{"id":45899,"date":"2024-07-08T09:43:23","date_gmt":"2024-07-08T07:43:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/?p=45899"},"modified":"2024-07-30T17:55:27","modified_gmt":"2024-07-30T15:55:27","slug":"scomparsa-dellarchitetto-italo-rota-cordoglio-del-sindaco-luca-vecchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/scomparsa-dellarchitetto-italo-rota-cordoglio-del-sindaco-luca-vecchi\/","title":{"rendered":"SCOMPARSA DELL\u2019ARCHITETTO ITALO ROTA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>SCOMPARSA DELL\u2019ARCHITETTO ITALO ROTA \u2013 CORDOGLIO DEL SINDACO LUCA VECCHI<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cE\u2019 STATO UNA STRAORDINARIA COMPETENZA CHE REGGIO EMILIA HA INCROCIATO <\/strong><br \/>\n<strong>E CON CUI HA COSTRUITO UNA PARTE IMPORTANTE DEL SUO PROTAGONISMO CULTURALE<\/strong><br \/>\n<strong>E DEL SUO IMPEGNO PER IL BENE COMUNE E IL FUTURO\u201d<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Il percorso, il progetto e la realizzazione del Nuovo Museo al Palazzo dei Musei e le grandi mostre \u2013 fra cui For inspiration only e On the road \u2013 realizzate dalla citt\u00e0 con il grande architetto scomparso ieri. Dal 2021 al 2023, Palazzo dei Musei \u00e8 passato da 38.487 a 214.310 presenze<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u201c<strong>Italo Rota<\/strong> \u00e8 stato indubbiamente un fuoriclasse, un maestro in tutte le esperienze e progettualit\u00e0 che ha portato a compimento. Ho avuto il privilegio di conoscerlo fin dalla fase iniziale del suo percorso a Reggio Emilia, durato quasi 10 anni, dove insieme a lui abbiamo realizzato e consegnato alla citt\u00e0 il Nuovo Museo. Lavorare con lui non era semplice. Era vulcanico, imprevedibile, sorprendete nella sua capacit\u00e0 di intuizione ed esplosione creativa. Poi il tutto veniva ricondotto a una organicit\u00e0 condivisa, pi\u00f9 razionale ma sempre coerente con la visione che ci aveva consegnato. Era un metodo di ragionare e lavorare, che era prima di tutto contenuto e non prescindeva mai dal confronto, dal dialogo, dalla considerazione di quanto si muoveva, viveva intorno al progetto. Nel nostro caso, la citt\u00e0\u201d.<br \/>\nCon queste parole il sindaco di Reggio Emilia, <strong>Luca Vecchi<\/strong>, ricorda Italo Rota, il celebre architetto e artista scomparso ieri a Milano, amico e conoscitore della citt\u00e0 emiliana dove, insieme con la direzione e i conservatori dei Musei Civici, ha realizzato il Nuovo Museo (2021) nello storico Palazzo dei Musei, a conclusione di un affascinante percorso di partecipazione e progettazione culturale, artistica e antropologica di diversi anni.<br \/>\nLa sede museale \u00e8 passata da <strong>38.487<\/strong> a <strong>214.310<\/strong> presenze, <strong>dal 2021 al 2023<\/strong>.<br \/>\n\u201cCredo che Italo \u2013 prosegue il sindaco &#8211; abbia aiutato Reggio Emilia, accompagnando uno dei percorsi e progetti culturali pi\u00f9 ambiziosi e impegnativi, portati a compimento in questi 10 anni, ed abbia aiutato la nostra citt\u00e0 a guardarsi dentro e a sperimentare creando l\u2019innovazione. Lui stesso mi disse che fra i suoi intenti vi era quello di aprire la citt\u00e0 al cambiamento, senza rinunciare a un solido legame con le proprie radici e identit\u00e0. Ecco, credo che questo pensiero, questa idea cos\u00ec semplice, complessa e potente insieme sia rappresentata nel Nuovo Museo, dove si respira l\u2019approccio sperimentale, innovativo, aperto al futuro.