{"id":42183,"date":"2021-11-02T13:47:34","date_gmt":"2021-11-02T12:47:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=42183"},"modified":"2024-09-16T15:00:09","modified_gmt":"2024-09-16T13:00:09","slug":"nelfrattempo-giulio-cassanelli-fase-zero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/nelfrattempo-giulio-cassanelli-fase-zero\/","title":{"rendered":"#NelFrattempo \/ Giulio Cassanelli. Fase Zero"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\"><em>a cura di Nicola Bigliardi e Maria Ares Chillon<br \/>\n<\/em>All Art Contemporary, Palazzo Fontanelli Sacrati, 19.09 &#8211; 10.10.2021<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">La mostra di Giulio Cassanelli a cura di Nicola Bigliardi e Maria Ares Chillon parte da<em>\u00a0Fasezero<\/em>, progetto <em>en plen air<\/em> realizzato per Fotografia Europea 2021 e che viene sviluppato all\u2019interno dello spazio All Art Contemporary, curato dallo stesso Nicola Bigliardi.<br \/>\nQuello che vorrei qui proporre non \u00e8 tanto un intervento critico sulla mostra, operazione gi\u00e0 perfettamente svolta dai curatori, ma mettere in fila alcune riflessioni su un lavoro complesso e apparentemente frammentato, ma in realt\u00e0 intrinsecamente coerente.<br \/>\nInnanzitutto \u00e8 necessario citare la<em> location<\/em>: il piano nobile di Palazzo Fontanelli Sacrati \u00e8 un luogo lussuoso e ridondante, spazio immersivo e gi\u00e0 carico di significati, tra i quali un affresco sul soffitto che avr\u00e0 un ruolo anche in questa installazione. La relazione tra spazi \u201cstorici\u201d e arte contemporanea, non certo una novit\u00e0, \u00e8 tuttavia un valore aggiunto poich\u00e9 potenzia la relazione con l\u2019opera amplificandone la presenza fisica e le sollecitazioni sensoriali ed emotive. Si tratta dunque di un luogo che, per quanto deformato da uno sfarzo che non appartiene pi\u00f9 al presente, si mantiene sul crinale sottile tra la monumentalit\u00e0 e la domesticit\u00e0, che fa percepire le opere come parte di uno spazio vivente, diverso per sua natura dall\u2019impaginazione smaterializzata e mentale del white cube.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-48713 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Schegge.-Tecnica-mista-su-pietre-trovate-per-strada-2021-Dimensioni-Variabili-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Schegge.-Tecnica-mista-su-pietre-trovate-per-strada-2021-Dimensioni-Variabili-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Schegge.-Tecnica-mista-su-pietre-trovate-per-strada-2021-Dimensioni-Variabili-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Schegge.-Tecnica-mista-su-pietre-trovate-per-strada-2021-Dimensioni-Variabili-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Schegge.-Tecnica-mista-su-pietre-trovate-per-strada-2021-Dimensioni-Variabili.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"justify\"><em><span style=\"color: #54595d;\">Schegge; tecnica mista su pietre trovate per strada (2021), dimensioni variabili<\/span><\/em><\/p>\n<p><em>Fasezero<\/em> inizia come una sorta di diario del lockdown, in cui l\u2019attore principale \u00e8 un bilanciere rotto e vuoto, che \u00e8 un\u2019esortazione all\u2019inutile e dunque all\u2019estetico: in un periodo di paura e sconvolgimento della vita relazionale la pratica dell\u2019arte, la produzione di sistemi simbolici \u00e8 forse il modo pi\u00f9 antico di dare un significato alle cose, essenziale per mantenere il controllo di s\u00e9 stessi e la relazione col mondo.<br \/>\nIl bilanciere vuoto \u00e8 anche un ironico riferimento ai <em>workout<\/em> casalinghi che supplivano durante i mesi di clausura all\u2019impossibilit\u00e0 di accedere a palestre e praticare attivit\u00e0 fisica. La sua de funzionalizzazione corrisponde alla sua assunzione al ruolo di immagine: nella sua fisicit\u00e0 viene esposto come fosse una reliquia, oggetto sacro in quanto separato e definitivamente estetizzato dal vetro della sua teca.