Servizi educativi, composto da diverse professionalit\u00e0 (esperti in arte, pedagogia, storia, scienze e archeologia), consente di creare un costante dialogo che gi\u00e0 dal 2008 ha portato alla realizzazione di percorsi con dichiarata valenza inter e transdisciplinare.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019Istituto Comprensivo \u201cA. Manzoni\u201d comprende scuole dall\u2019infanzia alla primaria alla secondaria di primo grado. In questa dimensione di continuit\u00e0 verticale viene valorizzato il dialogo tra i tre ordini di scuola, al fine di favorire il passaggio degli alunni tra i vari livelli scolastici e il loro armonico benessere formativo. Il Collegio docenti condivide un\u2019unica programmazione educativo-didattica, personalizzata per le specificit\u00e0 dei gruppi classe, e un curricolo verticale che sta dinamicamente trasformando: il focus \u00e8 sulle metodologie comuni, narrazione, socializzazione degli apprendimenti, approccio laboratoriale e valutazione formativa per l&#8217;apprendimento.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019istituto si colloca in centro storico, in una citt\u00e0 a forte vocazione industriale e commerciale. Il piano di zona 2018-2020 del Distretto di Reggio Emilia (strumento di pianificazione territoriale per lo sviluppo di una politica locale di servizi ed interventi sociali) cita tra le azioni di promozione dell\u2019inclusione sociale i progetti che intendono sostenere un sistema delle relazioni, intesi come percorsi socio educativi di accompagnamento e di inclusione. Nello specifico, l&#8217;Istituto Comprensivo \u201cA. Manzoni\u201d presenta percentuali maggiori al dato nazionale, regionale e provinciale di alunni immigrati: la percentuale di alunni stranieri all\u2019infanzia \u00e8 superiore al 77% e nelle primarie va dal 37% al 72%. Nella secondaria di primo grado, invece, la percentuale si attesta attorno al 21%.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019istituto ha nella sua vocazione l\u2019idea di inclusione di tutti i BES (Bisogni Educativi Speciali) e si pone in modo propositivo nei confronti del territorio, consolidando buone prassi e sperimentando didattiche innovative. Il progetto si iscrive quindi con coerenza all&#8217;interno del PTOF (Piano Triennale di Offerta Formativa) come azione di formazione dei docenti, di costruzione di valori e linguaggi comuni tra ordini di scuola, di promozione di educazione alla cittadinanza, anche come valorizzazione del patrimonio culturale della citt\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-48781 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/Scuola-IN-Museo3-480x360-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/Scuola-IN-Museo3-480x360-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/Scuola-IN-Museo3-480x360-1.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>3. Dalla didattica museale al curricolo emergente tra scuola e museo<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il progetto \u201cScuola IN Museo\u201d si caratterizza come coprogettazione tra docenti dell\u2019istituto comprensivo ed esperti del museo, con il contributo del servizio comunale Officina Educativa.<br \/>\nIl primo approccio alla progettazione ha coinvolto la Dirigente scolastica, una Commissione didattica \u201cScuola diffusa nel museo\u201d composta da referenti di tutto l\u2019istituto, i responsabili dei Servizi educativi dei Musei Civici e i referenti di Officina Educativa. A questa prima fase interlocutoria, che ha formalizzato un progetto pilota declinando finalit\u00e0, metodologie, ruoli e forme di documentazione, sono seguite altre coprogettazioni specifiche, per classi parallele, che hanno coinvolto i docenti dell\u2019istituto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il corpo insegnante ha da subito apprezzato il senso della proposta: trasformare l\u2019esigenza di \u201cmaggiore sicurezza\u201d nelle scuole in un\u2019occasione culturale che coniughi la formazione degli alunni e l&#8217;autoformazione dei docenti. La proposta emergente \u00e8 stata quella di sperimentare, nello specifico, un modello di approccio ai beni museali che non sia sporadico o legato semplicemente al curricolo della singola classe, ma che vada a validare l\u2019applicabilit\u00e0 in ambito didattico-educativo di un approccio olistico al \u201cluogo-museo\u201d, che diventi in tal modo ambiente di apprendimento e di scoperta. Un luogo dove lo spirito di ricerca coinvolga adulti e bambini, docenti, esperti ed educatori, stimolando la didattica innovativa e lo spirito critico.