<br \/>\n\u201cItalo per me \u00e8 stato tutto questo \u2013 conclude il sindaco \u2013 Ed \u00e8 stato una straordinaria competenza che Reggio Emilia ha incrociato in un tratto della sua storia, con la quale ha costruito una parte importante del suo protagonismo culturale e del suo impegno per il bene comune. Perdere Italo \u00e8 doloroso ed \u00e8 un fatto rilevante, per il nostro Paese e per la nostra citt\u00e0, che dovr\u00e0 porsi il problema di come ricordare questo celebre architetto e artista poliedrico, che tanto si \u00e8 occupato e tanto ha compreso e rappresentato di noi, aiutandoci a scoprirci e a raccontarci\u201d.<\/p>\n<p>MUSEO E COMUNIT\u00c0 &#8211; Fra le idee di Italo Rota a proposito del ruolo dei musei nella civilt\u00e0 contemporanea, vi era quella citata sul Corriere della Sera di oggi dal critico d\u2019arte <strong>Pierluigi Panza<\/strong>: \u201c \u2026nei musei ciascun cittadino lascer\u00e0 le sue memorabilia (come nel suo di Reggio Emilia)\u201d.<br \/>\nA Reggio Emilia Italo Rota \u00e8 stato certamente architetto, ma anche ascoltatore, ricercatore, designer, creativo, artista di ampio respiro, interprete contemporaneo del \u2018fare\u2019 di stampo rinascimentale, cio\u00e8 insieme a chi era con lui e in bottega, dove tutti i saperi si mescolavano per produrre l\u2019opera.<br \/>\nFrancesca Oddo scrive di Rota sulla rivista di architettura Abitare: \u201c \u2026gli anni non contano quando qualcuno, come lui, \u00e8 sempre stato orientato a esplorare il futuro con lungimiranza, entusiasmo e pragmatismo (\u2026), ovunque andasse \u2013 dalla Francia alla Spagna, da Dubai all\u2019India fino alla Cina \u2013 portava con s\u00e9 ed esprimeva la sua visione del mondo, contaminata dall\u2019arte e dalla tecnologia, dall\u2019utopia e dalla concretezza, dal rispetto per l\u2019ambiente e dalla convinzione che fosse necessario coinvolgere la comunit\u00e0 nel processo progettuale\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019IDEA DI NUOVO MUSEO \u2013 Si intitola <strong><em>Io sono Museo<\/em><\/strong> (Forma Edizioni), il libro che d\u00e0 conto dell\u2019esperienza partecipativa e progettuale di Italo Rota a Reggio Emilia. Un percorso contrappuntato da una serie iniziative pubbliche e alcune grandi mostre, allestite al piano terzo del Palazzo dei Musei, primo vasto spazio riqualificato e riallestito da Rota, e poi scaturito nel Nuovo Museo al piano secondo dello stesso edifico, in costante dialogo e osmosi con le collezioni storiche del piano primo.<br \/>\nIl Museo dunque \u2018personificato\u2019, essere vivente. I suoi piedi, la sua solida base, sono le collezioni e raccolte storiche: un meraviglioso museo-nel-museo, una pi\u00e8ce unique, che radica e alimenta l\u2019essere nuovo, aperto, in cambiamento: una corporatura dinamica come quella di un atleta, scaturita dall\u2019intuizione e dall\u2019idea progettuale di Rota, assieme alla citt\u00e0 e agli esperti dei Musei Civici.