{"id":42160,"date":"2021-11-02T12:45:36","date_gmt":"2021-11-02T11:45:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=42160"},"modified":"2021-11-02T12:45:36","modified_gmt":"2021-11-02T11:45:36","slug":"ilmuseofuori-non-sempre-la-stessa-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/ilmuseofuori-non-sempre-la-stessa-storia\/","title":{"rendered":"#IlMuseoFuori \/ Non sempre la stessa storia!"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;24 dicembre 1885: ultimi trovamenti di Remedello.&#8221;<br \/>\nSi interrompe cos\u00ec, con questo appunto, l\u2019ultimo taccuino di Gaetano Chierici, ottavo di una serie oggi custodita negli archivi dei Musei Civici di Reggio Emilia: annotazioni di scavo, schizzi, planimetrie, osservazioni di un archeologo di fine Ottocento.<br \/>\nUn\u2019aura particolare permea quel quaderno su tutti, ultimo, inconcluso, testimone parlante di una vita interrotta da una polmonite, sopraggiunta come conseguenza delle rigide temperature di uno scavo d\u2019inverno, contro cui nulla ha potuto, nemmeno un animo forte come quello di Chierici.<br \/>\nQuello stesso dicembre, malato, caparbio, indomito, incurante delle prescrizioni mediche che gli imponevano riposo, Chierici si reca al museo, il Museo di Storia Patria, nato nel 1870 dalla sua volont\u00e0, per osservare i frutti dell\u2019ultima fatica, eccitato per l\u2019apertura delle casse giunte direttamente dal campo, per dare istruzioni e assistere, cedendo il testimone di un\u2019eredit\u00e0 immensa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-42165 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/01-taccuino-04-220x177.jpg\" alt=\"\" width=\"372\" height=\"299\" \/><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #54595d;\">Appunti e schizzi dei ritrovamenti di Remedello nell\u2019ultimo Taccuino di scavo di Gaetano Chierici, <\/span><\/em><em><span style=\"color: #54595d;\">ora esposto in un armadio della sala dedicata al metodo Chierici nella sezione &#8220;Archeologos&#8221; dei nuovi allestimenti dei Musei Civici di Reggio Emilia<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Remedello Sotto (Brescia), l\u2019ultimo scavo. Punto di riferimento di un complesso culturale tra Neolitico e Et\u00e0 del Bronzo, che Chierici aveva intuito e per cui coni\u00f2 la denominazione di eneo-litico, una novit\u00e0 per l\u2019Italia, ma non per l\u2019Europa. Una necropoli in cui sono state individuate circa 164 tombe, che costituiscono una parte soltanto dell\u2019effettiva consistenza del sepolcreto, in gran parte distrutto dai lavori agricoli, in parte forse ancora da scavare: personaggi di rango con pugnali, asce, punte di freccia, recipienti, ornamenti, uomini e donne con le malattie visibili nei denti, le credenze leggibili nella posizione dei corpi, le ossa scomposte e rimescolate nei rituali<em> post mortem<\/em>. Tombe, una piccola ma significativa selezione, trasferite intatte al museo come da disposizioni di Chierici, ne ingombrano lo spazio tra gli armadi della preistoria reggiana e quelli dedicati all\u2019archeologia di regioni del versante adriatico dell\u2019Italia. Altre si raccontano nei cartoni conservati nelle casse 100 e 101, che raffigurano la disposizione degli scheletri, eseguiti o fatti eseguire dal Bandieri, direttore di scavo a Remedello, scrupoloso e appassionato, sempre presente sul campo e al quale, dopo la morte di Chierici, l\u2019amministrazione comunale di Reggio affid\u00f2 il compito di collocare e ordinare nel museo quanto raccolto durante le ricerche.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-42167 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/02-Sepolcro-100-203x360.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #54595d;\">La tomba n\u00b0 100 di Remedello nel cartone eseguito o fatto eseguire da G. Bandieri, collocato nella cassa n\u00b0100 del Museo G. Chierici di Paletnologia<\/span><\/em><\/p>\n<p>Un patrimonio inestimabile, un punto di riferimento per chi studia e mira a comprendere l\u2019Et\u00e0 del Rame, per i musei internazionali che la mettono in scena per il pubblico. E cos\u00ec Remedello da sempre viaggia per il mondo, portando lontana la fama di Chierici e contribuendo a potenziare quel circuito internazionale di scambi dinamico e ricco di stimoli, di cui fanno parte i Musei Civici di Reggio Emilia.<\/p>\n<p>Caso pi\u00f9 recente quello del Museo Nazionale Svizzero di Zurigo, che ha richiesto in prestito ai musei reggiani 21 reperti dai corredi di questa necropoli per la mostra \u201cMenschen. In stein gemeisselt\u201d, visibile fino a gennaio 2022, dedicata alle statue stele antropomorfe, monumenti di pietra di grandi dimensioni su cui l\u2019uomo, a partire dal IV e soprattutto nel III millennio a.C., rappresenta s\u00e9 stesso, marcando il paesaggio con la sua presenza. Una quarantina, arrivate a Zurigo da vari musei europei e qui disposte in lungo corteo, testimoni segrete di un&#8217;epoca a cui non abbiamo accesso diretto per mancanza di prove scritte. Persone, fisionomie, sguardi delicati, nasi allungati, sopracciglia marcate. La pietra il materiale scelto, per garantire longevit\u00e0 al messaggio. Dei, capi, individui di rango, figure di spicco all\u2019interno della comunit\u00e0 di appartenenza, riconoscibili per i pugnali, le asce, gli ornamenti, i tessuti, elementi funzionali, ma qui caricati di valore simbolico e appannaggio di pochi. In una sezione della mostra il confronto si gioca nell\u2019accostamento tra le rappresentazioni bidimensionali di oggetti incisi sulle stele e oggetti reali, del tutto simili, facenti parte dei corredi funerari di Remedello, per suggerire nuovi scenari di interpretazione delle societ\u00e0 che hanno prodotto tali manufatti.