Archeo-Logos – Preistoria 11

IL FABBRO

La capillare occupazione della collina reggiana è suggerita dalla capanna/officina del fabbro di Torlonia, di cui si conservano gli strumenti da lavoro, come le forme di fusione dei metalli per realizzare gli utensili. La capacità di manipolare il metallo usando il fuoco era considerata un’arte raffinata, che conferiva al fabbro un’aura quasi divina.

Il metallurgo, rappresentato dalla figurina barbuta posta al centro del cerchio di oggetti in miniatura, era percepito come una sorta di sciamano, come suggerisce la ritualità gestuale dell’opera di Arnulf Rainer.

Questo periodo segna anche l’inizio della produzione in serie di oggetti, grazie all’uso di stampi e matrici. Il set di posate da viaggio in plastica esposto qui fa riflettere sull’idea di replicabilità, portando nell’oggi questo fenomeno.