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Affinch\u00e9 si crei un rapporto di continuit\u00e0 educativa tra la classe e il museo, le attivit\u00e0 progettate dagli educatori museali hanno utilizzato creativamente strumenti e supporti non propriamente scolastici, anche valorizzando un approccio ludico ed esperienziale. Il museo, infatti, consente un apprendimento di tipo emotivo e, come sostiene Di Ruscio, i percorsi museali sollecitano l\u2019apprendimento mediante il coinvolgimento attivo degli studenti in una costruzione di conoscenze e competenze che coniuga l\u2019ispirazione a pi\u00f9 modelli metodologici, riconducibili essenzialmente alla didattica attiva, al costruttivismo, con un orientamento forte verso il destinatario, sollecitato non solo sotto il profilo intellettivo cognitivo, ma anche emotivo e relazionale <strong><sup>(1)<\/sup><\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La proposta, infatti, ha inteso avvicinare bambini e ragazzi al patrimonio, spingendoli a formulare domande, ipotesi, interpretazioni, ritenendo la partecipazione e il coinvolgimento strumenti indispensabili per sostenere la curiosit\u00e0 e l\u2019interesse. Inoltre, stimolare uno sguardo critico e un\u2019osservazione attenta e analitica dei materiali esposti in museo \u00e8 fondamentale per avviare un processo di confronto e scambio di opinioni, una negoziazione di significati che accompagni i ragazzi verso una personale interpretazione di ci\u00f2 che stanno osservando <strong><sup>(2)<\/sup><\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Quindi, per consolidare gli apprendimenti e per fare propri i saperi, nella coprogettazione si \u00e8 stabilito che l\u2019attivit\u00e0 laboratoriale diventi momento imprescindibile delle proposte, alternandosi in maniera funzionale e coerente alla visita in collezione. Nella fase di pianificazione delle attivit\u00e0, il confronto ha toccato anche i contesti e i setting che, accuratamente predisposti, hanno concretizzato l\u2019idea del <i>saper fare <\/i>e del <i>poter fare <\/i>, con attivit\u00e0 manuali (<i>hands on<\/i>) e opportuni momenti di riflessione (<i>mind on<\/i>), diventando cos\u00ec condizione necessaria per un apprendimento significativo. Il museo, in quest\u2019ottica di luogo fisico e mentale <strong><sup>(3)<\/sup><\/strong> , \u00e8 divenuto luogo ideale in cui coltivare le intelligenze multiple <strong><sup>(4)<\/sup><\/strong>: non solo il codice linguistico e quello logico-matematico, ma anche le intelligenze interpersonali, grazie ai lavori di cooperazione, all\u2019utilizzo del corpo come strumento per percepire e comprendere le emozioni, gli stati d\u2019animo, i fenomeni naturali, favorendo anche intelligenze di tipo cinestetico. L\u2019intento scaturito dal confronto tra scuola e museo ha quindi posto l\u2019accento sulla ricchezza, insita nei laboratori, di parlare ai ragazzi con molteplici linguaggi, assecondando cos\u00ec le singolarit\u00e0 e le inclinazioni personali, attraverso un costante invito a mettersi alla prova, a toccare con mano, a fare collegamenti in un museo che si configura come atelier diffuso, spazio di libert\u00e0 e luogo di scoperta. Il curricolo verticale di istituto ha trovato quindi, nella pianificazione delle attivit\u00e0, una sostanziale concordanza con gli assi metodologici del PTOF, arricchendosi della visione esperta del museo e di contesti e setting che permettono una dinamicit\u00e0 non possibile a scuola, soprattutto in questo periodo di distanziamenti. In definitiva, ha trovato risposta l\u2019interesse dei docenti per un curricolo che sostenga un apprendimento basato sugli interessi e sui bisogni dei bambini, trasversale a tutte le discipline, che permetta di osservare in modo privilegiato reperti e collezioni, in un tempo e in uno spazio pi\u00f9 dilatati. Tempo e spazio per fare domande a se stessi, agli esperti, al gruppo, per alimentare i propri interessi e scoprirne di nuovi: un tempo in cui tutti possono sentirsi competenti, in cui poter sostare per comprendere e proporre nuovi approfondimenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>4. La progettualit\u00e0 del curricolo \u201cScuola IN museo\u201d: un approfondimento sulle classi seconde<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nella coprogettazione, per ogni fascia d\u2019et\u00e0 \u00e8 stata realizzata una diversa proposta settimanale in considerazione dei temi individuati, dell\u2019et\u00e0 dei bambini e degli spazi museali pi\u00f9 idonei. A queste esigenze sono state integrate le modalit\u00e0 proprie della didattica museale che non si preoccupano esclusivamente di comunicare contenuti specifici, ma anche di raccontare il museo come luogo di storie in cui riconoscersi, contesto di formazione in cui incontrare la bellezza, spazio in cui riannodare legami comunitari e ibridare competenze e argomenti.