{"id":42249,"date":"2021-11-03T13:40:42","date_gmt":"2021-11-03T12:40:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=42249"},"modified":"2024-09-16T14:56:13","modified_gmt":"2024-09-16T12:56:13","slug":"museopop-limpero-dei-giochi-da-tavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/museopop-limpero-dei-giochi-da-tavolo\/","title":{"rendered":"#Museopop \/ L&#8217;impero dei giochi (da tavolo)"},"content":{"rendered":"<p>Giocare \u00e8 una cosa seria. Questa osservazione di Bruno Munari risulta particolarmente pertinente anche nel mondo dei giochi da tavolo, che negli ultimi 20 anni ha conosciuto una piccola rivoluzione, che coinvolge milioni di appassionati in tutto il mondo e muove un consistente giro d\u2019affari.<br \/>\nOltre 209.000 visitatori, infatti, hanno affollato nel 2019 lo <em>Spiel<\/em> (Internationale Spieltage) la pi\u00f9 importante Fiera europea del settore che si tiene dal 1998 ad Essen, in Gemania, mentre la fiera omologa <em>Play<\/em>\u00a0di Modena, alla sua 3\u00b0edizione del 2019, ha registrato 44.000 presenze.<br \/>\nCrescono anche le community online e offline, ma sono soprattutto i giochi ad essere cresciuti e cambiati nel tempo. Dai primi titoli di origine indiana come \u201cScale e serpenti\u201d, a quelli di viaggio ed esplorazione inizialmente pubblicati dagli editori di mappe nel XVII\u00b0 secolo e diffusi in tutto l\u2019impero britannico, si arriva al primo vero gioco moderno ideato e autopubblicato nel 1904 da Lizzie Magie negli Stati Uniti, <em>The landlord\u2019s game<\/em>, che diverr\u00e0 famoso come <strong>Monopoly<\/strong>. Fino a quasi tutti gli anni \u201870, infatti, il modello di gioco prevalente sul mercato \u00e8 stato il cosiddetto \u201camerigame\u201d, o gioco con regole in stile americano, che include titoli celebri come <strong>Risiko<\/strong> (Risk) e party game come <strong>Trivial Pursuit<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo tipo di giochi \u00e8 caratterizzato da una alta interazione tra i partecipanti, che si sfidano per conquistare le risorse del gioco e possono venire eliminati prima dalla sua fine; da un notevole incidenza della fortuna; da un preciso focus sull\u2019ambientazione del gioco, che ne influenza la progettazione e ne aumenta l\u2019immersivit\u00e0; da un vasto numero di meccaniche come spostamenti lungo un percorso, cattura di altri giocatori, raccolta di bonus, che ne allungano la durata in modo virtualmente infinito.<\/p>\n<p>Tra gli anni &#8217;60 e gli anni &#8217;80 in Europa si sono invece diffusi modelli di gioco meno basati sul conflitto (forse anche in reazione alla guerra da poco conclusa), con regole e meccaniche pi\u00f9 semplici, ma che richiedono un pensiero pi\u00f9 profondo: sono i cosiddetti \u201ceurogame\u201d o \u201cgerman game\u201d (gioco in stile tedesco), prodotti soprattutto in Germania, Belgio e Gran Bretagna. In Germania viene anche assegnato dal 1978 lo <em>Spiel des Jahres,<\/em> che designa il miglior gioco dell\u2019anno, e definisce una shortlist di finalisti meritevoli.<br \/>\nNei giochi in stile europeo il ruolo della fortuna \u00e8 ridotto e la durata delle partite \u00e8 ben definita e breve (massimo 2 ore). Ci\u00f2 che li rende cos\u00ec innovativi \u00e8 per\u00f2 la variet\u00e0 di meccaniche di gioco (piazzamento tessere, negoziazioni, raccolta di risorse, controllo di aree e personaggi, deduzione) che possono applicarsi ad infinite ambientazioni, e venire rimodulate per ottenere diversi gradi di complessit\u00e0 e profondit\u00e0, destinati al gioco in famiglia o a giocatori pi\u00f9 esperti, ai quali \u00e8 peraltro dedicato il premio <em>Kennerspiel des Jahre<\/em>s, ovvero il miglior <em>Gioco dell&#8217;anno per