<br \/>\nNel Nuovo Museo conservare \u00e8 innovare. Coniugando visioni espositive, esigenze scientifiche e documentali, saperi consolidati e sollecitazioni partecipative, gli oggetti nei nuovi allestimenti aiutano, secondo le parole dell\u2019architetto, a creare \u201cvarchi\u201d, interagiscono virtuosamente con il visitatore aprendosi a nuove interpretazioni e domande, stimolando la consapevolezza della potenzialit\u00e0 e della ricchezza che lo circonda, a fare esperienza, finanche a manipolare, non solo per calarsi e calare il passato nell\u2019oggi come in una metamorfosi, ma anche, e forse soprattutto, per cercare e delineare il futuro.<br \/>\nSi sollecita perci\u00f2 un visitatore attivo. E\u2019 possibile in questo contesto vivere la sorpresa che il mondo anglosassone ha definito con efficacia in una parola: <strong>serendipity<\/strong>, <strong>serendipit\u00e0<\/strong>, ovvero il fare felici e inattese scoperte mentre si sta cercando altro, come spesso \u00e8 avvenuto nella Scienza del XX Secolo.<br \/>\nIl Nuovo Museo \u00e8 un dialogo intenso e provocante, fra persone singolari e plurali. Esso si propone quale museo di tutti e diviene pezzo fondamentale del \u201cmeccanismo umano\u201d, come sottolineava lo stesso Italo Rota, che aggiungeva: \u201c E\u2019 un luogo di possibile e continua sperimentazione\u201d.<br \/>\nEcco perch\u00e9 il Museo diviene <em><strong>pi\u00f9 nuovo, pi\u00f9 grande, pi\u00f9 museo<\/strong><\/em>. Chi entra non \u00e8 un \u2018semplice\u2019 visitatore: \u00e8 una persona invitata a immergersi in un grande Archivio dei beni comuni, secondo l\u2019accezione di <strong>Claire Bishop<\/strong>.<br \/>\nEcco perch\u00e9 nel Nuovo Museo si pu\u00f2, come diceva <strong>Jimi Hendrix<\/strong>,<em> Are You Experienced<\/em>, essere trasformati dall\u2019esperienza, che si sta vivendo nella frequentazione e permanenza al Museo.<\/p>\n<p>ITALO E NOI \u2013 Rota ha saputo cogliere diverse qualit\u00e0, connotazioni, passioni della comunit\u00e0 reggiana, di cui parl\u00f2 in questi termini, riferendosi al percorso museale: \u201cDalla capacit\u00e0 dell\u2019uomo di fare manifattura, cio\u00e8 prendere la materia e farne altro, si concluder\u00e0 con le visioni di grandi artisti della fotografia, fra cui Luigi Ghirri. Emerge cos\u00ec la meravigliosa anomalia reggiana, fatta di seriet\u00e0 e visionariet\u00e0, portatrice di un\u2019utopia che ci si pu\u00f2 permettere, che nasce giorno per giorno e contribuisce a cambiare il mondo. Qui tecnologie e produzioni possono diventare atti artistici\u201d.<br \/>\n\u201cA Reggio Emilia, la fotografia \u00e8 parallela alla passione per la musica. E\u2019 quasi un\u2019ossessione collettiva, di altissima qualit\u00e0 \u2013 disse ancora Rota &#8211; Altre arti non arrivano a queste vette, perch\u00e9 Reggio \u00e8 stata ingiustamente spogliata nei secoli di alcuni capolavori ad esempio della pittura. E noi ci adeguiamo a questa grande passione collettiva, che \u00e8 la fotografia, ad ogni livello\u201d.<br \/>\nCon buone ragioni, si pu\u00f2 parlare di <em><strong>Photo Affection<\/strong><\/em> e questa definizione racchiude la diffusa presenza fotografica nel Nuovo Museo.<\/p>\n<p>LE MOSTRE DEL PERCORSO DECENNALE &#8211; Dall\u2019accumulo alla conservazione e al comparativismo, dall\u2019universalit\u00e0 all\u2019ispirazione e alla multidisciplinariet\u00e0, dall\u2019approccio multilivello alla pedagogia sono nel Nuovo Museo.<br \/>\nE\u2019 questo il percorso di senso che innerva l\u2019immaginario del Nuovo Museo, rilanciandolo quale spazio condiviso del XXI Secolo, dove storia, cultural heritage (eredit\u00e0 culturale), tecnologia, passato e futuro condividono uno spazio e un\u2019idea di futuro.