Museo di Storia della Psichiatria
Prima sala: cronologia
Dal primo dopoguerra agli anni ‘50

Negli anni fra le due guerre la psichiatria italiana restò, salvo poche eccezioni, refrattaria alle innovazioni che giungevano da altri paesi europei, in primis alla psicoanalisi. La pratica era sempre imperniata sull’Ospedale Psichiatrico, appiattito sulle sue funzioni custodialistiche. Anche la psichiatria, come altri ambiti della vita sociale, nel ventennio fascista vide ampliato il proprio mandato di controllo sociale e dal 1926 al 1941 la popolazione presente negli Ospedali Psichiatrici italiani salì da 60.000 a 96.000. Con il codice Rocco (il codice penale italiano approvato nel 1930) veniva introdotto l’obbligo di iscrizione nel Casellario Giudiziale di tutti gli internati. La Psichiatria ufficiale italiana era in maggioranza omologata al potere statale (Arturo Donaggio, il Presidente della Società Italiana di Psichiatria, fu fra i dieci firmatari del Manifesto degli scienziati razzisti, nel 1938).
Sono anni di forte spinta alla sperimentazione di terapie di shock, che videro la persona sofferente privata completamente della sua dimensione soggettiva e ridotta a substrato per trattamenti somatici: dallo shock insulinico a quello cardiazolico, all’elettroshock (inventato dagli italiani Cerletti e Bini nel 1938).
Fame, malattie e bombardamenti, ben impressi nella memoria di civili e militari durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, non risparmiarono i ricoverati negli Ospedali Psichiatrici che videro un impressionante aumento della mortalità. Nel 1944 il San Lazzaro venne ripetutamente bombardato: i morti furono circa un centinaio alcune decine e vaste aree dell’Istituto furono rese inagibili.
Alla metà degli anni ‘50 il San Lazzaro, come gli altri Istituti Psichiatrici italiani, ebbe il suo punto di svolta: sperimentò la psicochirurgia(ad es. con operazioni di lobotomia), con cui la disciplina toccò il fondo per quel che riguarda il rispetto dei diritti e della dignità umana, e quasi contemporaneamente iniziò ad utilizzare i primi psicofarmaci che, al contrario, rappresenteranno il primo efficace trattamento “biologico”, funzionale alla dimissione stessa dei malati.

1930 Promulgazione del Codice Penale Rocco
1938 Pubblicazione del Manifesto degli scienziati razzisti e promulgazione delle Leggi razziali in Italia
1938 Invenzione dell’Elettroshock da parte di Ugo Cerletti e Lucio Bini
1944 Bombardamento del San Lazzaro
1952 Maxwell Jones fonda la prima comunità terapeutica in Inghilterra
1953 Scoperta dello psicofarmaco Clorpromazinav