Esperti<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-48672\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/ticket-ride-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/ticket-ride-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/ticket-ride-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/ticket-ride-768x765.jpg 768w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/ticket-ride.jpg 820w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-48697\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/azul-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/azul-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/azul-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/azul.jpg 628w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-48699\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/CARCASSONNE-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/CARCASSONNE-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/CARCASSONNE.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><span style=\"color: #54595d;\">Immagini delle confezioni di &#8220;Ticket to ride&#8221; &#8220;Azul&#8221; e materiali di &#8220;Carcassonne&#8221;<\/span><\/em><\/p>\n<p>Gli autori, spesso celebri e con un folto seguito di cultori, hanno esplorato ogni possibile ambientazione geografica e temporale: dal medioevo di <strong>Carcassonne<\/strong>, celebre anche per i suoi <em>meeple<\/em> (omini in legno), ai gestionali che consentono di diventare agricoltori (<strong>Agricola<\/strong>), impresari portuali (<strong>Le Havre<\/strong>), mercanti (<strong>Century<\/strong>) ceramisti o vetrai in una cattedrale (l\u2019astratto <strong>Azul<\/strong>), impresari delle ferrovie (<strong>Ticket to ride<\/strong>).<br \/>\nSono molti anche i titoli che ricreano ambientazioni e professioni legate all\u2019archeologia e all\u2019esplorazione, se ne pu\u00f2 fare una vera e propria rassegna: <strong>Curators<\/strong>, ad esempio, riproduce i meccanismi di gestione di una struttura museale prestigiosa, che dovr\u00e0 funzionare al meglio, facendo lavorare i suoi dipendenti, conquistandosi beni e opere, anche con scavi archeologici e acquisti, organizzando mostre e ampliando la struttura per avere successo, interagendo con gli altri curatori. Ogni giocatore deve reinventarsi archeologo, collezionista, manager finanziario, restauratore, carpentiere, per ottenere punti, denaro e visitatori e diventare miglior curatore di museo.<br \/>\n<strong>Pergamon<\/strong> \u00e8 invece ambientato nel tardo XIX secolo: con gettoni, tessere e carte che rappresentano azioni, reperti e avventurieri, i giocatori dovranno intraprendere uno scavo archeologico (dopo averne ottenuto i finanziamenti) per recuperare reperti da esporre nel Pergamon Museum di Berlino. Nella prima fase del gioco si aggiunge una componente di rischio, che costringe i giocatori a decidere tra i fondi sicuri e la priorit\u00e0 negli scavi (ma limitati a strati superficiali e di minor pregio) oppure tentare la sorte sperando di pescare una carta ricca (ma forse anche una sfortunata) e poter per\u00f2 scavare pi\u00f9 in profondit\u00e0 i reperti pi\u00f9 antichi.<br \/>\nI pezzi raccolti possono essere uniti a formare una collezione, da restaurare ed esporre a proprie spese, mentre le collezioni precedenti vengono messe in secondo piano nel museo virtuale, e renderanno meno punti al giocatore che le ha esposte: un meccanismo che aumenta notevolemente la competizione.<br \/>\nAnche <strong>Museum<\/strong> \u00e8 simile per ambientazione e collocazione temporale (inizio del XX secolo, epoca d\u2019oro dell\u2019antropologia e dell\u2019etnografia) ma con meccanismi semplificati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium 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per\u00f2 a costruire partite sfidanti, molto soggette ai rivolgimenti della fortuna, ma con una ambientazione molto curata e dinamiche che riproducono pericoli, disagi e difficolt\u00e0 degli esploratori del secolo scorso, alla ricerca delle citt\u00e0 perdute nella giungla.