Portico dei Marmi e Chiostro

Brixellum

Si è molto dibattuto sulla condizione di Brixellum nell’ambito dell’VIII Regio. Una colonia vi fu probabilmente dedotta nella prima età augustea, sfruttando la possibilità di guado sul Po in relazione con la rete dei collegamenti viari fra le due sponde del fiume. La fioritura della città si svolge fra la fine del I secolo a.C. e la media età imperiale. In età tardo antica si avvertono segnali di crisi. Nel V secolo è sede vescovile sino alla distruzione della città nel 603 da parte dei bizantini di fronte ad un’offensiva longobarda. Nella galleria settentrionale sono esposti epigrafi e frammenti di monumenti funerari che Chierici aveva ottenuto dal Comune di Brescello sin dal 1863. Altri marmi sono stati acquisiti nel nostro secolo. Si segnala un grande capitello corinzio pertinente ad un monumento funerario a cuspide dalla necropoli di Goleto. Dalla stessa località provengono parti del recinto del monumento sepolcrale dei Concordii (oggi ricostruito nei Giardini Pubblici) e tre stele funerarie della gens Vibia. I corredi di alcune tombe della stessa necropoli sono esposti nelle adiacenze delle epigrafi. Due cippi ad ara commemorano membri della famiglia dei Julii, fra i quali la giovinetta Julia Graphis, i cui giocattoli in piombo sono esposti nel Museo Chierici. Dal territorio di Poviglio proviene la stele dei Papinii, che commemora nove membri di una medesima famiglia. Un cippo a forma di sarcofago egittizzante che ricorda Publeia Tertia, sacerdotessa di Iside, fu rinvenuto fra Campegine e Castelnovo Sotto.

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