City Talk I Reggio Emilia. La Cultura per immaginare il futuro

8 Lug 2020, 18.00 Palazzo dei Musei

Un ciclo di conversazioni con i protagonisti della scena culturale e artistica contemporanea, il primo mercoledì del mese, alle ore 18.00, in diretta Facebook, Twitter, Youtube @museicivicire

City Talk | Reggio Emilia. La Cultura per immaginare il futuro

mercoledì 8 luglio

Annalisa Rabitti, assessora alla Cultura del Comune di Reggio Emilia
dialoga con
Martina Mazzotta, storica dell’arte
e
Anna Maria Meo, direttrice del Teatro Regio di Parma

Continua mercoledì 8 luglio alle ore 18 – con una diretta sul canale Youtube dei Musei Civici di Reggio Emilia e sulle piattaforme Facebook dei Musei Civici e di Cultura Reggio Emilia – il ciclo di incontri ‘City Talk | Reggio Emilia – La Cultura per immaginare il futuro’.
Il ‘City Talk’, con cadenza mensile, è una rubrica web, che viene realizzata dal Comune di Reggio Emilia nell’ambito del nuovo magazine digitale dei Musei Civici di Reggio Emilia, ‘Museo_Mag : Trasmissioni di Cultura’.
Ogni mese, sempre al mercoledì alle ore 18, fino al dicembre 2021, City Talk vedrà l’assessora alla Cultura Annalisa Rabitti in dialogo con protagonisti della scena culturale e artistica nazionale e internazionale per ripensare i temi e le opportunità della Cultura in questa fase storica segnata da Covid-19.
Ospiti del secondo incontro di City Talk, mercoledì 8 luglio, sono Martina Mazzotta, storica dell’arte, e Anna Maria Meo, direttrice del Teatro Regio di Parma.

‘City Talk’ vuole portare al centro del dibattito la cultura intesa non solo come bene comune, ma fondamento del welfare, non solo patrimonio ma fattore di cura, protezione e sviluppo.
La cultura è intesa quale chiave per ripartire, come strumento per costruire un ponte che aiuti a superare l’emergenza ma anche una risorsa, un’opportunità di prevenzione e cura per la persona e per una comunità che si vogliono rigenerate da questa transizione attraverso la crisi epocale dovuta alla pandemia.

‘City Talk’ vuole essere anche un approfondimento parallelo al percorso partecipativo ‘La Cultura non starà al suo posto’ di ascolto e coinvolgimento della comunità locale per il confronto e la condivisione delle politiche culturali di mandato, inaugurato nel febbraio scorso e assunto con ancora più forza durante questa fase di transizione per co-progettare la cultura e la città di domani.
L’emergenza ci ha posto interrogativi sulla qualità della nostra vita, sul senso delle azioni, sui valori che esprimiamo nelle azioni di ogni giorno e su ciò che vogliamo dal futuro. A questi interrogativi, durante la crisi, si è dato naturalmente risposta rivolgendosi verso il patrimonio culturale visto come una finestra, un’ancora di salvezza, una risorsa.
È giunto quindi il momento di riflettere su questa spinta naturale e metterla in valore: City Talk è uno strumento per farlo, considerando la cultura quale attivatore della società, potente agente creativo, risorsa e risposta imprescindibile per una ripartenza. E di più: vengono considerati anche i luoghi, in cui la cultura viene quotidianamente vissuta, condivisa, generata, come necessari non solo alla crescita culturale, ma anche al benessere psicofisico individuale e della società, riconoscendoli come presidio alla salute pubblica e favorirne così il rilancio.

NOTE BIOGRAFICHE

Martina Mazzotta è un’accademica e curatrice indipendente specializzata in filosofia e nel suo rapporto con le arti visive, la musica e la scienza. Da settembre 2019 è ospite del Warburg Institute di Londra in qualità di ricercatore ospite.

