{"id":43132,"date":"2022-05-04T10:16:15","date_gmt":"2022-05-04T08:16:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=43132"},"modified":"2024-09-16T13:37:15","modified_gmt":"2024-09-16T11:37:15","slug":"ispirazionemuseo-alice-padovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/ispirazionemuseo-alice-padovani\/","title":{"rendered":"#IspirazioneMuseo \/ Alice Padovani"},"content":{"rendered":"<p>Alice Padovani \u00e8 un\u2019artista poliedrica, nata a Modena dove vive tutt&#8217;ora. Ha al suo attivo diverse collaborazioni con istituzioni pubbliche e private e attualmente \u00e8 coinvolta nel <strong><a href=\"\/?page_id=42825\">progetto pilota <em>Di cosa hai paura? Con-tatto di parole, immagini, suoni<\/em><\/a>,<\/strong> selezionato da <a href=\"https:\/\/www.eccom.it\/\">ECCOM<\/a> attraverso la call di <em>DRIS \u2013 Co-creating Intercultural Societies: a Focus on Racism and Discrimination<\/em>, che intende promuovere azioni artistiche mirate a valorizzare le relazioni con il patrimonio culturale e storico delle citt\u00e0 tramite il coinvolgimento delle comunit\u00e0 territoriali e la costituzione di gruppi di co-progettazione interdisciplinari come punti di partenza per la facilitazione della diversit\u00e0 culturale, l\u2019inclusione sociale e il superamento degli stereotipi.<br \/>\nIn questo progetto collabora con diversi enti e istituzioni pubbliche (*), tra i quali i Musei Civici di Reggio Emilia, ed \u00e8 affiancata dal videomaker <strong>Ali Beidoun<\/strong> e dalla band musicale <strong>Le Piccole Morti<\/strong>.<br \/>\nPer questo motivo nei giorni scorsi l\u2019abbiamo vista in azione in diversi luoghi del centro di Reggio Emilia insieme ai rappresentanti delle associazioni dei nuovi cittadini e cos\u00ec le abbiamo rivolto qualche domanda sul suo lavoro e sulla esperienza che sta vivendo.<\/p>\n<p><strong>Di cosa ti occupi e qual \u00e8 stato il tuo percorso formativo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSono un&#8217;artista visiva. Non ho un genere o un media di preferenza, questo significa che mi occupo di arte cercando di volta in volta di trovare il linguaggio ideale rispetto al progetto che intendo sviluppare. A volte si tratta di creare un&#8217;opera fortemente concettuale, magari di natura installativa o performativa, altre volte la tecnica scelta che determina un\u2019opera \u00e8 un assemblaggio, un disegno o una scultura.<br \/>\nIl fatto che io non abbia un media di riferimento potrebbe essere legato all\u2019eterogeneit\u00e0 stessa della mia formazione. Per diversi anni, parallelamente allo studio della filosofia, ho lavorato nell\u2019ambito del teatro contemporaneo sia come attrice sia come regista. Andando ancora pi\u00f9 a ritroso, si pu\u00f2 dire che la mia formazione sia iniziata con lo studio della musica classica. Forse anche per questo motivo tutti gli elementi combinati sono risultati essere il background fondamentale nel mio percorso artistico.<br \/>\nSono una persona molto curiosa e aperta al cambiamento, questo probabilmente \u00e8 il filo rosso che lega tutto il mio operato: tale attitudine mi permette variazioni e movimenti da un ambito all\u2019altro, senza la paura di sbagliare, ma solamente con il senso di sperimentare. Trovo molto interessante la possibilit\u00e0 di creare dialoghi inattesi tra generi e materie diverse. Cerco spesso, ad esempio, <strong>l\u2019incontro tra la poesia e la scienza<\/strong> per trovare nuove forme e nuove idee, mi permette di progettare con uno spettro di immaginazione privo di confini.<br \/>\nL&#8217;arte, nella mia visione, \u00e8 proprio quel <strong>linguaggio universale<\/strong> che dovrebbe tentare di legare ambiti diversi, di attingere a conoscenze e suggestioni personali e collettive, di <strong>avvicinare sguardi e umanit\u00e0 lontane<\/strong>.