Archeologia e fumetto / Master Keaton

Taichi Hiraga Keaton è un personaggio particolare per molte ragioni, ma soprattutto perché è un archeologo ed esperto di storia antica, una combinazione rara nel panorama dei fumetti.

Figlio dello zoologo giapponese Taihei Hiraga, e della nobile inglese Patricia Keaton, Taichi si laurea brillantemente in archeologia a Oxford, ma qualcosa lo allontana da una carriera di successo come studioso.
Dopo il fallimento del suo breve matrimonio, ancora giovanissimo Keaton si arruola nell’esercito Inglese (“per non essere più soltanto un sognatore”); diventa un istruttore di tecniche di sopravvivenza nelle forze speciali del S.A.S. e acquisisce grande esperienza nelle arti marziali, nella scherma, nella negoziazione, oltre al titolo di “Master”.
Keaton lascia poi l’esercito e ritorna all’archeologia, passando da un incarico all’altro in svariate università, e torna a vivere in Giappone, recuperando le sue ambizioni di studioso ma con una nuova dimensione.

Questo inusuale percorso di vita compone una personalità complessa e sfaccettata, che non tutti sono in grado di vedere. Keaton può sembrare solo un uomo bizzarro, con modi flemmatici e un abbigliamento serioso, ma chi lo conosce bene ne ha grande stima, ha fiducia incondizionata in lui e nei suoi metodi insoliti, nella certezza che otterrà sempre il risultato sperato.
Oltre al suo incarico di professore infatti Keaton svolge con successo l’attività di investigatore assicurativo per Lloyd’s, che gli affida i casi più difficili.

Che si tratti di recuperare un’opera d’arte rubata, scoprire una frode assicurativa con opere false o gestire un sequestro, la sua profonda conoscenza dell’essere umano, della strategia, dell’arte e dell’archeologia gli consentono di mettere in campo soluzioni creative ed efficaci.
Sua figlia Yuriko, che vive con la madre, affermata professoressa a Oxford, non si spiega la carriera accademica così “sottotono” del padre, ma Keaton è uno spirito adattabile, certamente in cerca di qualcosa, ma che sa aspettare e ama sopra ogni cosa l’archeologia.

In uno dei primi episodi accetta un incarico nel deserto del Taklamakan: qui un suo ex collega, per proseguire uno scavo archeologico, vorrebbe abbattere una struttura, disprezzando il valore che le attribuisce la tribù locale. Keaton arriva, apparentemente spaesato e fuori contesto nel suo completo di tweed, e tenta di mediare. Quando però la struttura viene abbattuta a dispetto degli accordi, la tribù rapisce gli archeologi e anche Keaton, abbandonandoli in pieno deserto senza acqua né cibo. E qui Keaton avrà la sua rivincita: il suo completo di lana lo protegge dagli eccessi di calore, l’addestramento gli fa sopportare meglio la fatica; scava rifugi per proteggere il gruppo dal calore del giorno e raccoglie l’umidità della notte per bere. Dopo aver mangiato roditori e bevuto la propria urina, il gruppo riuscirà a sopravvivere e mentre riemerge dal deserto, il capotribú riconosce in Keaton qualcosa di soprannaturale ed eroico.

Dal punto di vista accademico, Keaton ha un particolare interesse per le civiltà indoeuropee e per quelle del bacino del Danubio, e spesso nelle sue avventure emergono elementi del lavoro dell’archeologo: la curiosità della scoperta e di interpretare ciò che si è scavato, la sensazione inebriante di essere in contatto con uomini vissuti migliaia di anni prima di noi, le tecniche dello scavo stratigrafico, le influenze reciproche delle antiche civiltà, ma soprattutto il grande rispetto per la storia e le culture dell’uomo, e il fastidio verso chi distrugge la storia in modo indiscriminato per far spazio al “progresso”.

I singoli episodi hanno lunghezze e temi molto diversi, ma sono sempre ben congegnati e avvincenti, con scenari e tematiche che vedono il protagonista viaggiare ai quattro angoli del mondo e affrontare casi legati al mondo dell’arte ma anche episodi drammatici di rapimenti, omicidi e attentati, mentre affiorano alcune sottotrame che proseguono nel tempo.
Vengono svelati poco a poco frammenti e personaggi della vita di Keaton, che domina comunque la scena con la sua grande umanità, in un equilibrio riuscito tra suspense, siparietti comici e scene familiari con il padre Taihei o la figlia Yuriko, che gli parla della ex moglie in Inghilterra, sperando in una riconciliazione.

Il manga, creato da Hokusei Katsushika, Takashi Nagasaki (testi) e Naoki Urasawa (disegni) è stato pubblicato inizialmente a episodi sulla Rivista Big Comic Original dall’editore Shogakukan, dal 1988 al 1994. I 144 capitoli sono stati poi ripubblicati in volumi di grande formato con pagine a colori.
Questa edizione è stata ripresa con le stesse caratteristiche anche in Italia dall’editore Panini comics, che ha pubblicato anche il successivo volume “Master Keaton: remaster”, che racconta altre avventure ambientate alcuni anni dopo le precedenti. Dal manga è stata tratta anche una serie animata.

Una storia editoriale lunga e di successo, per un personaggio unico nel suo genere.

Chiara Ferretti
Musei Civici di Reggio Emilia

 

 

Immagini © Panini comics