<br \/>\nGli educatori museali hanno individuato i materiali e gli oggetti su cui focalizzare l\u2019attivit\u00e0 da proporre, tenendo conto degli obiettivi educativi formativi, delle metodologie e delle modalit\u00e0 di mediazione ritenute pi\u00f9 opportune per strutturare ogni esperienza. Hanno poi definito le diverse fasi del percorso, descritte analiticamente in schede di progetto in cui si individuano i destinatari, i tempi, i materiali e gli strumenti, la struttura e le attivit\u00e0, gli obiettivi specifici, gli obiettivi trasversali e i risultati attesi, verificando le criticit\u00e0 e i possibili ambiti di miglioramento.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00c8 stato costante il monitoraggio delle strategie messe in campo, intese come processi in continua ridefinizione e rivalutazione insieme ai docenti. Questo tipo di progettazione segue una logica di circolarit\u00e0 tra le fasi di ideazione, azione e valutazione che sono in continuo dialogo tra loro <strong><sup>(5)<\/sup><\/strong>. Risulta fondamentale documentare le attivit\u00e0 per tenerne traccia, per rilanciare le proposte, ma anche per essere pi\u00f9 efficaci nel raccontare i processi e per comunicarli. Le osservazioni raccolte sulle diverse azioni, sugli sguardi e i gesti di bambini e ragazzi, sul ruolo dell\u2019educatore e sull\u2019efficacia delle offerte fatte sono fondamentali per costruire una collegialit\u00e0 di pensiero, una formazione che \u00e8 anche autoformazione, una conoscenza che viene costruita attraverso una continua circolarit\u00e0 di punti di vista e soprattutto un modo per comprendere meglio come i bambini apprendono e vivono il museo. Figure specifiche all\u2019interno dello staff educativo si occupano di documentare i dialoghi e fissare, attraverso fotografie e riprese video, momenti significativi delle attivit\u00e0. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La documentazione pu\u00f2 essere fatta dagli insegnanti e anche dagli stessi studenti, per dare valore al loro personale sguardo su ci\u00f2 che accade.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nell\u2019organizzazione settimanale, le classi hanno sempre momenti di autonomia in cui \u00e8 l\u2019insegnante a gestire le attivit\u00e0, introducendo o approfondendo le tematiche affrontate nel percorso museale o lavorando sul programma scolastico, favorendo raccordi. Fin dal primo giorno, studenti e insegnanti hanno a disposizione, nel loro spazio-aula, una selezione di albi illustrati della biblioteca Didart dei Musei. Libri utili per avvicinarsi con curiosit\u00e0 ed entusiasmo alle collezioni, strumenti per fornire una alfabetizzazione di base sul museo, che offrono molteplici opportunit\u00e0 di introdurre in maniera inedita, stimolante e coinvolgente i saperi da approfondire nei laboratori <strong><sup>(6)<\/sup><\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Per tutte le classi, inoltre, sono stati individuati dei momenti comuni ritenuti fondamentali nello svolgimento dell\u2019esperienza al museo e modulati in relazione all\u2019et\u00e0. Al primo incontro, il gruppo \u00e8 accolto da un esperto per la presentazione e la spiegazione delle attivit\u00e0 proposte, dei tempi, dei luoghi e per indagare cosa i ragazzi si aspettino da questa nuova esperienza. Durante la successiva esplorazione del museo, si scoprono spazi sempre nuovi e si incontrano le diverse professionalit\u00e0 che vi lavorano e che si fermano per raccontare il loro ruolo. Ai ragazzi viene quindi assegnato un taccuino, uno strumento personale con cui raccogliere impressioni, idee, parole significative; uno strumento con cui affrontare la prosecuzione dell\u2019esplorazione e che pu\u00f2 diventare album da disegno, diario personale, luogo libero di espressione. Questa seconda fase non prevede un itinerario prestabilito: sono gli oggetti esposti, gli interessi personali, le emozioni suscitate dai materiali, dai