[column size=&#8221;one-half&#8221; position=&#8221;first&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-42169 alignnone\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/03--220x147.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"194\" \/>[\/column][column size=&#8221;one-half&#8221; position=&#8221;last&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-42171 alignright\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/04--220x147.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"194\" \/>[\/column]<span style=\"color: #54595d;\"><span style=\"color: #f4f4f4;\">[<\/span><\/span><em><span style=\"color: #54595d;\">Particolari dell\u2019allestimento della mostra \u201cMenschen. In stein gemeisselt\u201d, in corso fino al 6 gennaio 2022 presso il Museo Nazionale Svizzero di Zurigo. \u00a9 Museo nazionale svizzero, Fotografia J\u00f6rg Brandt<\/span><\/em><\/p>\n<p>Oltre 150 anni fa nasceva il Museo voluto da Gaetano Chierici, oggi \u201cMuseo G. Chierici di Paletnologia\u201d, esempio della museografia di tardo Ottocento, una sorta di museo nel museo che conserva negli arredi e nell\u2019ordinamento delle raccolte, le intenzioni del fondatore. La missione che i Musei Civici di Reggio Emilia continuano a perseguire \u00e8 quella di far rivivere questa straordinaria eredit\u00e0, di portare all\u2019attenzione il valore del metodo scientifico nella ricerca archeologica, da Chierici pionieristicamente sperimentato, pertanto la possibilit\u00e0 di attualizzare la sua collezione all\u2019interno di nuove narrazioni, come sta avvenendo nel museo svizzero, costituisce una grande opportunit\u00e0<\/p>\n<p>[column size=&#8221;one-half&#8221; position=&#8221;first&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-42173 alignnone\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/05-220x147.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"194\" \/><br \/>\n[\/column][column size=&#8221;one-half&#8221; position=&#8221;last&#8221;]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-42175 alignright\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/06-220x196.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"194\" \/>[\/column]<span style=\"color: #54595d;\"><span style=\"color: #f4f4f4;\">[<\/span><\/span><br \/>\n<em><span style=\"color: #54595d;\">Presentazione degli oggetti della necropoli eneolitica di Remedello nella mostra \u201cMenschen. In stein gemeisselt\u201d, in corso fino al 6 gennaio 2022 presso il Museo Nazionale Svizzero di Zurigo \u00a9 Museo nazionale svizzero, Fotografia J\u00f6rg Brandt<\/span><\/em><\/p>\n<p>Nella sezione Archeo-logos dei Musei Civici di Reggio Emilia, pur nella prorompente modernit\u00e0 degli allestimenti firmati dall\u2019architetto Italo Rota, si vuole suggerire la relazione con la museografia di Chierici: il racconto, che si dipana in un flusso ininterrotto dalla collezione locale, intrecciandosi con storia pi\u00f9 generale, l\u2019organizzazione tassonomica dei reperti, l\u2019inserimento nelle vetrine espositive di oggetti provenienti dalle collezioni civiche non archeologiche, per un approccio multidisciplinare al passato, evocano l\u2019esistenza di un sottile, quanto imprescindibile, fil rouge con il museo Ottocentesco.<\/p>\n<p>Qua e l\u00e0 i rimandi si fanno pi\u00f9 espliciti, laddove ad esempio l\u2019equipaggiamento di un moderno escursionista fa da riflesso alla storia di \u00d6tzi, la mummia rinvenuta tra i ghiacci del Similaun nel 1991, che indossava una <em>parure<\/em> di oggetti tra indumenti e strumenti per la sopravvivenza, la difesa personale e l\u2019orientamento, che trovano modelli corrispondenti 4000 anni dopo. Non un semplice <em>divertissement<\/em> all\u2019interno delle vetrine dedicate all\u2019archeologia, ma un esplicito riferimento alla tomba n\u00b0 102 di Remedello, da cui proviene un\u2019ascia in rame molto simile a quella rinvenuta con \u00d6tzi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-42215 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/vannini2-220x293.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"293\" \/><br \/>\n<span style=\"color: #54595d;\"><em>Particolare della sezione Archeo-logos all\u2019interno dei nuovi allestimenti dei Musei Civici di Reggio Emilia<\/em><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>Non sar\u00e0 un caso, quindi, che proprio verso il museo Archeologico dell\u2019Alto Adige, lo stesso costruito intorno alla valorizzazione dell\u2019Uomo dei Ghiacci, viagger\u00e0 molto presto un\u2019altra ascia in rame da Remedello. L\u2019occasione sar\u00e0 una nuova mostra dal titolo \u201cStone Age Connections. Mobilit\u00e0 ai tempi di \u00d6tzi\u201d, visibile a Bolzano da novembre 2021 a novembre 2022.<\/p>\n<p><em><a href=\"\/?page_id=42238\">Giada Pellegrini<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;24 dicembre 1885: ultimi trovamenti di Remedello.&#8221; Si interrompe cos\u00ec, con questo appunto, l\u2019ultimo taccuino di Gaetano Chierici, ottavo di una serie oggi custodita negli archivi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":42247,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-42160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42160\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}