<br \/>\nTornando invece nell\u2019ambito del genere gestionale, sono diversi i titoli interessanti ambientati nell\u2019antichit\u00e0.<br \/>\nIn Italia il noto autore Walter Obert ha creato <strong>Strada Romana<\/strong>, nel quale i giocatori impersonano ricchi mercanti che trasportano merci sulla trafficata rotta commerciale tra Roma e il porto di Ostia: dovranno aggiudicarsi contratti (raccogliendo tessere e cubi dello stesso colore) e sesterzi per poter avere la precedenza nei passaggi pi\u00f9 stretti della strada, in modo da compiere pi\u00f9 viaggi possibile e guadagnare punti e denaro.<\/p>\n<p><strong>Provincia Romana<\/strong> impegna i giocatori ad acquisire e spendere al meglio risorse, favori e materie prime per dare lustro e servizi alla provincia che amministrano, al confine dell\u2019Impero, ma anche respingere gli attacchi dei popoli ostili senza troppe perdite nelle proprie guarnigioni.<br \/>\nChe si giochi in modo pi\u00f9 rilassato, sfruttando le occasioni, o che si decida per una strategia pi\u00f9 aggressiva mirando alle \u201ccarte favore\u201d che aumentano l\u2019interazione tra giocatori, il gioco scorre bene in sei turni, senza un graduale aumento di complessit\u00e0, alla fine dei quali si conteggiano i punti.<br \/>\nCon <strong>Sit gloria Romae<\/strong> si entra nel cuore pulsante di Roma, e nel vivo della grande storia: con un deciso incremento di complessit\u00e0, questo titolo propone infatti di ricostruire e ampliare la capitale dell\u2019Impero Romano, dopo il grande incendio del 64 d.C.<br \/>\nAttraverso la raccolta e la combinazione delle carte, \u00e8 possibile gestire ruoli (lavoratore, gladiatore, mercante, architetto..) o materie prime, in base alle caratteristiche di ciascun sito da edificare, che in seguito potr\u00e0 essere frequentato dai clientes e aumenter\u00e0 l\u2019influenza e i bonus del giocatore che lo gestisce.<br \/>\nL\u2019aspetto dei materiali, non molto azzeccato e dall\u2019aspetto infantile, pu\u00f2 dare l\u2019impressione di eccessiva semplicit\u00e0 per questo gioco, che \u00e8 in realt\u00e0 articolato: scenari e interazioni sempre diverse, non facili da interpretare, richiedono pratica per essere padroneggiati, ma, garantiscono una alta rigiocabilit\u00e0 e si adattano molto bene a un diverso numero di giocatori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-48704\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/strada-romana-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/strada-romana-210x300.jpg 210w, 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variante di quello che \u00e8 considerato uno dei migliori giochi degli ultimi 20 anni, ovvero \u201cPandemia\u201d. Visti gli eventi degli ultimi due anni, questo titolo del 2007 pu\u00f2 sembrare inquietante, ma decisamente attuale: mostra in modo efficace le dinamiche catastrofiche di una pandemia e impone ai giocatori di collaborare per condividere le proprie risorse e capacit\u00e0, per giocare e vincere \u201cper una buona causa\u201d .<br \/>\n<strong>Pandemic: La Caduta di Roma<\/strong> ne presenta una variante \u201cromana\u201d, con bella grafica tematizzata, una plancia che raffigura l\u2019impero, 120 carte citt\u00e0 (in latino), 5 popoli barbari, 7 ruoli giocabili e dadi.<br \/>\nSi deve impedire la caduta dell\u2019Impero Romano mettendo in campo alleanze e trattati, ma anche campagne militari, fortificazioni e spostamenti di truppe: il tutto mentre l\u2019\u201dindice di declino\u201d sale inesorabilmente (oppure terminano le carte\u2026) facendo terminare il gioco.