Francia
Rotella, testiera, ferri da sella in forme cinquecentesche
Fine del XIX secolo
Bronzo e ottone, mm 585×590, h. mm 100 (rotella)

I pezzi mostrano non solo una unitaria scelta di fonti decorative – per buona parte dalla scuola di Fontainebleau – ma forse anche una medesima mano esecutiva. La rotella (i cui fori centrali non possono essere quelli di una effettiva imbracciatura) mescola due diverse soluzioni: il tondo centrale è più vicino a Jörg Sigman, mentre per i resto domina il modulo francese (qui con ascendenze “mantovane” da Giulio Romano, Primaticcio, Nicolò dell’Abate). Nella testiera una tecnica eccellente accosta di nuovo due modelli, con la parte superiore che coglie suggerimenti di Etienne Delauen mentre in basso si ispira piuttosto alle figure incatenate di Cornelis Floris. La linea complessiva è però rozza, senza slanci, e le forme del muso e degli orecchioni sono difettose. Una tecnica di prim’ordine presiede anche ai ferri della sella, con suggerimenti decorativi abbastanza ben capiti, in particolare ai fondi dorati animati dal punzone. L’acconciatura a palmetta che orna i mascheroni richiama quella sul capo dell’umanoide sbalzato sulla testiera e corrisponde a un particolare amatissimo dal decorativismo francese, ma anche fiammingo e tedesco, le figure dei delfini insinuano una chiara suggestione araldica presente in tanti pezzi Parmeggiani. Quanto alla attendibilità strutturale, basta rilevare che l’arcione posteriore può essere in due parti, ma mai in tre, e in ogni caso comporta sempre un margine inferiore concavo e senza irregolarità. Questi tre pezzi sono senz’altro tra i più importanti della temperie che ha presieduto a formare la collezione, e tra i più significativi di una ipotetica galleria “dell’antico” che si possa idealmente mettere insieme. (da: L.G.Boccia, Armi antiche delle raccolte civiche reggiane, Reggio E., 1984)