colori, dalle forme a guidare i ragazzi in una fruizione libera da mediazione, per favorire la meraviglia e la scoperta dell\u2019inconsueto. La prima giornata, infatti, \u00e8 pensata perch\u00e9 i ragazzi prendano confidenza con lo spazio-museo, che devono abitare e sentire familiare, con quella che sar\u00e0 la loro scuola per una settimana. Una volta creato questo clima di accoglienza, si pu\u00f2 dare un senso e un significato agli oggetti osservati, attraverso le esperienze predisposte, stimolando l\u2019immaginazione e la creativit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A titolo di esempio, questi i laboratori svolti nella settimana delle classi seconde: \u201cAbitare il museo\u201d; \u201cScritture\u201d; \u201cIl segreto sta nell\u2019argilla\u201d; \u201cFiabe in verde, bianco e rosso\u201d; \u201cChi c\u2019\u00e8 nel bosco\u201d. A seguire, lo schema di una delle \u201cesperienze-laboratorio\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>Titolo progetto<\/strong>: Scritture<br \/>\n<strong>Descrizione sintetica del progetto:<\/strong> la scrittura per raccontare, per lasciare un messaggio o un segno di s\u00e9.<br \/>\nLettere che si trasformano nell\u2019arte per sollecitare l\u2019immaginazione. I libri d&#8217;arte per ragazzi del centro Didart che invitano a giocare con le parole, sperimentandone il valore estetico e andando oltre le convenzioni.<br \/>\n<strong>Finalit\u00e0<\/strong>: lettura e analisi delle opere selezionate per il percorso, per riflettere sul perch\u00e9 si scrive, sulla forma delle lettere e sugli alfabeti. Le attivit\u00e0 di laboratorio, proposte in collezione a diretto contatto con i materiali, mirano a incentivare una ricerca personale e di gruppo sul segno, sottendendo una riflessione su<br \/>\nsignificato e significante.<br \/>\n<strong>Obiettivi trasversali<\/strong>: educare al patrimonio, educare allo sguardo (come approccio critico di un messaggio da decodificare), sostenere il pensiero critico e la creativit\u00e0, stimolare la collaborazione e la ricerca.<\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019ultimo giorno della settimana prevede un tempo per la \u201crestituzione\u201d dell\u2019esperienza, un <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">momento di confronto tra educatori museali, ragazzi e insegnanti, in cui il dialogo e lo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">scambio di opinioni diventano fondamentali per raccogliere i concetti significativi che <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">questa settimana ha lasciato in loro e anche per avviare una prima, immediata valutazione.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Come ultima azione \u00e8 proposta la realizzazione di una soggettiva mappa del museo, una <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">grafica che diventa una reinterpretazione del museo stesso, con ci\u00f2 che ha colpito <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">l\u2019immaginazione, l\u2019attenzione e acceso la curiosit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Conclusioni<br \/>\n<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nelle prime documentazioni sulla scuola che \u201cabita\u201d il museo, compaiono elementi <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">innovativi gi\u00e0 dalle parole stesse di docenti e bambini: tra tutti, il senso di un\u2019esperienza <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">unica vissuta insieme, accomunati, con educatori ed esperti, dall\u2019emozione di \u201cscoprire e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">pensare\u201d in modo riflessivo e con grande piacere. Come Dewey ha sottolineato, <b>\u00ab<\/b>imparare dall\u2019esperienza significa fare una connessione reciproca fra quel che facciamo alle cose e quel che ne godiamo o ne soffriamo in conseguenza [&#8230;] in queste condizioni il fare diventa un tentare: un esperimento col mondo per scoprire che cos\u2019\u00e8; e il sottostare diventa istruzione: la scoperta di un nesso tra le cose \u00bb <strong><sup>(7)<\/sup><\/strong>. In questo senso, all&#8217;istituto \u201cimmerso\u201d al museo si sta costruendo un Curricolo emergente: un modo di approcciarsi al reale che continua a scuola, sotto lo stimolo e le suggestioni della \u201cvita al museo\u201d, in cui bambini e ragazzi ritrovano il gusto per i saperi e suggeriscono nuovi percorsi e incursioni, partendo da questa \u201ccittadinanza provvisoria\u201d che si fa attiva e consapevole.