<br \/>\n\u201cIl museo diviene poi uno spazio dinamico, non pi\u00f9 solo una teca espositiva, ma uno stimolo al confronto e anche al giudizio. <strong>E\u2019 un luogo da usare, un luogo che fa, non solo mostra ed espone<\/strong>. Il nostro invito \u00e8 di usarlo, tutto questo sistema, questa macchina che pu\u00f2 portarci lontano \u2013 disse Italo Rota &#8211;\u00a0I musei si stanno trasformando in un\u00a0componimento a pi\u00f9 voci, tra memoria, ricerca, scienza, industria, arte e umanesimo, mediato e reso possibile dalla partecipazione personale, per testimoniare la libert\u00e0 e la responsabilit\u00e0 che il futuro ci invita a considerare ogni giorno, sia come individui sia come collettivit\u00e0. \u00c8 quasi un dovere usare il passato partendo dalla sua realt\u00e0 fisica, sperando che un gran numero di persone cominci a studiare e non si accontenti di leggere spiegazioni\u201d.<br \/>\nQuella del Nuovo Museo \u00e8 una vicenda fatta di osservazione, capitalizzazione delle esperienze, elaborazione di nuovi manufatti: dal dato archeologico alla robotica e alla meccatronica, competenza distintiva della citt\u00e0, \u201cperch\u00e9 l\u2019attitudine dell\u2019uomo qui, in milioni di anni, non \u00e8 cambiata\u201d.<br \/>\nNel Nuovo Museo, che \u00e8 autoriale e riconoscibile, la cronologia non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019unica modalit\u00e0 di racconto, il museo non \u00e8 pi\u00f9 \u201cun unico nastro trasportatore delle storia\u201d. Questa idea di museo e di narrazione, di <strong>Temporary Museum<\/strong>, \u00e8 stata approfondita ed evidenziata a Reggio Emilia tra il 2010 e il 2018 &#8211; al piano terzo del Palazzo dei Musei, quello con maggiore vocazione \u201claboratoriale e ricercativa\u201d e ai Chiostri di San Pietro \u2013 da una serie di iniziative partecipate, allestimenti sperimentali, mostre a cura di Italo Rota, fra cui:<\/p>\n<p>\u2022 <em>L\u2019amore ci divider\u00e0<\/em> (2010)<br \/>\n\u2022 <em>Gli oggetti ci parlano<\/em> (2012)<br \/>\n\u2022 <em>For inspiration only<\/em> (2014)<br \/>\n\u2022 <em>Red Gallery-Wonderful collection<\/em> (2016)<br \/>\n\u2022 <em>Tutto quadra\/Tutto tondo<\/em> (2016-17, Palazzo dei Musei)<br \/>\n\u2022 <em>Lo scavo in piazza. Una casa, una strada, una citt\u00e0<\/em> (2017)<br \/>\n\u2022 <em>On the road. Via Emilia 187 a.C.-2017<\/em> (2017-2018).<\/p>\n<p>Queste iniziative si possono leggere nel loro insieme quali \u201cProve generali\u201d di quello che sar\u00e0 il Nuovo Museo, che \u00e8 anche contenitore di questo percorso e ne propone esperienza, conoscenza, intuizioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SCOMPARSA DELL\u2019ARCHITETTO ITALO ROTA \u2013 CORDOGLIO DEL SINDACO LUCA VECCHI \u201cE\u2019 STATO UNA STRAORDINARIA COMPETENZA CHE REGGIO EMILIA HA INCROCIATO E CON CUI HA COSTRUITO UNA [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":48164,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-45899","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45899"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45899\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47194,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45899\/revisions\/47194"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.musei.re.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}