NUOVE PAGINE DI ARCHEOLOGIA
n. 1 – 2026

Sabato 14 marzo 2026, ore 11.00
Palazzo dei Musei, via Spallanzani 1
Reggio Emilia

Presentazione di “Nuove Pagine di Archeologia” n. 1 – 2026

Sabato 14 marzo 2026, alle ore 11.00 presso il Palazzo dei Musei, i Musei Civici di Reggio Emilia e la Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – Sezione di Reggio Emilia presenteranno il primo volume della rivista “Nuove Pagine di Archeologia n. 1 – 2026”.

Il volume, a cura di Georgia Cantoni, Iames Tirabassi e Giuseppe Adriano Rossi, è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Pietro Manodori.

“Nuove Pagine di Archeologia” raccoglie il testimone di un’esperienza di valore maturata in oltre vent’anni dai Musei Civici, la rivista storica “Pagine di Archeologia”. Gli studi archeologici, per il periodo compreso tra Preistoria e Medioevo, in questa nuova fase, resteranno il tema della rivista, ma essa allargherà il suo sguardo, superando da una parte confini geografici, dall’altra antiche distinzioni tra discipline umanistiche e scientifiche. Saranno dunque presenti contributi relativi ad altri territori, oltre quello reggiano, non solo di carattere archeologico ed etnografico ma anche archeometrico, naturalistico, ambientale, fisico, ossia di tutte quelle scienze fondamentali per una ricostruzione più esauriente e rigorosa possibile delle epoche passate.

In questa opera i Musei Civici sono affiancati dalla Sezione reggiana della Deputazione di Storia Patria, istituzione che, sin dalla sua fondazione, ha inteso privilegiare le ricerche archeologiche, come emerso dalla prima seduta svoltasi il 31 maggio 1861 in cui don Gaetano Chierici, uno degli otto deputati, manifestò il suo spiccato interesse per la materia.

La rivista, oltre al consueto formato a stampa, che si presenta significativamente rinnovato, sarà edita anche in versione digitale, soprattutto per favorire la più ampia accessibilità alla ricerca scientifica specialistica sostenuta dalle istituzioni culturali pubbliche, con il fine generale di promuovere la crescita e il benessere dei cittadini. Solo attraverso una capillare diffusione su tutti i canali, convenzionali e digitali, la ricerca può rispondere effettivamente al compito più alto che essa si prefigge e cioè dare vita ad una vera democrazia della cultura, aperta a tutti e di cui tutti sono partecipi e responsabili.

Di grande interesse e rilievo scientifico gli articoli presenti in questo primo numero della rivista:

“Gli scavi al castello di Canossa attraverso i taccuini di don Gaetano Chierici” di Mattia Francesco Antonio Cantatore, assegnista di ricerca presso l’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, Dipartimento di Storia, Culture e Civiltà, e Matteo Tirtei, curatore presso il Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani” di Bazzano, Valsamoggia (BO).
Il castello di Canossa è stato oggetto di indagini archeologiche dal 1877 fino al giorno d’oggi, ma la sua millenaria storia risulta per molte sue parti ancora poco chiara. Infatti, nonostante la fama della Rocca, gli studi sistematici che prendessero in esame anche i dati d’archivio ad essa relativi sono stati pochi. Di conseguenza, l’edizione dei taccuini di don Gaetano Chierici, il primo archeologo a condurre ampi scavi archeologici presso la rocca tra 1877 e 1880, fornisce importanti informazioni per una revisione critica del sito.

“Nuovi dati sulle ricerche ottocentesche di don Gaetano Chierici e Giovanni Bandieri nel mantovano occidentale (Bellanda e Villa Cappella) e nel bresciano (Seniga)” di Iames Tirabassi, Museo del Po di Revere (Borgo Mantovano – MN); Postumiae Antiquarium (Gazoldo degli Ippoliti – MN), archeologo, già funzionario dei Musei Civici di Reggio Emilia.
Vengono presi in considerazione alcuni appunti di Chierici e Bandieri che gettano nuova luce sugli scavi eseguiti nell’Ottocento sulle terramare di Bellanda e Villa Cappella. Altri appunti indicano ritrovamenti inediti alla confluenza fra Fiume Mella e Fiume Chiese ed altri ancora ampliano le nostre conoscenze della terramara di Règona di Seniga, già scoperta ed edita nella prima metà degli anni ’70 dell’Ottocento da Camillo Marinoni.

“Memorie dagli archivi. Storia della Collezione Etnografica dei Musei Civici di Reggio Emilia” di Anna Bertolini, etnografa, già funzionaria dei Musei Civici di Reggio Emilia.
Dagli archivi, insostituibile fonte di memorie della nostra storia, le ricostruite vicende della Collezione Etnografica dei Musei Civici reggiani: dall’epoca dello scandianese e naturalista del XVIII secolo Lazzaro Spallanzani alla fondamentale direzione di don Gaetano Chierici, paletnologo particolarmente attento a questi materiali nell’ambito dell’allora comparativismo, e dei successivi personaggi che in epoche posteriori hanno gestito la sezione etnografica museale. È ancora dagli archivi che emerge la storia dei materiali in un percorso che, a partire dal momento dell’ingresso, ne segnala l’iter all’interno delle vicende della Collezione Etnografica, intrecciandosi con la più vasta storia dei Musei Civici reggiani.

“Il ricordo della guerra tra l’esperienza personale e la propaganda coloniale: la collezione fotografica e postale di Ferdinando Rossi (Africa Orientale Italiana, 1936–1941)” di José Javier Aliaga Cárceles, professore presso l’Università di Murcia, Dipartimento di Storia dell’Arte.
L’articolo analizza la collezione fotografica e postale di Ferdinando Rossi, ufficiale italiano che partecipò alla campagna dell’Africa Orientale Italiana (1935-1941), oggi conservata presso i Musei Civici di Reggio Emilia. Attraverso l’esame di oltre un centinaio di immagini, lo studio indaga come l’esperienza individuale del soldato si intrecci con l’immaginario visivo prodotto dalla propaganda fascista e dai circuiti commerciali dell’epoca. Inserendo il caso Rossi nel quadro degli studi sulla cultura visiva del colonialismo italiano e sulla circolazione delle immagini di massa, l’articolo interpreta la raccolta come un dispositivo di memoria in cui si sovrappongono ricordo personale, trofeo di guerra e interiorizzazione del discorso imperiale. L’analisi tematica delle immagini mostra come la costruzione visiva dell’“altro” e del territorio coloniale abbia contribuito alla creazione di una serie di categorie tematiche connotate dal punto di vista ideologico. La collezione Rossi, lungi dall’essere un semplice archivio privato, rivela così le modalità attraverso le quali la guerra coloniale si prolunga nella sfera della memoria domestica e familiare.

All’incontro, introdotto dai curatori, saranno presenti gli Autori.

 

L’iniziativa è ad ingresso gratuito e senza obbligo di prenotazione

Info:

0522 456816 Palazzo dei Musei, via Spallanzani, 1
Durante gli orari di apertura della sede.
musei@comune.re.it