\u201d<\/p>\n<p><strong>Quali sono state le tue esperienze pi\u00f9 significative dal punto di vista lavorativo e quali in rapporto al museo e soprattutto al museo come fonte di ispirazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cFra le esperienze pi\u00f9 significative ci sono proprio quelle legate ai luoghi della cultura, a musei e palazzi storici.<br \/>\nQuasi sempre si \u00e8 trattato di elaborare progetti <em>site-specific<\/em>, nati in simbiosi con il paesaggio, l\u2019architettura circostante e le persone che ci vivono.<br \/>\nSono numerosi i progetti che mi sono rimasti nel cuore, ne voglio citare solo alcuni che trattavano, sotto diverse prospettive, uno degli aspetti pi\u00f9 ricorrenti della mia poetica: <strong>l\u2019idea della raccolta, della conservazione come elemento per parlare di memorie<\/strong>.<br \/>\nUno di questi \u00e8 la recente collaborazione con la Reggia di Caserta, esito di un concorso MiBact, dove ho realizzato un progetto di land art nel Bosco Vecchio a partire da un grande tronco di leccio e dall\u2019idea che la natura contenga e accolga la memoria umana, come fosse uno scrigno del passaggio dei tempi e delle epoche storiche.<\/p>\n<p>Diversi anni fa, poi, ho avuto modo di lavorare a un\u2019opera d\u2019arte partecipata all\u2019interno del progetto <em>Green Routes<\/em> (in collaborazione con Eccom, Fondazione per il Sud e Bocche del Vento), che ha avuto come esito finale la produzione di una scultura, ora visibile nella collezione permanente del MuDi di Taranto, frutto di una <strong>raccolta attiva<\/strong> di memorie sotto forma di racconti e oggetti da parte di un gruppo di cittadini tarantini. L\u2019opera <em>Radicati<\/em> \u00e8 una grande radice di fico strangolatore in cui sono stati incastonati una moltitudine di oggetti (le memorie raccolte) che creano una sorta di oscillazione tra il senso positivo di appartenenza a un luogo e l\u2019esserne in qualche modo prigionieri.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra importante collaborazione \u00e8 stata quella con il Museo Civico di Modena, per il quale ho realizzato un&#8217;opera temporanea di tipo installativo &#8211; <em>Archival Impulse or The Museum-Machine<\/em> &#8211; che mi ha permesso di lavorare sull&#8217;essenza stessa del museo come macchina del tempo e della memoria. Per la costruzione di quest\u2019opera ho avuto accesso a molti reperti storici e archeologici (parte delle collezioni in deposito del museo) creando un grande assemblaggio a pavimento, un ingranaggio che restituiva a colpo d\u2019occhio il percorso dell\u2019uomo dagli albori ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Pensando invece a mostre in galleria, uno degli eventi espositivi pi\u00f9 importanti che ho potuto immaginare e costruire \u00e8 stata la mia recente personale a Milano presso la galleria Amy-d Arte Spazio, supportata da Anna D\u2019Ambrosio e con la curatela di Livia Savorelli. In questa mostra &#8211; <em>Ecdysis. Economics of mutation<\/em> &#8211; ho portato all\u2019attenzione del pubblico una selezione antologica di opere molto differenti: dai lavori in teca entomologica a dipinti di grandi dimensioni, passando attraverso a nuove forme da me mai sperimentate, come nel caso dell\u2019opera <em>Deimatico<\/em>, una performance intima immortalata dagli scatti di Massimiliano Camelllini diventata poi opera ibrida tra fotografia e scultura. In occasione dell\u2019opening, inoltre, ho realizzato una performance live con insetti vivi, sonorizzata dalla band Le Piccole Morti. Un esperimento in grande sinergia creativa che mi ha portato a collaborare con la band ancora una volta, proprio in occasione del <a href=\"\/?page_id=42825\"><strong>progetto <em>Di cosa hai paura?