Archeologia delle regioni d’Italia

La villa di Agrippa Postumo nell’isola di Pianosa

Nel 1875 Gaetano Chierici accolse l’invito del concittadino Leopoldo Ponticelli, direttore della colonia penale di Pianosa, e vi si recò con l’intento di condurvi ricerche paletnologiche.
La permanenza sull’isola per un mese gli consentì di eseguire un preciso rilievo del cosiddetto “Bagno” di Agrippa, la villa marittima dove dal 7 al 14 d.C. era stato esiliato Agrippa Postumo, l’ultimo figlio di Vipsanio Agrippa e di Giulia Maggiore, figlia di Augusto.

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    Della villa rimane una cospicua porzione a mare, che deve ritenersi la zona di otium del principe, piuttosto che un vero e proprio quartiere residenziale. Sono oggi visibili un piccolo teatro, un laconicum (sauna), un peristilio con una grande piscina rettangolare, dotata di un’isola rotonda al centro, un oecus (sala di rappresentanza con abside sul fondo), un’exedra (terrazza semicircolare affacciata sul mare), due ninfei (o forse un ninfeo ed una peschiera), e vari ambienti minori con lacerti di mosaici bianchi e neri e di rivestimenti marmorei. Dalla villa e sulla spiaggia Chierici raccolse i materiali che oggi sono esposti nella Collezione paletnologica: frammenti di terra sigillata di produzione aretina, tardo-italica, sud-gallica ed africana (dall’età augustea alla fine del V/inizi del VI secolo d.C.); lucerne; un fritillus (bussolotto per agitare i dadi); frammenti di anfore e di laterizi con bolli (età adrianea); monete romane, tardoantiche e moderne; infine una valvola di bronzo, forse appartenente all’impianto idraulico del peristilio della villa.

 

Pianosa