#MuseoPOP / Martin Mystère

Archeologo. Biondo. Logorroico. Dotato del terzo occhio. Perennemente in ritardo con le consegne dei testi al suo editore.
Queste sono solo alcune delle caratteristiche di Martin Jacques Mystère, detective dell’impossibile, personaggio creato nel 1982 da Alfredo Castelli, reso graficamente da Giancarlo Alessandrini e che da quasi quarant’anni risolve casi “mysteriosi” e impossibili dalle pagine degli albi che portano il suo nome, pubblicati da Bonelli editore.
Tra i pochi personaggi a fumetti dotati di una data di nascita (26 giugno 1942), Martin Mystère è al centro di un vero e proprio universo multimediale, che comprende oltre 400 albi (regolari, speciali, maxi, annuali, reboot a colori…), CD Rom interattivi, videogiochi, serie animate, traduzioni in molte lingue.
Mystère è americano, laureato in archeologia e antropologia, specializzato in cibernetica, scrive libri e articoli su svariati argomenti ed è conduttore di un programma televisivo intitolato “I Mysteri di Mystère”. La sua attività principale è però quella di detective dell’impossibile, che lo porta a viaggiare per il mondo inseguendo la soluzione di casi proposti dai personaggi più svariati o per spedizioni archeologiche e di ricerca di manufatti di ogni genere, sempre in bilico tra realtà e fantasia, ben consapevole dell’esistenza di mondi “ai confini della realtà”, e disposto ad avvicinarsi a teorie non convenzionali, pur se ancorate ad un solido contesto scientifico.
Un personaggio “larger than life” che, partendo da una modello di avventura fumettistica consolidato, si è poi evoluto in qualcosa di differente, che unisce la serietà e la preparazione dello studioso, la passione per l’avventura, il mistero, l’ignoto, ma anche l’ironia, la spericolatezza dell’uomo d’azione, in una serie di storie che sfiorano (quasi) tutto lo scibile umano, i continenti, i popoli e le culture del mondo.
I temi delle storie spaziano dalle rovine Maya al mostro di Lochness, dalle invenzioni di Leonardo alla ricerca di Atlantide e Mu, fino ai ripetuti scontri con gli Uomini in nero, sorta di gruppo di potere infiltrato in ogni settore della società, che avversa e nasconde ogni scoperta o reperto storico in contrasto con la scienza ufficiale e l’ordine costituito. Nel tempo però i temi si sono costantemente adattate allo scorrere del tempo, includendo temi e argomenti di attualità (ecologia, sfruttamento ambientale, razzismo, disuguaglianza economica) ma anche le nuove tecnologie e tutti i cambiamenti e le problematiche connesse.
In appendice a molti degli albi si sono succedute svariate rubriche di approfondimento dei temi trattati, sia per distinguere realtà e fantasia, ma anche per dare ai lettori ulteriori spunti di approfondimento.
Mystère è accompagnato da diversi coprotagonisti, instancabili e pazienti “spalle”, come la moglie Diana Lombard, assistente sociale dotata di grande umanità e intelligenza, e Java, assistente e compagno di avventure: Java proviene dalla misteriosa “Città delle ombre diafane”, ed è l’ultimo di un gruppo di Neanderthal sopravvissuti fino a oggi, che decide di seguire Mystère e adattarsi alla civiltà moderna. Java si esprime gutturalmente ma usa anche la lingua dei segni. E’ dotato di grande intuito, forza fisica e sensi particolarmente affinati.
Sergej Orloff invece è un amico fraterno, che con Mystère ha condiviso l’esperienza mistica della permanenza in un monastero Tibetano e dell’apertura del terzo occhio: divenuto imprenditore milionario, per un lungo periodo passa “al lato oscuro” e si scontra spesso con Mystère, per poi rinsavire e riconquistarne l’amicizia. E’ ispirato agli “scienziati pazzi” di origine cinematografica.
Contrariamente ad altre testate, nel corso della storia editoriale del personaggio non si finge che Mystère non invecchi: anzi, questo elemento viene più volte ripreso ed è parte integrante delle storie.
Uno degli autori che ha meglio interpretato questo aspetto è Paolo Morales: nelle storie di questo autore la maturità e l’esperienza di Mystère gli danno un grande vantaggio sui suoi avversari e gli consentono di proteggere meglio chi viene coinvolto nelle sue avventure.
In queste storie si manifesta in modo evidente il lato umano dei comprimari, sia quelli introdotti da Morales, sia di quelli già noti, come il commissario Travis della Polizia di New York e Chris Tower, ex agente CIA e direttore della base segreta “Altrove” (finanziata dal Governo degli Stati Uniti per studiare i fenomeni paranormali): entrambi chiedono consulenze a Mystère, ma altrettanto spesso lo tirano fuori dai guai, in nome di una antica amicizia, seppur episodica.
Proprio in queste storie si affacciano i temi di maggior attualità, che agganciano il fumetto all’epoca in cui è ambientato: teorie del complotto, critiche verso il capitalismo e le multinazionali, disuguaglianze causate dalla globalizzazione, disastri ecologici, sfruttamento della popolazione per profitto; il traffico e la depredazione dei beni culturali, durante le guerre e non solo; la presenza oscura degli scienziati nazisti durante e dopo le guerre, e riflessioni sui misteri legati all’inconscio e all’esoterismo.
Anche nella sua recente “rinascita” a colori, Martin Mystère si confronta con il contemporaneo, con storie che appoggiano sulle solide basi del fantastico e della fantascienza di ogni tempo, dell’archeologia, della storia e della cultura pop: una miscela insolita ed efficace, ideata dal suo enciclopedico creatore Alfredo Castelli, continuamente rinnovata dal contributo dei nuovi autori di un personaggio dalle molte vite.

Fonti:
Wikipedia
www.sergiobonelli.it
www.ubcfumetti.com


Immagini ©Sergio Bonelli editore

 

Chiara Ferretti
Ufficio comunicazione
Musei Civici di Reggio Emilia