<\/em><\/strong> <\/a>nel quale firmeranno un sound design immersivo, parte integrante e imponente dell\u2019<strong>opera che sar\u00e0 inaugurata il<\/strong> <strong>14 maggio<\/strong>, presso il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, in occasione della <strong>Notte Europea dei Musei 2022<\/strong>.\u201d<\/p>\n<p><strong>Quali progetti hai nel tuo futuro?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI progetti per il futuro sono numerosi e ancora una volta molto differenti l&#8217;uno dall&#8217;altro.<br \/>\nParlando dei mesi estivi parteciper\u00f2 a un paio di importanti collettive, una nella mia citt\u00e0 di origine, Modena, e l\u2019altra presso la Reggia di Caserta.<br \/>\nParallelamente porter\u00f2 avanti progetti legati pi\u00f9 all\u2019ambito dell\u2019arte pubblica e partecipata, come quello che mi vede coinvolta proprio qui ai Musei Civici di Reggio Emilia e al progetto pilota Essere Fiume che sta attraversando molti luoghi di Roma e vede una sinergia con diverse realt\u00e0 locali, come la compagnia teatrale nontantoprecisi, la Sovrintendenza Capitolina, le Biblioteche di Roma, la <em>Temple University<\/em>.<\/p>\n<p>Trovo che in questi tempi umani cos\u00ec frammentati e alienanti sia importante che l\u2019arte, tutta, possa essere fruita in modo libero e diretto dalla cittadinanza. Vorrei che si potesse sempre di pi\u00f9 \u201cinciampare in modo casuale\u201d sull\u2019arte. E che le citt\u00e0 e i musei diventassero sempre pi\u00f9 <strong>incubatori<\/strong> di una certa cultura diffusa.<\/p>\n<p>A questo tipo di progetti affiancher\u00f2 altri eventi, mostre e azioni con la galleria di Milano Amy-d Arte Spazio, tra cui la realizzazione di un progetto in situ per il festival della Scienza di Genova.<\/p>\n<p>Un\u2019altra interessante collaborazione che continua negli anni \u00e8 con la <em>charity We Restart<\/em> con sede a Londra che si occupa di produrre progetti dove arte e cultura sono strumenti attivi di resilienza. Con loro parteciper\u00f2 all\u2019evento Secret Art, che dar\u00e0 sostegno concreto ad artisti ucraini rifugiati in Gran Bretagna. Come programmazione ad ampio raggio invece si tenter\u00e0 proprio di esportare in Inghilterra questo stesso progetto pilota \u201cDi cosa hai paura?\u201d, in quanto fortemente affine con la mission della charity e del suo operato, mantenendo attive le collaborazioni che lo hanno visto nascere qui a Reggio Emilia.\u201d<\/p>\n<p><a href=\"\/?page_id=38550\"><em>Georgia Cantoni<\/em><\/a><\/p>\n<p>(*) <a href=\"\/?page_id=42825\"><em>Di cosa hai paura? Con-tatto di parole, immagini, suoni<\/em><\/a>\u00a0\u00e8 un progetto di <a href=\"https:\/\/www.comune.re.it\/retecivica\/urp\/pes.nsf\/web\/Hmttl?opendocument\">Comune di Reggio Emilia<\/a> \/ <a href=\"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/musei2021\/\">Musei Civici di Reggio Emilia<\/a> | <a href=\"https:\/\/www.mondinsieme.org\/\">Fondazione Mondinsieme<\/a> | Abreer-Associazione dei Burkinab\u00e8 di Reggio Emilia | Coro Interculturale di Reggio Emilia APS | AGE\u2013Associazione Giovani Europei | Associazione dei volontari ucraini in Italia \u2013 \u0410\u0412\u0423\u0406 | Associazione Maliana Badegna | Diaspora Ivoirienne d\u2019Emilia-Romagna | <a href=\"https:\/\/www.museogemma.unimore.it\/\">Museo Gemma \u2013 Unimore<\/a> | <a href=\"https:\/\/www.casadelleculturedimodena.org\/\">Casa delle Culture di Modena<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.accademiadelpoggio.it\/\">Accademia Valdarnese del Poggio<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.tefacolombiaonlus.org\/\">Associazione TEFA Colombia ODV di Modena<\/a> | Silvia Rossi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alice Padovani \u00e8 un\u2019artista poliedrica, nata a Modena dove vive tutt&#8217;ora. 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