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><sup>1<\/sup><\/strong> cfr. Di Ruscio, I. 2013, <em>La progettazione innovativa nell\u2019educazione museale<\/em>. p.45<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><sup>2<\/sup><\/strong> cfr. S.Cardone, \u201c<em>Il Museo come contesto di apprendimento informale. Ripensare e riprogettare gli spazi <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>educativi per facilitare la comprensione critica dell\u2019esperienza museale<\/em>\u201d, in R. Huerta, Amparo Alonso Sanz <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(eds.), <em>Entornos informales para educar en artes<\/em>. PVU, Valencia 2017, pp 53-54<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><sup>3<\/sup><\/strong> cfr. Baldacci M. <i>Il laboratorio come strategia didattica. Suggestioni deweyane. <\/i>In Filograsso N., Travaglini <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">R. (eds.), <em>Dewey e l\u2019educazione della mente<\/em>. Milano: FrancoAngeli, 2004.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><sup>4<\/sup><\/strong> cfr. Gardner, H., <em>Educare al comprendere<\/em>, Feltrinelli, Milano 1999, p. 210-216<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><sup>5<\/sup><\/strong> cfr. Cardone, S., Masi, M. <em>Il museo come esperienza educativa. Narrare, sperimentare, comprendere, valutare<\/em>. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Bari, Progedit, 2017.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><sup>6<\/sup><\/strong> cfr. Cardone, S., (2017) <em>Il Museo come contesto di apprendimento informale. Ripensare e riprogettare gli <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>spazi educativi per facilitare la comprensione critica dell\u2019esperienza museale,<\/em> in R. Huerta, Amparo Alonso <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Sanz (eds.), <em>Entornos informales para educar en artes<\/em>. Valencia, PVU. pp 53-54<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><sup>7<\/sup><\/strong> Dewey, J. <i>Democrazia ed educazione, <\/i>Firenze, La Nuova Italia, 1965, p. 187.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Bibliografia<br \/>\n<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">M. Baldacci, <i>Il laboratorio come strategia didattica. Suggestioni deweyane<\/i>, in Filograsso <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">N., Travaglini R. (eds.), <i>Dewey e l\u2019educazione della mente<\/i>, Franco Angeli, Milano 2004.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">S. Cardone, M. Masi, <i>Il museo come esperienza educativa. Narrare, sperimentare, <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>comprendere, valutare<\/i>, Progedit, Bari 2017.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">S. Cardone, <i>Il Museo come contesto di apprendimento informale. Ripensare e riprogettare <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>gli spazi educativi per facilitare la comprensione critica dell\u2019esperienza museale<\/i>, in R. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Huerta, Amparo Alonso Sanz (eds.), <i>Entornos informales para educar en artes<\/i>, PVU, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Valencia 2017.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">J. Dewey, <i>Democrazia ed educazione<\/i>, La Nuova Italia, Firenze 1965.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">H. Gardner, <i>Educare al comprendere<\/i>, Feltrinelli, Milano 1999.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I. Di Ruscio, <i>La progettazione innovativa nell\u2019educazione museale<\/i>, Tiburtini, Roma 2013.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">C. Panciroli, <i>Le professionalit\u00e0 educative tra scuola e musei. Esperienze e metodi nell\u2019arte<\/i>, Guerini e Associati, Milano 2016.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">F. Zuccoli, <i>Didattica tra scuola e museo. Antiche e nuove forme di sapere<\/i>, Junior, Parma <\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">2014.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><em><a href=\"\/?page_id=41608\">Alessandra Landini<\/a><\/em><br \/>\n<em><a href=\"\/?p=38862\">Riccardo Campanini<\/a><\/em><br \/>\n<em><a href=\"\/?p=38864\">Chiara Pelliciari<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. 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