Martina Mazzotta è nata a Milano, dove ha lavorato fino al 2013 con il padre, il collezionista d’arte ed editore Gabriele Mazzotta, nella casa editrice da lui fondata nel 1966 e nella Fondazione d’arte Antonio Mazzotta (fondata nel 1988). Per la Fondazione, dal 2001, ha ideato e organizzato mostre, conferenze e concerti nella sede di Milano e nei musei di tutto il mondo. Mazzotta ha pubblicato oltre 2.500 libri che hanno contribuito alla storia della cultura (ad esempio, Dada di Hans Richter nel 1966, il primo libro sull’Arte Povera di G. Celant nel 1969, Il Kitsch di G. Dorfles nel 1968, The living book of the living theatre nel 1971). L’editore ha realizzato molteplici opere in collaborazione con Mirò, Warhol, Oppenheim, Lichtenstein, Beuys e molti altri. La pionieristica produzione espositiva in tutta Europa e in America ha promosso le avanguardie e i loro protagonisti, spesso per la prima volta e attraverso un approccio trasversale. Un patrimonio che oggi è perpetuato attraverso il Living Archive della Fondazione Mazzotta.

Nel 1999 si è laureata con lode in Filosofia Teoretica all’Università degli Studi di Milano, conseguendo poi un dottorato di ricerca in Storia dell’Arte alla Università Cattolica, dove ha tenuto conferenze e seminari per diversi anni. Ha studiato filosofia alla Freie Universität di Berlino e alla Ludwig Maximilian Universität di Monaco di Baviera, grazie al programma di borse di studio DAAD. Nel 2000 Martina ha lavorato a Londra dove come assistente curatore junior presso il dipartimento mostre della Royal Academy of Arts. Nel 2003 è tornata a Berlino, come rappresentante italiana della delegazione internazionale per la cultura del Goethe Institut.

Martina Mazzotta ha pubblicato saggi e articoli sulla teoria della Einfühlung, la filosofia e il suo rapporto con l’arte in Germania all’inizio del secolo, sulla musica, la scienza e l’arte (tra gli altri, la curatela della mostra Pelle di donna. Identità e bellezza nell’arte e nella scienza, Museo La Triennale di Milano, Milano 2012), sull’arte e la psichiatria. Nel 2005 ha curato una nuova edizione di Naturalia et Mirabilia di Adalgisa Lugli insieme a Claudio Parmiggiani; il tema delle collezioni enciclopediche ha rappresentato un’area di ricerca costante del suo dottorato ed è stato approfondito in occasione della mostra da lei curata al Museo Poldi Pezzoli e alle Gallerie d’Italia di Milano intitolata Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi (2013-’14). Il catalogo della mostra è diventato un testo di riferimento in materia. Concentrandosi su approcci artistici interdisciplinari e mantenendo una impostazione filosofica, ha scritto diversi saggi su artisti moderni e contemporanei. Ha curato l’intervento di Studio Azzurro alla Biennale Internazionale di Site Santa Fe (USA 2008), le installazioni di Pietro Pirelli durante il Festival Internazionale En-Counters di Mumbai (India, 2013), ha collaborato al progetto My East is your West in cui un artista indiano e uno pakistano hanno partecipato alla 56° Esposizione d’Arte – La Biennale di Venezia (2015) e ha lavorato in Cina per preparare The timeless dance. Beyond the mountains, la mostra su Mao Janhua da lei curata a Roma, al Complesso del Vittoriano (2017). Per la Fondazione Palazzo Magnani ha ideato e curato Kandinsky->Cage. Musica e spirituale nell’arte (prorogata fino al 18 marzo 2018 a Reggio Emilia), che è stata nominata tra le 10 migliori mostre del 2017 in Europa da Robinson-La Repubblica. Sempre per la Fondazione Palazzo Magnani ha curato la retrospettiva su Jean Dubuffet dal titolo Jean Dubuffet. L’arte in gioco. Materia e Spirito 1943-1985, (novembre 2018 – marzo 2019, in collaborazione con la Fondazione Dubuffet). La prima presentazione della mostra, Asphyxiating culture, è stata organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Londra e The Warburg Institute ed è stata seguita da diverse conferenze, concerti ed eventi collaterali in Italia e all’estero. Tra le sue recenti conferenze, Tiziano e il Novecento all’Università degli Studi di Milano, all’interno del corso d’arte FAI Le vite di Tiziano. Alchimie cromatiche.
Alla Saatchi Gallery di Londra ha curato The spirit of the valley. Works by Mao Janhua (giugno/luglio 2019), un progetto espositivo in cui arte, filosofia e Tao sono intrinsecamente connessi.

