IL LIMITE
L’ambiente del percorso espositivo cambia radicalmente: le sale si illuminano di luce naturale e le finestre si aprono sulla piazza di fronte al Palazzo dei Musei, creando un dialogo tra interno ed esterno.
La romanità di Regium Lepidi ha lasciato un segno profondo nel disegno della città, contribuendo a darle la forma oggi conosciuta. La storia di Reggio si sviluppa lungo la Via Emilia, la strada principale che la attraversa da sempre punto di riferimento per l’organizzazione dello spazio urbano ed extraurbano. Piccole teche espositive, chiamate ‘teatrini’, rappresentano le antiche architetture e paesaggi in miniatura e sintetizzano i temi centrali della narrazione, collocandosi idealmente lungo il rettifilo della strada.
Il concetto di ‘limite’ definisce lo spazio ortogonale della città. I calcoli dell’agrimensore, l’esperto che misura e organizza le terre, si riflettono nella struttura razionale della città e nella suddivisione delle terre agricole. L’aratro, con il suo vomere, traccia il solco del pomerium, il perimetro sacro e inviolabile che separa la città dal territorio circostante. Sulla moneta è rappresentato Giano Bifronte, il dio che protegge le porte e che sorveglia l’entrata e l’uscita della città. Le divinità protettrici, rappresentate dagli idoletti in bronzo, vegliano su uno spazio ben definito: il luogo dell’abitare, della vita pubblica e dell’identità cittadina.