<br \/>\nDue acronimi, <em>DYOR<\/em> e <em>FOMO<\/em> si fronteggiano e si riflettono nella sala degli specchi, delimitando come due parentesi lo spazio. Il primo significa <em>Do Your Own Research<\/em>, il secondo <em>Fear Of Missin Out.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-48714 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/FOMO-Fear-of-missin-Out-DYOR-Do-Your-Own-Research-Acciaio-Mirror-taglio-laser-e-plexiglass-2021-20X10X6-cm-180x300.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/FOMO-Fear-of-missin-Out-DYOR-Do-Your-Own-Research-Acciaio-Mirror-taglio-laser-e-plexiglass-2021-20X10X6-cm-180x300.jpg 180w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/FOMO-Fear-of-missin-Out-DYOR-Do-Your-Own-Research-Acciaio-Mirror-taglio-laser-e-plexiglass-2021-20X10X6-cm-616x1024.jpg 616w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/FOMO-Fear-of-missin-Out-DYOR-Do-Your-Own-Research-Acciaio-Mirror-taglio-laser-e-plexiglass-2021-20X10X6-cm-768x1277.jpg 768w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/FOMO-Fear-of-missin-Out-DYOR-Do-Your-Own-Research-Acciaio-Mirror-taglio-laser-e-plexiglass-2021-20X10X6-cm-924x1536.jpg 924w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/FOMO-Fear-of-missin-Out-DYOR-Do-Your-Own-Research-Acciaio-Mirror-taglio-laser-e-plexiglass-2021-20X10X6-cm-1232x2048.jpg 1232w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/FOMO-Fear-of-missin-Out-DYOR-Do-Your-Own-Research-Acciaio-Mirror-taglio-laser-e-plexiglass-2021-20X10X6-cm-scaled.jpg 1540w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"justify\"><em><span style=\"color: #54595d;\">FOMO (Fear of missin Out) &amp; DYOR (Do Your Own Research); acciaio mirror, taglio laser e plexiglass (2021), 20x10x6 cm<\/span><\/em><\/p>\n<p>Sarebbe un\u2019imperdonabile faciloneria se ignorassi quest\u2019opera, anche se sulle prime mi ha colpito meno dei frammenti di portico \u201cimpacchettati\u201d dalle riproduzioni delle opere d\u2019arte che galleggiano sul soffitto riflesso del salone, una sorta di rappresentazione del lavorio cui ogni artista \u00e8 costretto per introiettare e trasformare la tradizione in qualcosa di differente.<br \/>\nImmediatamente mi son tornati alla memoria \u03b3\u03bd\u1ff6\u03b8\u03b9 \u03c3\u03b5\u03b1\u03c5\u03c4\u03cc\u03bd e \u03bc\u03b7\u03b4\u1f72\u03bd \u1f04\u03b3\u03b1\u03bd, i due motti che stavano sul tempio di Apollo a Delfi e che, appunto, definivano con apollinea razionalit\u00e0 la necessit\u00e0 di ricercare s\u00e9 stessi da un lato, e allo stesso tempo il monito a non esagerare dall\u2019altro. La misura del \u201cnulla di troppo\u201d \u00e8 ci\u00f2 che definisce per i greci il perimetro entro il quale la ragione lascia il passo al caos, e si finisce per perdersi.<br \/>\nMi sembra che ci sia una corrispondenza, magari non voluta dall\u2019artista, ma che come molto spesso accade \u00e8 nascosta tra le pieghe della cultura occidentale e si manifesta nei lavori pi\u00f9 riusciti. Da un lato Cassanelli s\u2019impone di continuare a svolgere la propria ricerca, e dunque di definire s\u00e9 stesso come artista in un momento in cui si avverte il timore di perdere la propria funzione sociale e il proprio valore esistenziale; proprio questa paura di perdere (di perdersi?) \u00e8 il contraltare caotico, emotivo che reagisce e allo stesso tempo patisce la volont\u00e0 dell\u2019autore. Come se, a proposito di \u201cmotti\u201d celebri nelle arti, avesse voluto ribaltare il concetto di<em> vanitas<\/em> con un inno all\u2019azione e alla creazione, elementi inscindibilmente legati.