Anna Maria Meo è Direttrice del Teatro Regio di Parma. Precedentemente è stata responsabile dei Progetti Culturali Firenze 2010/Firenze Futura, piano strategico Area Metropolitana Comune di Firenze (ott 2003 – dic 2009) e nell’ambito di tale incarico ha elaborato progetti culturali e curato i relativi studi di fattibilità, completi di analisi di contesto, progettazione e fattibilità economica, guidando il processo di concertazione con le istituzioni e le categorie associate, tra i quali la creazione e implementazione della Rete dei Saperi: Firenze Sapere, finalizzato alla creazione di una rete tra la maggiori istituzioni culturali italiane e straniere presenti sul territorio.
Sempre nell’ambito del lavoro con le istituzioni culturali, ha seguito la progettazione, realizzazione e rendicontazione del progetto Knowledge Sharing, con finanziamento FSE, su commissione dell’istituzione capofila: James Madison University. Partners: Conservatorio di Musica Luigi Cherubini, Middlebury College, Isia, Accademia della Crusca.

È stata Direttore organizzativo e amministrativo del Teatro del Carretto – Lucca (ott 1994 – dic 2008). Per il Teatro Del Carretto, compagnia teatrale con sede al Teatro del Giglio di Lucca riconosciuta e finanziata dal MiBACT, ha curato tutte le produzioni e l’intensa attività di coproduzione e distribuzione sul territorio nazionale e internazionale. Ha collaborato inoltre con il Ministero degli Esteri per quanto attiene alla realizzazione dei programmi di scambio culturale in ambito internazionale ai quali la Compagnia ha preso parte con le sue produzioni: Italia in Russia, Italia in Cina, Festival Internazionale de Il Cairo, etc.

È stata Responsabile dell’Unità di ricerca nell’ambito dell’elaborazione del suono Media Innovation Unit-Firenze Tecnologia (gen 2004 – dic 2006), Firenze. Nell’attività di progettazione e gestione di programmi comunitari, ha presentato alla Commissione Europea, due progetti principali: – S2S2 (Sound to Sense – Sense to Sound, Azione Coordinata) inteso a ridefinire il ruolo del suono nelle interfacce uomo macchina e nei sistemi multimediali – ConGAS (Controllo gestuale del suono, Azione COST). Entrambi i progetti ottengono un finanziamento di circa 1.3 mln di euro.

Professore associato di ricerca presso l’Università degli Studi di Firenze (gen 2001 – dic 2003), con incarichi didattici all’interno del Progetto Apollo (in seguito Athena) in un modulo dedicato alla pianificazione degli eventi culturali.

Direttore amministrativo e organizzativo del Centro Tempo Reale (nov 1998 – dic 2003), Firenze. Nell’ambito del suo incarico al Centro Tempo Reale diretto da Luciano Berio, ha curato la produzione del live electronics delle opere del Maestro: Outis prodotta dal Teatro alla Scala e dal Théâtre du Châtelet, di Parigi; Cronaca del luogo per il Festival di Salisburgo e, per la Carnegie Hall di New York, con il Progetto Maurizio Pollini.
Nel 2001 ha presentato, nell’ambito del VI Programma Quadro della Commissione Europea, il progetto AGNU-LA, coordinatore scientifico M° Nicola Bernardini. Il progetto, del quale è capofila il Centro Tempo Reale, ottiene un finanziamento di 1.8 mln di euro. Fanno parte del parternariato l’IRCAM di Parigi, la Fondazione Pompeu Fabra di Barcellona e il KTH di Stoccolma.

È stata inoltre Responsabile organizzativo Fondazione William Walton (1989 – 2000) Forio d’Ischia, Segretario Artistico Wexford Opera Festival (1995 – 1998), Direttore di produzione Progetto Mozart-Da Ponte Ente Teatro Romano di Fiesole (1990 – 1992) Fiesole.

Info:

0522 456477 Musei Civici – uffici, via Palazzolo, 2
(da lun a ven: 09.00 – 13.00 / mar, gio: 14.00 17.00)
0522 456816 Palazzo dei Musei, via Spallanzani, 1
orari di apertura
musei@comune.re.it