<br \/>\nRegole e complessit\u00e0 sono ad un livello medio-alto, ma sono modulabili in tre gradi di difficolt\u00e0, pi\u00f9 una modalit\u00e0 ulteriore: questo garantisce al gioco una notevole longevit\u00e0, senza appesantirlo troppo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-48706\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/7wond-298x300.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/7wond-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/7wond-1017x1024.jpg 1017w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/7wond-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/7wond-768x773.jpg 768w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/7wond.jpg 1490w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-48707\" src=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/pic860217-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/pic860217-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/pic860217-1024x1019.jpg 1024w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/pic860217-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/11\/pic860217.jpg 1507w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<em><span style=\"color: #54595d;\">Immagini dalle confezioni di &#8220;7 wonders&#8221; e &#8220;7 wonders: duel&#8221;<\/span><\/em><\/p>\n<p>Infine, uscito dalla fucina del geniale autore belga Antoine Bauza, <strong>7 wonders<\/strong> \u00e8 un gioco di \u201ccivilizzazione\u201d articolato e d\u2019atmosfera utilizza bellissime carte illustrate ricche di simboli da combinare, materie prime, edifici e servizi da implementare per ampliare la propria citt\u00e0, e poter costruire le 7 meraviglie del mondo antico: in tre \u201cere\u201d si susseguono i turni di gioco, le carte cambiano mano vorticosamente, e non mancano occasionali conflitti militari. Le meccaniche sono ben amalgamate, e una volta comprese regole (non poche) e simboli, le partite scorrono bene: \u00e8 necessario soprattutto gestire bene le scelte contingenti, ma con lungimiranza. L\u2019ambientazione \u00e8 suggestiva ed espansioni e varianti uscite negli anni si sono mantenute in ambito classico e mitologico.<br \/>\nNotevole la variante <strong>Duel<\/strong>, per due giocatori: in questo caso, due civilt\u00e0 competono per la costruzione delle meraviglie, e per conquistare le risorse utili dovranno scoprire gradualmente e per passaggi obbligati, come in un solitario, le carte disposte sul tavolo, che anche in questo caso sostituiscono la plancia.<\/p>\n<p><strong>Curators<\/strong>, Jacob Westerlund, Worldshapers, 2021, (ed. italiana Little Rocket Games), 1-4 giocatori<br \/>\n<strong>Museum<\/strong>, Olivier Melison e Eric Dubus, Holy Grail Games 2018, 2-4 giocatori<br \/>\n<strong>Artifacts Inc.<\/strong>, Ryan Laukat, RedRaven Games 2015, 2-4 giocatori<br \/>\n<strong>Pergamon,<\/strong> Stefan Dorra, Ralf zur Linde, Eggert 2011, 2-4 giocatori<br \/>\n<strong>La spedizione perduta<\/strong>, Peer Sylvester, Garen Ewing, Osprey Games 2020 (ed. italiana Studio Supernova), 1-5 giocatori<br \/>\n<strong>Strada Romana<\/strong>, Walter Obert,\u00a0 Giochix 2009, 2-5 giocatori<br \/>\n<strong>Provincia Romana, <\/strong>Pierluigi Frumusa, Giochi Uniti 2014, 2-6 giocatori<br \/>\n<strong>Sit gloria Romae<\/strong>, 2005, Carl Chudyk, Cambridge Games Factory, (ed. italiana Uplay), 2 -5 giocatori<br \/>\n<strong>Pandemic: La Caduta di Roma,<\/strong> Matt Leackock\u00a0e\u00a0Paolo Mori,Z-Man Games (ed. italiana Asmodee) 1-5 giocatori<br \/>\n<strong>7 wonders<\/strong>, Antoine Bauza, Repos Production, 2010 (ed. italiana Asmodee), 2-7 giocatori<br \/>\n<strong>7 Wonders: Duel<\/strong>, Antoine Bauza, Bruno Cathal\u00e0, Repos Production, 2015 (ed. italiana Asmodee), 2 giocatori<\/p>\n<p><em><a href=\"\/?page_id=38553\">Chiara Ferretti<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giocare \u00e8 una cosa seria. 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