Abito maschile

Francia, 1770 - 1780

Sopravveste femminile (Andrienne)

Francia, 1760 - 1770

Abito maschile - Francia -1170-1780-(marsina);-1780-1785

Francia 1170 - 1780 (marsina) 1780 - 1785 (gilet)

Sopravveste femminile (Andrienne)

Francia 1760 - 1770

Gilet (quarti anteriori)

Francia, ultimo decennio del XVIII sec.

Gilet. Francia, ultimo quarto del XVIII secolo

Gilet - Francia, ultimo quarto del XVIII secolo

Gilet.-Francia,-1780-1790

Gilet - Francia, 1780-1790

La moda del Settecento attraverso la collezione Escosura

La collezione Escosura della Galleria Parmeggiani, formatasi negli ultimi decenni dell’Ottocento grazie al pittore spagnolo Ignacio León y Escosura (Oviedo 1834 – Toledo 1901), comprende dei finissimi abiti francesi del Settecento, acquistati sui mercati antiquari parigini e spagnoli; tali costumi risultano spesso manomessi dato che l’artista si divertiva a modificarne la foggia originaria, arricchendoli di applicazioni come paillettes e canutiglia. Nel Settecento l’abito maschile è composto dalla marsina con bottoniera, giubba (o “sottomarsina”), camicia e calzoni aderenti al ginocchio. La marsina, verso la fine del Settecento, si accorcia rimanendo morbida sui fianchi e la sottomarsina, partendo dai lunghi modelli fin quasi al ginocchio di fine Seicento, arriverà verso la fine del XVIII secolo a trasformarsi nel gilet. La camicia è decorata da un ricco jabot di pizzi e da polsini, anch'essi in pizzo, che ricadono abbondanti sulle mani. Il jabot, che nel Novecento si trasformerà nella moderna cravatta, è un simpatico accessorio che viene indossato intorno al collo, costituito da una fascia ornata di merletto, che ricade fluente sul petto. Questa tipologia di abito deriva da quella ripresa da Luigi XIV, il Re Sole, che si divertiva a creare uniformi militari dato che aveva dovuto affrontare la rude vita militare. Tale costume nel tempo subirà delle trasformazioni, ma la struttura di base resterà sempre invariata, andando poi a costituire l’abito maschile del Novecento. Percorrendo la sala dei costumi della Galleria Parmeggiani si possono ammirare due esemplari, tra i tanti, di abiti maschili settecenteschi. Il primo abito elegante della collezione Escosura, datato 1770-1780, realizzato in velluto cesellato in seta azzurra con disegno a barrette oblique e corolle fiorite, rispecchia esattamente la tipologia di abito aristocratico di tale periodo storico. Il secondo, formato da marsina e gilet, è confezionato in pekin di seta rosa salmone a minuta rigatura verticale ricamato in seta verde, rosa, marrone con applicazioni di canutiglia (ricamo ornamentale a fili d’oro e d’argento), pailettes e inserti di stagnola fucsia che il pittore stesso si divertiva ad applicare sopra. Tra i tanti gilet che arricchiscono la collezione, spicca in particolare un modello prezioso dell’ultimo decennio del XVIII secolo, realizzato in taffetas di seta avorio ricamato in sete policrome con prevalenza di toni spenti. La scenetta dal gusto neoclassico ricamata sotto i minuti taschini rappresenta Didone ed Enea in un giardino con vasi di piante, ispirata dall’opera “Didon” del musicista settecentesco Niccolò Piccinni. Per quanto riguarda la moda femminile, all'inizio del secolo in Francia, si diffonde la tipologia vestimentaria detta robe à la française o “Andrienne”. Tale terminologia deriva dalla veste di origine teatrale indossata per la prima volta dall'attrice Marie Doncourt, che doveva rappresentare una donna incinta e questo ne giustifica l’ampiezza della gonna. L’abito si compone di tre pezzi: un bustino stretto, scollato, sopra il quale viene cucita la pièce d’estomac, un davantino triangolare molto decorato, una gonna a cupola e il sottanino, indossato sotto l’abito. Il dietro presenta un pannello cucito per breve tratto e poi lasciato libero a formare le cosiddette pieghe a cannone. Le maniche si allargano a pagoda fino al gomito da cui fuoriescono volants di pizzo detti “engageantes”. La moda femminile nel Settecento è ricca di cocche, nastrini, fronzoli, pizzi, fiori finti che vanno ad arricchire la struttura dell’abito, creando qualcosa di assolutamente stravagante ed eccessivo, mettendo in risalto la fantasia, la creatività e la bellezza femminili, il tutto sostenuto dal “panier”, l’evoluzione rococò del precedente guardinfante, chiamato così perché ricorda con la sua forma ovale i cesti per il pane. Tale foggia vestimentaria è ben rappresentata da due bellissimi abiti della collezione Escosura. Il raffinato abito femminile in seta rosa salmone broccato in seta avorio, verde, rosa e celeste con una minuta decorazione a roselline, con pieghe a cannone; due bande dello stesso tessuto corrono attorno allo scollo e lo stesso motivo si ripete sulle maniche. L’altro abito, realizzato in taffetas broccato, presenta la medesima decorazione ad impostazione verticale, caratterizzata da nastri che si intrecciano a ghirlande di fiori, realizzando un elaborato decoro. Con i dettami introdotti dalla Rivoluzione francese le tipologie vestimentarie si andranno sempre più semplificando nel rispetto dei principi introdotti dalle teorie illuministe. La moda quindi, attraverso i secoli, segue le consuetudini, i costumi e le ideologie, riflettendo le trasformazioni politiche e sociali all'interno della società.
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