<\/p>\n<p>Questa ricerca di equilibrio, questo spazio sottilissimo lo si trova attraverso l\u2019ironia, che \u00e8 di per s\u00e9 stessa prerogativa dell\u2019intelligenza, eccesso razionale di vitalismo, che bergsonianamente esercita un controllo sul meccanicismo irrazionale e fatale della pandemia. L\u2019inciso, apparentemente \u201cfuori discorso\u201d con le terga del pavone rappresentate in due ricche serigrafie, l\u2019ano di pollo tassidermizzato e dipinto e le copertine taroccate con Celant al posto di Maradona creano in realt\u00e0 una sorta di approfondimento di questo aspetto, sospendono per qualche istante il percorso e ci spiegano che la chiave, una delle chiavi, con la quale \u00e8 necessario leggere la sua ricerca \u00e8 la capacit\u00e0 di rompere lo schema ripetitivo della rappresentazione e ribaltare la drammaticit\u00e0 con l\u2019umorismo (sempre Bergson: il riso presuppone interruzione dell\u2019empatia, sospensione del sentimento). In altre parole: separarsi dal flusso delle cose, estraniarsi dalla cogenza dell\u2019esser nel bel mezzo di una pandemia per poterne rappresentare, e dunque vedere, un profilo pi\u00f9 chiaro.<br \/>\nIn questo senso mi piace leggere anche l\u2019ultimo lavoro del percorso, in cui il rapporto tra soffice e duro dei materiali segna anche il passaggio tra la ripetitivit\u00e0 geometrica iniziale e la vitalit\u00e0 pi\u00f9 fluida del segno curvilineo che non a caso genera ritratti, richiama un rapporto con la vita degli altri non mimetico o meramente oftalmico ma tattile, sentimentale, esprimendo una potenzialit\u00e0 sinestetica attraverso la penetrazione (sedimentazione) del metallo caldo nel polistirolo, che fonde e introietta la forma, diviene la forma.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-48715 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Doodles-\u2013-Ritratti-di-sconosciuti-Lastra-di-polistirene-fil-di-ferro-2021-60x35cm-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Doodles-\u2013-Ritratti-di-sconosciuti-Lastra-di-polistirene-fil-di-ferro-2021-60x35cm-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Doodles-\u2013-Ritratti-di-sconosciuti-Lastra-di-polistirene-fil-di-ferro-2021-60x35cm-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Doodles-\u2013-Ritratti-di-sconosciuti-Lastra-di-polistirene-fil-di-ferro-2021-60x35cm-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/Doodles-\u2013-Ritratti-di-sconosciuti-Lastra-di-polistirene-fil-di-ferro-2021-60x35cm.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"color: #54595d;\">Doodles \u2013 Ritratti di sconosciuti; lastra di polistirene, fil di ferro (2021), 60x35cm<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">I <em>Doodle<\/em> sembrano, appunto, scarabocchi, ma sono in realt\u00e0 prodotto di un processo di lavorazione della materia che non \u00e8 istintivo e occasionale. Sono la sedimentazione sotto forma di immagine di una urgenza, come fossero ritratti deformati dalla distanza, ma generati dal bisogno di presenza.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"\/?page_id=38636\"><em>Alessandro Gazzotti<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Bigliardi e Maria Ares Chillon All Art Contemporary, Palazzo Fontanelli Sacrati, 19.09 &#8211; 10.10.2021 La mostra di Giulio Cassanelli a cura di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":48716,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-42183","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42183","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42183"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42183\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48717,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42183\/revisions\/48717"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42183"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42183"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42183"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}